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IL "QUOTIDIANO" DI CRISTINA VIGGÈ

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Cera una volta lo Street Food Fest

Cera una volta lo Street Food Fest

Domenica 9 settembre, nella veneziana Lughetto di Campagna Lupia, prima edizione di una “sagra gourmet in parrocchia”, nata da un’idea di Lionello Cera, patron dall’osteria stellata che porta il suo cognome. Protagonisti? Chef, ristoratori, pizzaioli, pasticceri e artigiani del Nordest.

Domenica 9 settembre, nella veneziana Lughetto di Campagna Lupia, prima edizione di una “sagra gourmet in parrocchia”, nata da un’idea di Lionello Cera, patron dall’osteria stellata che porta il suo cognome. Protagonisti? Chef, ristoratori, pizzaioli, pasticceri e artigiani del Nordest.

Domenica 9 settembre, nella veneziana Lughetto di Campagna Lupia, prima edizione di una “sagra gourmet in parrocchia”, nata da un’idea di Lionello Cera, patron dall’osteria stellata che porta il suo cognome. Protagonisti? Chef, ristoratori, pizzaioli, pasticceri e artigiani del Nordest.


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Cera una volta lo Street Food Fest

Domenica 9 settembre, nella veneziana Lughetto di Campagna Lupia, prima edizione di una “sagra gourmet in parrocchia”, nata da un’idea di Lionello Cera, patron dall’osteria stellata che porta il suo cognome. Protagonisti? Chef, ristoratori, pizzaioli, pasticceri e artigiani del Nordest.

Testi Cristina Viggè

Tutto è nato parlando con Don Andrea, il nostro nuovo parroco. Si pensava a come raccogliere un po’ di fondi per la parrocchia e da qui l’idea”. A raccontare è Lionello Cera, patron della bistellata Antica Osteria Cera di Lughetto di Campagna Lupia, non lontano dalla Serenissima. Uno chef, che con i fratelli Daniele e Lorena, porta avanti con classe “l’osteria” aperta dai genitori Silvana e Rino nel 1967. Vulcanico Lionello. Che intanto dà forma alla prima edizione dello Street Food Fest, in pieno Nordest. E nel cuore di piazza della chiesa - che poi è piazza Conciliazione - di Lughetto. Sì, proprio nello spazio antistante la parrocchia Santi Gregorio Magno e Tommaso apostolo della piccola località veneziana. Data da segnare in agenda: domenica 9 settembre, alle 19. E in caso di maltempo? Si sposta tutto a lunedì 10.


Noi prepareremo sicuramente un pesce”, svela Lionello, facendo riferimento all’ingrediente protagonista di un ristorante che fa parte dell’associazione Le Soste e che è decisamente “Azzurro”, come il menu degustazione che propone. Una passione per il mare che permea tutte (o quasi) le pietanze dell’insegna. Non cedendo mai alla carne e concedendo talvolta il passo al “Verde”, espresso in piatti green fieri di non sottrarsi mai al mantra “prima la materia e poi l’arte”.



Un’arte culinaria che si fa sentire nella first edition di una manifestazione che vuole puntare l’attenzione sulla laguna e sulla campagna, sull’acqua e sulla terraferma, abbracciando l’eccellenza della parte più orientale dell’Italia. Veneto e Friuli per capirci. Toccando le province di Venezia, Vicenza, Treviso, Padova, Belluno e Udine. E mettendo in cortile una proposta eclettica e variegata, firmata da locali stellati e osterie, aziende agricole e salumifici, pizzerie e gastronomie, pasticcerie e gelaterie. Pronti a presentare una serie di pietanze in versione finger food. Con la complicità di ottimi vini, cioccolato, caffè e musica. Grazie alla presenza del dj set by Zeno, Kryves e Sebastian. Una serata doppiamente buona. L’ingresso infatti prevede un’offerta minima di 30 euro e l’intero incasso viene devoluto a sostegno del patronato per i giovani di Lughetto



Chef on the road


Capofila della squadra street food? Naturalmente Lionello. Affiancato da tutta la brigata. Il che significa Daniele e Lorena, alle prese con i cicchetti e con una proposta più tradizionale; la moglie Simonetta Semenzato, donna di sala e alla regia della kermesse; nonché i pastry chef Sara Simionato e Luca Ferrari, posizionati nella sweet zone della festa. Antica Osteria Cera al completo dunque, a conferma di un team poliedrico e dinamico, che da anni va pure sotto il segno dei Jeunes Restaurateurs



Continuando sotto il firmamento Michelin (e pure sotto la griffe delle Le Soste e dei Jre) c’è poi Nicola Portinari, che con Pierluigi sta al timone de La Peca di Lonigo, nel Vicentino. Mentre Cinzia Boggian si dedica alla sala. Realizzando anche creativi centrotavola che lasciano l’impronta. 



E ancora, il Gellius di Oderzo, nella Marca Trevigiana. Da tempo nell’associazione Jre grazie al volitivo Alessandro Breda. Alla guida pure del vicino Nyù Bistrot e del Cafè & Cocktail Art. Per una triplice proposta. Perché il tre “secondo i Pitagorici permette di tracciare il triangolo, la figura perfetta, come l’unione dei nostri 3 punti". E poi “3 perché secondo la cabala è associato alla terza lettera dell’alfabeto ebraico, ghimel, che rappresenta l’origine del movimento. Come il nostro viaggio che porta con sé una volontà di crescita e miglioramento, che ci spinge ad uscire dai nostri limiti e abitudini”, come si legge a chiare lettere sul portale del ristorante alla terza.



Non ultimo Lazzaro 1915, con il suo capitano Piergiorgio Siviero. Ennesimo Jre e cuoco illuminato fra Padova e l’Adriatico. A Pontelongo per l’esattezza. Dove la dea ex machina della sala è la sister Daniela.   



“Quelli” di Lughetto


Tanti i partecipanti allo Street Food Fest. Che non dimentica certo la pizza. Come quella di Paolo Mazzucato di Diemme Pizza & Drink di Albignasego, alle porte di Padova. Che fa parte del network dei Petra Selected Partners e che mette in carta ben cinque impasti: la “tonda classica”, sottile al centro e con il cornicione pronunciato; la “crick crock”, pizza in pala decisamente rock, con l’85% di idratazione; la “nuvola di grano”, leggera e vaporosa; la “pala integrale”, che elegge Petra 9 ma anche farro monococco e cereali originari; e la “romana tutta semola”, gustosa, fragrante e servita al trancio.  



Intanto, Franco Favaretto della trattoria Baccalàdivino di Mestre porta con sé tutta la sapienza dello stoccafisso. Ambassador per Norge (la commissione norvegese per i prodotti ittici), cofondatore della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato e tasting chef per l’azienda Tagliapietra e Figli (che importa lo stockfish direttamente dalle isole Lofoten), lui è un vero esperto in materia di merluzzo.



E poi ci sono quelli della Zanco Food Project: una gastronomia gourmet in quel di Mussolente (nella terra di Vicenza), e un nomade food truck, orgoglioso di andare a zonzo col suo carico di delizie. Come i panini dallo spirito artigianale e assolutamente sartoriale.  



Burger dalla spiccata personalità pure quelli del MK da Miki, il locale di Michele e Mauro Guglielmin a Pove del Grappa, nel Vicentino. Da dove giungono pure Liliana e Galdino, che stanno al timone della Ca’ dei Sapori, tra fiori, ulivi e un’atmosfera bucolica. 



Un mondo rurale che contagia l’azienda agricola Alla Vaccheria, specializzata in latte, yogurt, gelato e formaggi. A Campagna Lupia, dove si fa notare anche Elena Bressanin dell’hosteria L’Oca Golosa. Facendo focus sulla cucina veneta e veneziana, e mettendo il pesce in primo piano.



È invece targato dalla famiglia Rampado l’agriturismo La Chioccia di Lughetto: cucina casalinga, tanto verde e la possibilità di soggiornare a tu per tu con la natura. Mentre sono i Volpato a gestire l’hotel e ristorante Da Vito. Sempre a Lughetto. Paese in cui è attivo anche il Circolo Noi, orgoglioso di accendere al centro della “sagra gourmet” spiedo e griglia. 



Sono fresche e artigianali poi le golosità della gelateria Glassè di Camponogara, in provincia di Venezia. Cittadina che dà i natali anche a un’osteria ad alta percentuale rosa: quella di Cristina e Monica. Che Ai Mitraglieri mirano direttamente alla qualità.



Itinerante, ma con i piedi per terra, il ristorante Villa Clizia: quartier generale e fucina a Paderno di San Giorgio nelle Alpi (nel Bellunese) e mente aperta a ogni dove. A tener le fila? Roberto Colle



Una zingara on the road anche la cucina su ruote degli Chef in Viaggio Giovanna Simionato e Renato Pasqualato. Un tempo, al volante dell’Osteria Marcon (nell’entroterra veneziano) e ora alla conduzione di un’argentea roulotte Airstream Globetrotter dal design volutamente vintage



E Max e Barbara? Con la loro Folperia padovana sono stati persino premiati dal  Gambero Rosso. E con il loro chiosco in Piazza della Frutta esaudiscono i desideri degli appassionati di folpetti, bovoletti (lumachine) e moeche.



Mentre Samuel Zara del Caffè Commercio va in tandem con Thomas Mattiello della Galleria24. Entrambi di Dolo, uniti nell'occasione per dar forma a un vivace e saporito food shop.  



Cambio di regione ma non di qualità. Sì perché anche il salumificio Dok Dall’Ava di San Daniele del Friuli partecipa alla festa. Col suo carico di leccornie. Visto che la produzione contempla prosciutti di San Daniele dop, ma pure “Patadok” (da jamón ibérico), “Nebrodok” (da suino nero dei Nebrodi) e “Hundok”, figlio del canuto suino di razza mangalica.



Salumi pregiati, ideali per essere abbinati al pane. Alimento sacro, cristiano simbolo di condivisione e comunione. Pane buono, pulito e giusto, realizzato con le farine macinate a pietra di Molino Quaglia di Vighizzolo d’Este. 



Ma non finisce qui. Perché c’è chi, come Enrico Panzarasa, comunica e diffonde il valore e il sapore del cheese, grazie a un blog tutto dedicato al cacio: Non toccatemi il formaggio. Un monito ad amare e a rispettare il grande figlio dei latti. E ci sono pure i paladini dell’Osteria Volante (da un romanzo di Gilbert Keith Chesterton), dispensatori d'ombre e cicchetti.



Roby Marton propone invece il suo gin. Eccentrico e anticonformista. Prodotto in una distilleria di Bassano del Grappa seguendo il rituale inglese delle infusioni a freddo delle botaniche. Un distillato fuoriclasse per palati raffinati.   



E nell’area più dolce della manifestazione? Oltre ai gelati, alle golosità di Sara e Luca e al cioccolato Valrhona by Selecta, non mancano le delizie di Luigi Biasetto: una pasticceria a Padova, un Atelier a Selvazzano Dentro. Un grande maestro, facente parte della prestigiosa associazione Relais Dessert



E i vini? Eccoli, tutti veneti. Targati da un grande selezionatore trevigiano quale Cuzziol, ma anche firmati Balan, Cantina Sociale di Premaore e Luigino Fattoretto.



Mentre il caffè è siglato Carraro, maison vicentina di Schio. Per la massima coerenza. Dal piatto al calice, sino alla tazzina. Così sia. 



 

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