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IL "QUOTIDIANO" DI CRISTINA VIGGÈ

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Emporium: la shopping (drink) list

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Scarpe, abiti, giacche, t-shirt, profumi e balocchi. Si ispirano a loro i cocktail de Il Bar della Rinascente di Milano (e di Palermo). A griffare la nuova carta liquida? Un mixologist versatile come Oscar Quagliarini

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Testi Cristina Viggè

C’è chi predilige la maglietta e chi si mette la cravatta. C’è chi adora le sneakers e chi ama i tacchi a spillo. C’è chi non può fare a meno di un profumo e chi non potrebbe mai rinunciare a un oggetto di design.


Ciascuno ha i propri gusti. E i cocktail non fanno certo eccezione. Ecco allora l’idea: creare una drink list tailor made. Cucita addosso, pensata ad hoc, realizzata sartorialmente. Come se fosse un abito. Anche perché proposta all’interno di uno storico store quale la Rinascente. Anzi, a Il Bar, al settimo piano del grande magazzino di Milano, con vetrata panoramica e terrazza lounge, pronta sfiorare le guglie del Duomo. 



Nasce così Emporium, un percorso immaginario all’interno di un negozio contemporaneo. Seguendo stili, tendenze e preferenze. A firmare il tutto? Oscar Quagliarini: romano, classe 1978, mixologist di professione e alchimista per passione. Vista la sua attrazione fatale per l’erboristeria, la profumeria e la distillazione. E vista pure l’apertura de Le Garagiste, a Senigallia. Una piccola fucina-laboratorio per la produzione di bitter, vermouth, liquori e savoir. Rigorosamente su misura e in limited edition. Per onorare la qualità.



Eccellenza che sigla gli inediti cocktail de Il Bar meneghino. Che già nel nome vuol sottolineare la sua esclusiva unicità. Pur vantando un fratello a Palermo: sempre sulla terrazza della Rinascente, ma con vista su piazza San Domenico. Location che mette in lista una selezione delle creazioni di Quagliarini, per presentarle sotto il cielo azzurro della Sicilia. 



Cocktail da Oscar


E un tuffo nel blu dipinto di blu è il drink dalla décor attitude “L’Heure Bleue”, complici tre prodotti con la Q di Quagliarini, quali il vermouth bianco, il bitter bianco e una sfera di bitter Novecento. Con l’aggiunta di Cinzano dry, lasciato macerare con pepe di Sichuan, e bitter al mandarino e vaniglia. Decisamente abissale e celestiale. Mentre il “Lune d’Abricot” si svela vertiginosamente elegante, posizionato com’è nella session high heels. Nella coppa: Champagne, bitter all’ylang ylang e spuma di Lune d’Abricot, un brandy alle albicocche francesi. E sempre al sud della Francia conduce il cocktail parfums oriented “Eau de Sud”, con gin, pompelmo, tonica al bergamotto, bitter al mandarino e miele alla verbena. Aromatico e raffinato. 



Drink ricercati quelli di Oscar. Cui fa da spalla il bar manager Felice Loprieno. Fiero di preparare un altro cocktail profumato come il “Black Afghano”, summa di vodka al mirto, tè neri lapsang souchong e Ceylon, miele e incenso. Intenso, affumicato e vigoroso. Come un vento del Medio Oriente.  



Mediterraneo e grintoso è invece il “Mary the Ghost”, twist sul Bloody Mary dall’allure più trasparente e leggera. Perfetto per chi ama indossare le sneakers: acqua di pomodoro merinda by PanchinEat, vodka, bitter allo yuzu e polvere di pomodoro. E per chi si sente a proprio agio in t-shirt? Voilà tutto il comfort dell’avvolgente “America-No”, mix amaro-dolce-speziato di cold vermouth e spuma di Campari. Mentre il “Neo Spritz” calza a pennello per chi venera gli abiti e i tessuti chic, fra bitter all’arancia, velluto di Aperol e Prosecco.



Bitter all’arancia rossa anche per il “Modern Fashioned”, upgrade della più nota versione Old. Un cocktail millennial, cui concorrono Bulleit rye whishey e O.C.G. (Old Country Goodness) Journeyman, un whisky di segale fortificato con sidro di mele, succo di mela e spezie. E per chi adora i pre-dinner smart ma di classe, come una maglietta portata con stile? Ecco il “Pre-Fidia”, argutamente perfido e malvagio, capace di inanellare Q vermouth bianco, mezcal, soda e Perfidie Liqueur, fra note di pomodoro, ribes nero, mirtillo, rabarbaro, prugnolo, arancia rossa, pepe della Tasmania, salvia, cannella, zenzero, lavanda. E se lo “Jappotini” somiglia a un gentleman con la giacca, fra sake ghiacciato, agrumata spuma di yuzu e bitter al cioccolato azteco, lo “Spicy Espresso” prende spunto dal design per proporsi in due texture, fra sciroppo di sambuco, caffè, vodka e spuma di liquore allo zenzero. 



E poi? Ci sono i mocktail, nel reparto toys. Drink alcol free come il “Garden Passion”, con maracuja, ginger ale, lime e sciroppo di bosco. Per una passeggiata che va dalla foresta ai tropici. E ancora, il “Bitter Love”, con succhi di clementine e mandarini, bitter analcolico e acqua tonica; e il “Virgin Mule”, con lime, ginger beer e Seedlip Garden 108, un distillato non alcolico prodotto da Ben Branson, che rende omaggio alla campagna inglese catturando e distillando piselli, fieno, menta verde, timo e luppolo.



In abbinata? Si possono ordinare gustose “tapas to share” direttamente dalla cucina. In carta: dal cuoppo vegano alle mozzarelline in panatura di cous cous, dai gamberi in pastella alle patatas bravas, passando per falafel, hummus di ceci, salsa tzatziki, olive e pane pita. Giusto per fare un giro nel Mediterraneo. Non dimenticando di lanciare uno sguardo Oltralpe (col camembert al forno), al mondo anglosassone e al continente americano, grazie a mini bagel e mini burger, fish & chips e degustazione di sandwich: dal toast classico al club sandwich, sino al salmon sandwich. E per chi predilige il classico tagliere italiano: prosciutto di Parma, ventricina del Vastese, salame di Felino, casatica di bufala, parmigiano reggiano 30 mesi, pomodori secchi, olive e grissini. Ventricina che torna sulla pizza - realizzata con le farine Unica e Petra 3 di Molino Quaglia -, insieme a mozzarella di bufala campana e pomodoro bio.  



I cocktail hanno un costo di 16 euro l’uno. Le tapas vanno dai 6 ai 13 euro; i taglieri dai 15 ai 17 euro. Il Bar è aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato, dalle 8.30 a mezzanotte; la domenica, dalle 10 a mezzanotte.




 

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