Fatale, fortuito, fortunato. Accidentale o programmato. Imprevisto o inevitabile. Casuale oppure organizzato. Amichevole o preliminare. Di calcio o di boxe. Persino al vertice. Tanti sono i significati e le sfumature dell’incontro. Termine etimologicamente radicato nel latino in contra. In: come andare verso, in direzione di. E contra, che invece significa contro, di fronte, dirimpetto, dalla parte opposta. Una parola piena di fascino. Perché la magia sta proprio nel sodalizio di quell’in e di quel contra. Che unendosi dismettono e annullano la loro accezione conflittuale per assumerne una positiva, propositiva e volitiva. Da qui incontro come avvicinamento, connessione e collegamento. Anzi, molto di più. Perché in un incontro uno più uno non fa mai due, ma tre (o molto di più). Perché l’incontro non è un’addizione, ma una moltiplicazione. Perché grazie a un incontro possono nascere spunti, idee, progetti. Perché un incontro è un dialogo e un confronto. È il presente che getta il suo amo nel mare del futuro. È fermento, lievitazione, maturazione. Lo chef Claudio Sadler, il suo braccio destro Andrea Gianella e la grand dame di sala Francesca Asnaghi lo hanno capito bene. Declinando addirittura il termine al plurale. Per andare a definire e a dare un senso a quel luogo che, affacciandosi sul Naviglio Pavese, prima andava sotto il nome di Chic’n Quick - Trattoria Moderna, mentre ora (o meglio, da un bel po’) si presenta come Incontri by Sadler. Molto più che uno spazio eventi: un ristorante on demand. Capace di mutare e di trasformarsi, assecondando le richieste e le esigenze degli ospiti. O, addirittura, anticipandole.