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IL "QUOTIDIANO" DI CRISTINA VIGGÈ

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Il vino cooperativo va al galoppo

Il vino cooperativo va al galoppo

Alle ex scuderie Le Cavallerizze di Milano prende forma la seconda edizione di ViVite, il festival delle cantine cooperative. Di scena il 17 e il 18 novembre, fra musica, arte, degustazioni e momenti di riflessione.

Alle ex scuderie Le Cavallerizze di Milano prende forma la seconda edizione di ViVite, il festival delle cantine cooperative. Di scena il 17 e il 18 novembre, fra musica, arte, degustazioni e momenti di riflessione.

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Testi Cristina Viggè

L’unione fa la forza. Soprattutto nel caso delle cantine sociali. Quelle spesso nate da “quattro amici in vigna” con tanta voglia di fare alta qualità. Basti pensare che ad oggi le cantine cooperative del Bel Paese sono 484, riuniscono in toto 140.700 soci e contano novemila dipendenti. Non solo. Producono il 60% del vino made in Italy e fatturano 4,5 miliardi di euro. Spesso esportando all’estero. Senza dimenticare che otto di queste realtà compaiono fra le prime 15 aziende italiane come fatturato. E che otto cooperative vinicole italiane emergono fra le prime 15 cooperative europee.


Un bel traguardo. Che merita la giusta attenzione. Ecco allora ViVite, una manifestazione, alla sua seconda edizione, che mette sotto i riflettori proprio il vino cooperativo: sabato 17 e domenica 18 novembre. Dove? Alle ex scuderie Le Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Un luogo bello. Che accoglie il buono. Il tutto voluto dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e realizzato grazie al contributo di Lievita, la format house specializzata nella produzione di grandi eventi wine & food oriented. “Vivite sarà un vero e proprio festival, un momento in cui incontrare ‘vite’, persone provenienti da differenti luoghi, da differenti storie e da diversi ambiti, oltre a quello del vino. Musica, arte, teatro si incroceranno con sommelier, agricoltori e consumatori per un grande momento di celebrazione”, spiega Federico Gordini, co-fondatore e direttore creativo di Lievita. 



Insomma, vini, viti, vite, vitigni, vigne, uve, territori, racconti. Piccoli e grandi. Capaci di parlare un linguaggio fatto di semplicità, umiltà, passione e determinazione. Nel costruire una rete di mani che raccolgono e che lavorano con coraggio e in sinergia. Da nord a sud. Ecco allora i viticoltori lombardi di Canneto, realtà sociale della Valleversa, in Oltrepò Pavese; quelli siciliani di CVA Canicattì; quelli marchigiani di Moncaro; e quelli piemontesi di Clavesana, pronti a gridare forte e chiaro “Siamo Dolcetto”. E poi c’è l’Abruzzo di Cantina Tollo e di Codice Citra, che raggruppa ben nove cantine teatine; la Toscana delle Chiantigiane, delle Terre dell’Etruria, della Cantina Vignaioli Scansano e della Fattoria del Cerro; la Puglia di Grifo e di Casaltrinità; il Trentino Alto Adige di Cavit, Mezzacorona, La Vis, Merano Burggräfler e Kurtatsch; l’Emilia Romagna della Cantina Valtidone e di quella di Carpi e Sorbara. E ancora, il Veneto della Cantina Valpantena e di quella di Soave; il Friuli Venezia Giulia di Ramuscello e della Cantina Rauscedo. Non dimenticando uno sguardo Oltralpe, con Nicolas Feuillatte che prende forza dall'impegno collettivo e dalla solidarietà di 4.500 coltivatori dislocati in tutta la Champagne.



Un evento corale ViVite. E pure polifonico. Perché nutrito non solo di degustazioni, ma pure di masterclass, talk show interattivi, laboratori didattici e ludici, spettacoli, wine reading e wine in jazz. Una festa che non trascura la riflessione. In primis sulla sostenibilità: ambientale, sociale, etica, economica e culturale. 



L’appuntamento è per sabato 17 novembre, dalle 10.30 l’una di notte; e per domenica 18 novembre, dalle 11 a mezzanotte. Il costo del biglietto d’ingresso per un giorno è di 15 euro e di 25 euro per il bis di giornate. 



Foto di Visual Crew


 

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Anteprima live di FUORIMAGAZINE curata da Cristina Viggè
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