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IL "QUOTIDIANO" DI CRISTINA VIGGÈ

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Cascina Cattafame: trionfo solidale

Cascina Cattafame: trionfo solidale

Domenica 29 settembre torna Sapori in Cattafame, la cascina di Ospitaletto impegnata nel guidare sulla retta via adolescenti “erranti” su strade sbagliate. Una serata festosa, nutrita da una squadra di grandi chef, fieri di proporre piatti gourmand in versione street food

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Testi Cristina Viggè

È la cascina delle seconde possibilità. E anche delle grandi opportunità. Per ricominciare, ripartire, riprovare e ritrovare la propria via. Un luogo di rinascita e di riscatto Cascina Cattafame, che nella bresciana Ospitaletto si svela come un attivissimo laboratorio di recupero e di inclusione sociale. Grazie a un ristorante-pizzeria, un orto e una fattoria didattica pensati per offrire a tutti quei ragazzi minorenni che hanno “sbagliato” una nuova chance per crearsi un futuro. Anche lavorativo.


Un vero e proprio iter formativo sul campo. Reso possibile grazie al contributo  di due figure emblematiche e carismatiche come lo chef di lungo corso Gianmario Portesani e Carlo Caravaggi, responsabile del ristorante. Aperto a pranzo, in settimana, con un menu semplice e genuino, pronto a proporre i grandi classici casalinghi della tradizione italiana; e anche la sera, dal venerdì alla domenica, quando la carta si fa più top ma sempre a prezzi pop. Pizza inclusa. Rendendo onore al chilometro corto, alla stagionalità e all’alta qualità.



Una realtà in movimento. E in costante dialogo con il territorio. Anzi, capace di dar voce al genius loci (e non solo). Come accade domenica 29 settembre, a partire dalle 18. Quando va in scena la quarta edizione di “Sapori in Cattafame”. Traduzione: dieci grandi chef - più il resident Portesani - orgogliosi di celebrare uno street food gourmet in chiave solidale e benefica. Complice anche il sostegno di una serie di aziende che hanno creduto nel progetto: dal trentino Pastificio Felicetti alla riseria vercellese gliAironi; dal birrificio artigianale e locale Curtense (di Monterotondo) alla cantina La Tognazza (guidata da GianMarco Tognazzi, a Velletri); dalla maison franciacortina Le Marchesine alla cantina Lazzari (di Capriano del Colle); passando per i bresciani Caffè August e Amaro Zerotrenta, figlio dell’acqua sorgiva alpina e di erbe officinali spontanee e coltivate in regime bio.



Ai fornelli? Un dream team d’eccezione: Simone Breda (Sedicesimo Secolo, Pudiano, Orzinuovi) con il risotto gliAironi, peperone al legno e fondo vegetale alla birra Cattafame; Alberto Gipponi (Dina, Gussago) con l’agnello nella bocca del lupo versione street food; Alberto Bertani (QB Duepuntozero, Salò) con la pancia di maialino da latte a bassa temperatura, cipolla di Tropea fondente e ristretto al peperone crusco; Mirko Gatti (Radici, San Fermo della Battaglia, Como) con “Sembra carne ma non è…”; e Graziano Cominelli (La Piazzetta, Brescia) con il polpo al vapore su mousse di patate bintje, olio extravergine di Lucca ed erba cipollina. 



E ancora, il resident Gianmario con le pache Felicetti, lumache e funghi; Antonio Cuomo (Hostaria, Relais San Lorenzo, Bergamo) con la trota salmonata marinata, topinambur affumicato, lattuga di mare e spuma al Franciacorta; Misha Sukyas con la “Strana Coppia”, ossia arepa con merguez e yogurt, salsa sriracha e insalata di erbe; Riccardo Escalante (Flora, Busto Arsizio) con zucca confit, nocciola, cavolo e salsa al latticello; Saulo Della Valle (L’Hosteria H20, Monica del Garda) con la “Bella Vita”, sorbetto di mango e passion fruit all’azoto liquido, ananas ed estratto al kiwi; e Cesare Rizzini (Alimento - Laboratorio Artigianale, Brescia) con il tronchetto alle albicocche candite e gelato alla vaniglia del Madagascar. 



L’ingresso è libero e i piatti hanno un costo che va dai 6 agli 8 euro. Special guest: l’artista bresciana Mirti, pronta a raccontare la bella e buona cascina attraverso le sue illustrazioni.  


 

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