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Garda Doc, col vento in pop

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Uno spumante smart. Un’icona del Garda da sorseggiare navigando sul Garda. A bordo di uno storico veliero. Facendo rotta da Malcesine a Bardolino. Per 9 appuntamenti che vanno da oggi al 10 settembre.

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Tags: Garda DocSpumanteLago di GardaChefVeliero

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Garda Doc, col vento in pop

Uno spumante smart. Un’icona del Garda da sorseggiare navigando sul Garda. A bordo di uno storico veliero. Facendo rotta da Malcesine a Bardolino. Per 9 appuntamenti che vanno da oggi al 10 settembre.

Testi Cristina Viggè

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Ha dieci onde per logo. E ora naviga sul lago. Lo spumante Garda Doc sale a bordo del Siora Veronica, uno storico veliero del 1926, e solca le acque del bacino più grande d’Italia. Seguendo la sponda veronese. Da Malcesine a Torri del Benaco; da Torri del Benaco a Bardolino; e viceversa, passando dalla spettacolare Punta San Vigilio. Per una speciale Wine Experience che elegge a protagoniste le vivaci bollicine del Garda. Non dimenticando prodotti tipici e qualche altra etichetta cult. Il tutto con la guida dello skipper-sommelier Gianni Eliani. Le date? Eccole: 9, 19 e 23 luglio; 2, 6, 17 e 23 agosto; 1 e 10 settembre. 


“Il Siora Veronica è uno schooner. Perché ha l’albero davanti più alto di quello dietro”, precisa Luciano Piona, presidente del Consorzio Garda Doc. Che con questi appuntamenti sull’acqua vuol far conoscere l’alta qualità dei suoi vini. Fra i quali si fa largo lo spumante: bianco o rosé, metodo classico o charmat, e pure in versione frizzante. Figlio di vitigni quali la garganega, lo chardonnay e il pinot grigio; e ancora la corvina e il merlot.



Uno spumante simbolico e iconico, un denominatore comune, incarnazione di un territorio e ambasciatore di stile e joie de vivre. Perfetto per l’aperitivo e per il tutto pasto. Uno spumante pop, che ha il vento in poppa e che vuol comunicare un messaggio forte e deciso. “Portando un nome che è conosciuto e riconosciuto nel mondo. Perché Garda è lago ma anche ospitalità, è turismo ma pure cultura, è olio ma anche vino”, precisa Piona. “Certo, il Garda va inteso come un’unica entità. E dobbiamo imparare a fare squadra”, aggiunge Marco Lucchini, presidente di Federalberghi, l’altra realtà al timone dell’iniziativa. 



Trentunmila gli ettari vitati totali della lacustre Doc, che condivide i vigneti di ben dieci denominazioni, in provincia di Verona, Mantova e Brescia: Valtènesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valpolicella, Valdadige, Durello e Soave. Dieci, come le onde del logo. Che sono ritratto del lago, dei filari, delle colline, del vento e del vino nel calice. Un’onda reiterata e geometrica, rigorosa e al contempo eclettica e poliedrica. “Che vuol esprimere una larghezza di vedute e non di concorrenza con le altre denominazioni”, dichiara Carlo Alberto Panont, direttore del consorzio. 



Intanto, lo spumante Garda Doc va a gonfie vele. Nelle date sopracitate, per le seguenti tratte di navigazione: da Malcesine a Torri del Benaco (dalle 9 alle 11); da Torri del Benaco a Bardolino (dalle 11.30 alle 12.30); da Bardolino a Torri del Benaco (dalle 12.45 alle 13.45); e da Torri del Benaco a Malcesine (dalle 14 alle 16). Il costo per ogni tratta è di 30 euro, inclusa t-shirt e servizio shuttle per il ritorno al punto di partenza. La prenotazione è obbligatoria: scrivendo a eventi@victoriaeventi.it, oppure telefonando allo 045 9666355.



Ma Garda, oltreché essere un lago e una denominazione, è pure una cittadina. Non lontana da Punta San Vigilio. Il consiglio? Quello di pranzare o cenare al Regio Patio, il salotto gourmet dell’Hotel Regina Adelaide. Assaporando le pietanze firmate da Andrea Costantini in abbinata ai vini Garda Doc. Presentati dal maître Davide Geromel e dal direttore Stefano Barbieri.



Dunque? Spumante Maximilian I della Cantina di Soave, fondata nel 1898. Un brut fresco e armonioso, dalle spiccate note di fiori di biancospino. Ideale per accompagnare la tartare di pecora brogna della Lessinia con burro all’ostrica, lavanda e rosa. 



Maximilian I che ben sposa pure la lasagna nel tortello di Constantini. Gustosa crasi fra due grandi classici italiani, complici ragù di garronese veneta e cialdina di parmigiano. 



E per una piacevole deviazione “fuori rotta”? “Roseri”, il Valtènesi Riviera del Garda Classico Chiaretto di Cà Maiol - facente parte del gruppo vinicolo Santa Margherita -, pronto ad abbracciare il coregone gratinato, con spuma di animelle d’agnello, sedano rapa, limone salato, prezzemolo e crumble di pane.



Per poi finire sotto il segno quasi dolce dello chef: lattuga, polline, gelato al miele, cioccolato bianco ed extravergine Ca’ Rainene di Paolo Bonomelli. Sì, perché Garda è anche olio. Ed è pure un menu “Garda 100%”, in cui fa la sua comparsa anche la grisa al fieno, gallina autoctona della Lessinia.



2018-07-09T00:00:00+02:00

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