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IL "QUOTIDIANO" DI CRISTINA VIGGÈ

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Belvedere: drink green

Belvedere: drink green

Nel cuore verde e avveniristico della milanese Porta Nuova, la luxury vodka polacca si presenta per il brunch. Con tre signature cocktail capaci di valorizzare il lato solare di un distillato solitamente lunare. In abbinata? Tre pietanze firmate dallo chef Enrico Bartolini

Nel cuore verde e avveniristico della milanese Porta Nuova, la luxury vodka polacca si presenta per il brunch. Con tre signature cocktail capaci di valorizzare il lato solare di un distillato solitamente lunare. In abbinata? Tre pietanze firmate dallo chef Enrico Bartolini

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Testi Cristina Viggè

Branches. Come i rami. Impressi sulla bottiglia in vetro smerigliato e trasparente, insieme al profilo di Palazzo Belweder, la residenza presidenziale polacca a Varsavia. Rami, che affondano le loro radici nell’Est dell’Europa, mentre si allungano verso il mondo. Rami, fitti e avvolgenti, di alberi che nascono nella stessa terra che dà vita alla segale dankowskie, con la quale lei è fatta: la luxury Belvedere Vodka. Complice l’acqua incontaminata proveniente dai pozzi artesiani che circondano la distilleria di Polmos Żyrardów.


Branches. Con chiara allusione al brunch: nato nell’Inghilterra del Diciannovesimo secolo e capace di saldare, in un goloso rituale, breakfast e lunch.



Così la vodka polacca super premium getta un nuovo seme, battezzandolo Belvedere Branches. Un inno alla natura e alla cultura green. Un’ode alla purezza, espressa in un’experience da vivere tutti i giorni, fino al 2 giugno, al Pandenus di Milano. Quello in Piazza Gae Aulenti, sublimato in un’oasi di calma e tranquillità. Proprio nel cuore dell’avveniristica Porta Nuova, che guarda il futuro stando accanto all’eco-funzionale Bosco Verticale e alla Biblioteca degli Alberi. Un progetto, voluto dalla Fondazione Riccardo Catella, nutrito da orti didattici, sentieri pedonali e mini foreste circolari. Per vere e proprie stanze vegetali.   



Ecco allora tre cocktail pensati per celebrare sostenibilità, freschezza e leggerezza. Tre drink ideati per decontestualizzare la vodka. Esaltandone lo spirito diurno che alberga in lei. Tre signature studiati per esser sposati con altrettanti piatti brunch addicted, griffati dallo chef pluristellato Enrico Bartolini. Per una tarda colazione quotidiana decisamente fuoriclasse. 



Voilà “The Belvedere Pomme Highball”, con succhi di mela e lime, sciroppo di zucchero, polvere di curcuma, soda e fettina di cetriolo come garnish. Da sorseggiare in compagnia del club sandwich bartoliniano: un pane alle noci farcito con pollo, rucola, maionese, pomodori, bacon, fontina e uovo. Patate a latere. 




È invece un twist sul Bloody Mary “The Belvedere Polska Mary Cocktail”, summa di vodka, succhi di pomodoro, barbabietola e limone, tabasco, salsa Worcestershire, sedano, sale e fetta di limone a guarnizione. In abbinata? L’uovo poché con salsa olandese, salmone selvaggio affumicato con legno di betulla, spinacino croccante, guacamole e pane alle noci tostato. 





Il risotto alle erbe dell’orto correda infine il più agrumato “The Belvedere Rubin Cocktail”, complici vermouth bianco, succhi di arancia e pompelmo rosa, acqua tonica, tè verde e fetta di pompelmo rosa. 




Pompelmo rosa. Già protagonista della cocktail list by Belvedere dello scorso anno: la Drink Pink. Che torna, sempre al Pandenus, con un poker di cocktail iconici, proposti in pairing con altrettanti finger food per l’aperitivo. Ossia quando tramonta il sol. Così, la tartare di tonno con caviale di Belvedere Vodka incontra “The Belvedere Spritz”, fra profumi di timo e vermouth Lillet Blanc; il gazpacho con stracciatella e sedano caramellato abbraccia “The Belvedere Wildflower”, cui concorrono liquore ai fiori di sambuco, Champagne e fiori di malva disidratati; l’arancino allo zafferano e provola affumicata strizza l’occhio a “The Belvedere Especial”, che elegge a protagonisti maraschino, ciliegia e bitter all’arancia; e il mini panino noir con salmone affumicato e senape di Dijon dialoga con “The Belvedere Ruby Tonic”, dove il pompelmo rosa fa da assoluto protagonista.  



Foto di Antinori


 

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