Distillando territori

    Gin loci

    Il senso di un luogo? Passa anche da un gin. L’importante è saper catturare lo spirito di quel luogo, il cosiddetto genius loci, per sublimarlo in sorsi pronti a condurre mente e palato in quel luogo. Sia esso una città, una regione o un habitat naturale. Della serie, quando Milano, Bassano del Grappa e un’oasi del deserto si fanno liquidi. E si lasciano miscelare, shakerare e sorseggiare

    Sognare un territorio e lasciarsi trasportare in quel territorio. Lo si può fare in tanti modi, anche senza raggiungere fisicamente l’ambita meta. Per esempio, assaggiando una pietanza, oppure degustando un vino, una birra, un liquore o un gin. Il distillato che forse meglio sa, e ha saputo, condensare, concentrare e comunicare il genius loci. Gin capaci di raccontare lo spirito di una città, di un luogo, di una regione, di un habitat specifico. Sia esso il lago o il mare, la collina o la montagna. Perché un gin può dar voce e respiro, attraverso le sue botaniche, a un terroir. Perché un gin è in grado di far sentire il battito della terra. Così anche Bassano del Grappa può sfidare il suo stesso nome e farsi gin. Così Milano può narrare i suoi quartieri più cool, grazie a una collezione di gin. Così un oasi del deserto può trasformarsi in un esotico gin. 

    Garage Gin è firmato e realizzato dalla storica Distilleria Nardini di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza

     

    Bassano in bottiglia

    L’etichetta geolocalizza. Il suo spirito valorizza: le botaniche del territorio. Ribadendo, con assoluta trasparenza, un forte senso di appartenenza alla regione veneta e alla provincia vicentina. Un gin fatto con l’anima e con il cuore Garage Gin, il primo firmato dalla storica Distilleria Nardini di Bassano del Grappa. Anno di nascita 1779, un timone nelle mani della settima generazione e un futuro che punta dritto al dinamico e sempre più evoluto mondo della mixology. Un gin autentico, fresco, persistente e di gran carattere. Che si distingue per le sue nuance balsamiche e speziate e per un accenno d’agrumi. Un gin puro e cristallino, che mette orgogliosamente in etichetta la mappa della città, attraversata dal fiume Brenta e dal Ponte degli Alpini, evidenziando il suo punto G: quel Garage Nardini che è al tempo stesso cocktail bar, osteria, laboratorio sperimentale, hub creativo e spazio in continuo fermento. Un gin figlio di una distillazione consapevole e di una distilleria che vede ancora in funzione il tradizionale alambicco a bagnomaria. Un gin frutto di un saper fare artigianale. Un gin rigoroso eppur estroso, realizzato tenendo fede al rigido disciplinare del metodo London dry, utilizzando alcol da cereali italiani, e nove botaniche, di cui due - melissa e verbena - assolutamente bassanesi (poi ci sono ginepro, cardamomo, coriandolo, anice verde, finocchio dolce, elicriso e scorze d’arancia amara). Senza dimenticare la bottiglia iper sostenibile: messa a punto in wild glass, un vetro composto interamente da materiale riciclato post consumo. “Garage Gin è pensato per chi cerca autenticità e stile, per chi ama i prodotti che raccontano qualcosa di vero. È il nostro omaggio alla miscelazione d’autore, una categoria che oggi più che mai chiede originalità e sostanza”, afferma Alice Lucchi, responsabile marketing della Distilleria Nardini. La più antica del Bel Paese, che recentemente ha acquisito una storica distilleria friulana: la Domenis1898. Lasciando la sua produzione a Cividale del Friuli, nel rispetto delle radici territoriali e delle tecniche tradizionali (un impianto a caldaiette). Della serie, la grappa non si tradisce e non si abbandona. Anzi, se ne rafforzano virtù e valori. 

    I Gin District distillano i quartieri di Milano: Brera, Monte Napoleone e Isola

     

    Milano da bere

    La domanda è semplice, ma non certo banale o scontata. È possibile bere una città? E loro, quattro lungimiranti imprenditori lombardi - Marco Maria Lantero, Luca Lantero, Cristian Vismara e Mirko Sanchini - la risposta l’hanno trovata, quasi naturalmente. Partendo proprio dalla metropoli più internazionale d’Italia e dai suoi distretti più iconici. Primo passo? Trasformare Milano in una mappa sensoriale, cogliendone e catturandone lo stile, espresso nella moda, nel design e nel gusto. Poi? Tradurre il tutto in una collection urbana: Gin Distric. Quasi un fermo immagine su questo o quel quartiere. Il tutto custodito in bottiglie sinuose, fascinose e d’impatto. Dalla base al tappo. Ecco allora B12: una vitamina per anima e palato. Un gin libero ed esuberante, dedicato a Brera, all’arte, al genio, all’ispirazione e all’estasi della creazione. Una dozzina le botaniche, fra le quali spicca la vaniglia, i cui baccelli interi sono lasciati in infusione nell’alcol. Concedendo un delicato tono dorato. Anche se poi si sentono pure mirra e incenso, pepe e cannella. Un gin celato in uno scrigno scuro e realizzato con il metodo del cold compound. Un iter applicato anche al gin M8: un inchino a via Monte Napoleone, alla moda, all’eleganza, al lusso e al fashion. Un gin femminile, floreale ed erbaceo, dal pack verde Tiffany e dalle note di camomilla, rosa e fiori di sambuco. Alle quali si aggiunge una piacevole piccantezza, concessa da zenzero e galanga. Blu, profondamente blu è invece I9, intitolato al quartiere Isola. Quello della movida, dell’energia e della vitalità. Un gin, prodotto in alambicco tradizionale, che evoca l’estate, le isole, il sole, il mare e il Mediterraneo, grazie ad agrumi come limone e lime, e a piante aromatiche come la menta e il rosmarino. Infine lui: l’Accademia, la versione pro e barricata del Brera. Dove trovarli? In Terrazza Gallia, ad esempio. Ma anche da Milord, il regno di Cristian Lodi, che appena celebrato i suoi primi dodici anni. Intanto? Le idee frullano e i progetti pure. E chissà, forse Gin District è già pronto per conquistare e distillare una nuova città.

    Esotico, stravagante e un po' eccentrico, Hendrick's Oasium promette un viaggio in un'oasi del deserto

     

    Destinazione paradiso (nel deserto)

    “Traggo ispirazione da tutto ciò che mi circonda, e giocare a polo su un cammello è stata un’esperienza indimenticabile. Ogni volta che vedo le palme al Gin Palace di Hendrick’s (nel villaggio costiero di Girvan, nell’Ayrshire scozzese, ndr), mi torna in mente quel momento in cui davo da mangiare i cetrioli al mio cammello, che li adorava. Era un giorno così surreale e divertente che ho voluto racchiuderlo in un gin, per custodirlo per sempre”. Racconta così Lesley Gracie, la master distiller di Hendrick’s (con un background in chimica), il nuovo e in limited edition Oasium. Proposto in una bottiglia dalle vibranti sfumature arancioni. “È sorprendente vedere quali piante riescano a prosperare in un’oasi. Alcune sono impensabili, altre quasi ovvie. Oasium ha un’anima vegetale intensa, con una nota decisa di agrumi che proviene da botaniche desertiche molto particolari. Il tutto è legato da una profondità aromatica che richiama le erbe profumate dell’oasi”, svela (ma non troppo) Lesley. Presentando un gin esotico e pieno di charme, lussureggiante e rigenerante, rinfrescante e rinvigorente come un’oasi in pieno deserto. Non un miraggio dunque, ma un’ottava meraviglia, che affianca le altre sette facenti parte di quella collezione di gin, eccentrica e stravagante, meglio nota come Cabinet of Curiosities. Dove scovare pure il Neptunia, il Flora Adora, l’Orbium e il setoso Grand Cabaret, che - fra seducenti accenti di frutta e rosa - rievoca la Parigi di inizio secolo (il ventesimo). Perché il segreto sta tutto lì: evocare, ricordare, far vibrare le corde delle memoria o del sogno. Come ben sa fare Oasium, da sperimentare con tonica e cetriolo, ma pure in versione fizz, per un twist sul Paloma. Complici succhi di pompelmo rosa e di lime, soda e sciroppo di zucchero. Da sorseggiare con calma, sotto una palma o sotto l’ombrellone. Ma pure sul balcone.     


    T: Cristina Viggè

    22-07-2025

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