Creazioni e connessioni

    Incontri by Sadler: l’incanto dell’altro

    Un’insegna che è già una dichiarazione d'intenti. Uno spazio che non è un ristorante, ma neppure una location per eventi. O, forse, è entrambe le cose e molto di più: un hub, un laboratorio, un incubatore di idee in fermento e in movimento. Un luogo materico, eppur immaginifico. Nutrito dalla magia e dal piacere di conoscere, avvicinare, scoprire, esplorare. Sul milanese Naviglio Pavese

    Fatale, fortuito, fortunato. Accidentale o programmato. Imprevisto o inevitabile. Casuale oppure organizzato. Amichevole o preliminare. Di calcio o di boxe. Persino al vertice. Tanti sono i significati e le sfumature dell’incontro. Termine etimologicamente radicato nel latino in contra. In: come andare verso, in direzione di. E contra, che invece significa contro, di fronte, dirimpetto, dalla parte opposta. Una parola piena di fascino. Perché la magia sta proprio nel sodalizio di quell’in e di quel contra. Che unendosi dismettono e annullano la loro accezione conflittuale per assumerne una positiva, propositiva e volitiva. Da qui incontro come avvicinamento, connessione e collegamento. Anzi, molto di più. Perché in un incontro uno più uno non fa mai due, ma tre (o molto di più). Perché l’incontro non è un’addizione, ma una moltiplicazione. Perché grazie a un incontro possono nascere spunti, idee, progetti. Perché un incontro è un dialogo e un confronto. È il presente che getta il suo amo nel mare del futuro. È fermento, lievitazione, maturazione. Lo chef Claudio Sadler, il suo braccio destro Andrea Gianella e la grand dame di sala Francesca Asnaghi lo hanno capito bene. Declinando addirittura il termine al plurale. Per andare a definire e a dare un senso a quel luogo che, affacciandosi sul Naviglio Pavese, prima andava sotto il nome di Chic’n Quick - Trattoria Moderna, mentre ora (o meglio, da un bel po’) si presenta come Incontri by Sadler. Molto più che uno spazio eventi: un ristorante on demand. Capace di mutare e di trasformarsi, assecondando le richieste e le esigenze degli ospiti. O, addirittura, anticipandole. 

    In alto, Claudio Sadler, Andrea Gianella e i volumi proposti dall'associazione culturale Dalle Libraie, in occasione di una cena in equilibrio fra cibo, musica e letteratura

     

    Trame di gusto

    Un ambiente essenziale, rassicurante e riconciliante Incontri by Sadler. Tutto legno e confidenza. Che un po’ somiglia al salotto di casa, pur mantenendo un’aura esclusiva e speciale. Ma soprattutto uno spazio dinamico, duttile, fluido, flessibile e modulabile. Capace di avvolgere e di coinvolgere. Creando ponti, legami e connessioni. E dando voce a incontri ravvicinati di diverso tipo. Con il vino, per conoscere da vicino alcune realtà vitivinicole. Ma anche con il cibo, inteso come materia da rispettare e da plasmare. Due infatti i corsi di cucina già in programma: sabato 13 settembre, a tutto mare, per un arrivederci all’estate; e sabato 27 settembre, per dare invece il benvenuto all’autunno fra tatin alla cipolla di Breme e fonduta di provolone, ravioli di porcini e stracotto d’anatra (con spuma di patate e cardoncelli), alette di vitello con salsa di spugnole e topinambur, e crostatine ai fichi con zabaione al Porto. Per una full immersion nella terra, nel bosco e nei toni brown. “Ma al sabato proponiamo anche pranzi a tema regionale”, precisa Francesca. Per avvicinare, con saggezza e consapevolezza, il genius loci dei tanti territori italiani. Spaziando da Roma al Piemonte, dalla Puglia alla Sardegna. E indagando pietanze e riti, gesti e ingredienti. “Vorremmo anche dedicare anche una tappa alla pianura padana”, annuncia Sadler.

    Incontri by Sadler si affaccia sul Naviglio Pavese, dove sono approdati anche i vini della Tenuta San Francesco di Tramonti

     

    Intrecci polisensoriali

    Incontri. Che possono addirittura farsi sinestetici. Stimolando all’unisono tutti i sensi. “Cerchiamo di dar forma a serate che non siano un mero abbinamento di cibo e vino. Ma che diventino un’esperienza a 360 gradi. Coinvolgendo la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto e il ricordo. Sì, perché la lettura e la musica, in accordo con le pietanze e seguendo l’armonia delle pietanze, aprono i cassetti della memoria. Regalando emozioni”, spiegano Sara Trezzi e Oscar Micci, al timone di quell’associazione culturale Dalle Libraie (con sede nomade fra Busto Arsizio e Gallarate) che ha già firmato tre cene nello spazio degli Incontri sadleriani. Tant'è che dopo aver navigato fra i Navigli e aver fatto il giro dei tre laghi (Maggiore, Como e Garda), ha esplorato il food e il sound del Golfo di Napoli. Entrando persino nel Ventre di Napoli. A ritmo di sole e ombra, miseria ed esuberanza, mistero e incanto, montanarine e panni stesi, Pino Daniele e Matilde Serau, Edoardo Bennato e pasta mista ai frutti di mare, il Vesuvio di Robert Harris e la delizia al limone di Gianella. Complici i nettari della Tenuta San Francesco di Tramonti. Il polmone verde della Costiera Amalfitana.

     

    “Noi offriamo un’idea. Proponendo il nostro miglior repertorio. Perfettamente studiato e organizzato. Gli ospiti, se lo desiderano, non devono fare altro che prenotare e partecipare. Come farebbero per un concerto”. Claudio Sadler

    Claudio Sadler in un remake dei suoi grandi classici

     

    Armoniosi accordi

    Incontri. Anche con la memoria e con gli iconici piatti di Claudio Sadler. Come i tagliolini neri con calamari e filetti di pomodori ripassati. Come l’astice alla catalana (o, come dice lui, alla catanese, vista la presenza di cubetti di panelle). Come la padellata di crostacei, un piatto ideato nel 1996 e sempre sulla cresta dell’onda. “La ricetta è semplice. Tutto sta nell’esatto punto di cottura, nell’equilibrio, nell’armonia e nel servizio”, tiene a precisare il cuoco. Sadler che ha scritto un pezzo di storia della cucina italiana. Sadler che confessa di custodire ancora le ricette scritte con l’Olivetti. Sadler che ha meritatamente ricevuto l’Ambrogino d’Oro nel 2018. Sadler che ha spostato il suo headquarter stellato nella milanese Casa Baglioni, tenendo un piede in Sardegna (al Gusto by Sadler, al Baglioni Resort Sardinia, nella Riserva Marina di Tavolara, a nord di San Teodoro) e l’altro a Monza (al Circolino), entrambi illuminati dall’astro Michelin. Sadler con il suo stile. Inconfondibile. “Prossimamente vorremmo mettere in calendario una serata anni Settanta-Ottanta. E pure un sabato sera conviviale. Invitando gli ospiti a sedersi a un’unica tavola, condividendo chiacchiere e pietanze. Nel vero segno dell’incontro”, continua Claudio. Ribadendo lo spirito metamorfico di un luogo che cambia, cresce ed evolve. Restando fedele alla filosofia della connessione. “C’è chi desidera fare team building e c’è chi ci chiede di poter cucinare con lo chef, organizzando una serata tra amici. Perché magari a casa non ha né gli spazi né le attrezzature adeguate. E c’è chi ci ordina alcuni piatti da portare a casa, in modalità delivery. Magari perché vuole festeggiare una ricorrenza, restando nella propria dimora”, racconta Francesca. Alimentando le molteplici sfaccettature di un format corale, poliedrico e plurale. Che ha gettato i semi di un nuovo modo (e più libero) di intendere la ristorazione.

    T: Cristina Viggè

    25-07-2025

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