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IL "QUOTIDIANO" DI CRISTINA VIGGÈ

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Milano: food al centro (e non solo)

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Da Piazza Duomo al quartiere della Barona. Dal 2 all’8 maggio torna la Milano Food Week. Coinvolgendo chef, artisti, artigiani e creativi. Per riflettere su un cibo in continua evoluzione e in perenne trasformazione

Da Piazza Duomo al quartiere della Barona. Dal 2 all’8 maggio torna la Milano Food Week. Coinvolgendo chef, artisti, artigiani e creativi. Per riflettere su un cibo in continua evoluzione e in perenne trasformazione

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Testi Cristina Viggè

E post design, il food. Così, dopo l’ondata del Fuorisalone, a Milano piovono eventi, appuntamenti e iniziative capaci di accendere i riflettori sul cibo. In tutte le sue accezioni e percezioni. A far da cornice? La Milano Food City, dal 3 al 9 maggio. Mentre le pennellate sono date da TuttoFood, di scena a Fiera Milano dal 6 al 9 maggio, con corredo di Seeds & Chips - The Global Food Innovation Summit, nonché dalla Milano Food Week. Giunta alla sua decima edizione. Sempre firmata da Lievita e sempre capitanata da Federico Gordini.


È per me un onore celebrare con il decennale di Milano Food Week i 10 anni di straordinari cambiamenti che hanno caratterizzato il mondo del food e della cucina e che hanno al contempo letteralmente dato una nuova vita alla nostra Milano”, dichiara mister Gordini. Che ancora una volta dà forma a una manifestazione densa di contenuti, pronti a far riflettere sulla grande trasformazione di una città sempre più globale, poliglotta e internazionale. Aperta alle contaminazioni e alle sperimentazioni. Anche in fatto di food. 



Dunque? Una settimana, quella che va dal 2 all’8 maggio, in cui si mescolano piatti e parole, pietanze e pensieri, grazie a 40 chef coinvolti in storycooking, 10 tematiche pensate su misura per analizzare il cibo in tutti i suoi significati e un poker di cucine dislocate in the city. A partire da quella in Piazza Duomo, la cosiddetta Stage Kitchen. Dove si avvicendano chef del calibro di Viviana Varese - protagonista in prima persona di una rivoluzione glocal oriented col nuovo progetto ViVa -, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Andrea Aprea, Luigi Taglienti, Filippo Sisti, Igles Corelli, Giancarlo Morelli, Franco Aliberti, Davide Caranchini, Valeria Margherita Mosca ed Ernst Knam. Mentre i tre tenori Andrea Berton, Davide Oldani e Daniel Canzian, venerdì 3 maggio, rendono omaggio al maestro Gualtiero Marchesi, preparando un piatto in suo onore. Con un consiglio. Quello di alzare lo sguardo mentre si passeggia in corso Vittorio Emanuele II. Dove, fino al 5 maggio, due percorsi visivi targati La Cucina Italiana disegnano per immagini l’evoluzione del food in una metropoli in perenne mutamento. 



Cambio di scenario al The Brian & Barry Buiding di via Durini. Dove la moda intreccia l’alimentazione, grazie alla Fashion Kitchen, complici il ristorante Asola e il suo Matteo Torretta. In calendario: storycooking, coffee tasting griffati Starbucks, sparkling capsule a tu per tu col Prosecco Frattina, degustazioni e una mostra fotografica come Look-a-plate, che narra la trasformazione, nell’ultimo decennio, dell’arte dell’impiattare. A corredo: gli workshop tematici “Table Decoration" by FoodArs, per presentare il cibo attraverso la lente d’ingrandimento del Rinascimento e del Rococò, dell’Impressionismo e del Futurismo, nonché del Golden Minimalism. 



Al CityLife Shopping District prende invece forma la Lifestyle Kitchen, con un palinsesto - a pranzo e all’aperitivo - nutrito da cuochi, sportivi e artisti. Ecco allora Wicky Priyan e Filippo La Mantia, Mirko Ronzoni e Galileo Reposo, Cesare Battisti e Ritu Dalmia, che si appresta a regalare alla città - in sinergia con Viviana Varese - il nuovissimo Spica. Inoltre, la ginnasta Carlotta Ferlito e Raffaele Lucci, rapper romano attivo nel collettivo dei Brokenspeakers e alla regia di una trattoria vegana proprio nella Capitale. 



E poi? C’è la Young Kitchen, allestita nel cortile della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm. A vivacizzarla? Laboratori, dibattiti ed experience che eleggono ad attori anche gli studenti del Master in Food and Wine Communication. Per scoprire il cibo attraverso la prospettiva dei millennials e della generazione z, i nativi digitali. Inoltre, in programma l’8 maggio, dalle 16.30 alle 18, gli accordi perfetti tra focacce e cocktail, a cura di Dry Milano. Per poi proseguire il party nella sede di via Vittorio Veneto. 



Food. Che parla il linguaggio degli chef ma anche quello dei giovani. Che incontra lo stile, il wellness, la musica, la fotografia, il design e persino il sound design. Non dimenticando il cinema. Il CityLife Anteo ospita infatti una rassegna food oriented, curata dal critico Marco Lombardi. A inaugurarla? La proiezione della pellicola The Great Italian, il docufilm dedicato a Marchesi: venerdì 3 maggio, alle 17.30. Con corredo di tavola rotonda sul tema: “Il food come ingrediente di intrattenimento”. Perché si mangia con la bocca, ma anche con testa e cuore. 



Ma la Milano Food Week mette in menu pure un business forum, in calendario martedì 7 maggio in Terrazza Duomo 21. Un momento di approfondimento, per capire quel che è stato fatto e quel che si dovrebbe fare. Terrazza che diviene scenario per un quotidiano aperitivo, a partire dalle 19.30, in tandem col gruppo Campari. E in periferia? Dal 3 al 5 maggio, nel quartiere della Barona, il centro di aggregazione il Barrio’s manda in onda una vera e propria Street Food Parade. Mentre (nelle stesse date) il Mare Culturale Urbano dà vita a una cucina narrativa, incentrata sulla condivisione e sull’inclusione. 



E la sostenibilità? Viene affrontata, eccome. Grazie alla partecipazione esclusiva dello chef Eugenio Boer. Che, nella cucina del Refettorio Ambrosiano, prepara 25 chili di risotto alla milanese: consumato in loco, ma pure consegnato a domicilio agli ospiti delle case accoglienza della Caritas Ambrosiana, grazie a Just Eat. In prima linea per alimentare un’altra iniziativa: dal 2 al 12 maggio, è infatti possibile ordinare online un piatto di risotto allo zafferano o una ricetta che lo rivede in maniera creativa, al prezzo di 5-7 euro. Poi? Il peso totale dei piatti solidali ordinati viene raddoppiato e donato, sotto forma di ulteriori pasti, da Just Eat ai bisognosi. Per una maggiore sensibilizzazione sul valore della nutrizione.   



Foto di Eugenio Boer by Marco Varoli 


 

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