Obiettivo Editor raggiunto, dunque. Visto che, al netto delle spese sostenute, sono ben 151.578,85 gli euro destinati e devoluti alla ricerca (quasi 14 mila in più dello scorso anno). Un motivo di orgoglio e incoraggiamento per tutti coloro che hanno partecipato e che parteciperanno alle prossime edizioni. “Sapere che ogni contributo, anche il più piccolo, possa sostenere la ricerca e offrire speranza a tante famiglie dà a tutti una motivazione e un’energia speciali. Inoltre, la generosa partecipazione di chef, professionisti e aziende che mettono a disposizione il proprio tempo, il proprio talento e le proprie competenze rende Buonissimi un esempio concreto di come la solidarietà possa unire tante persone attorno a un obiettivo comune”, spiega Agostino Gallozzi, presidente di Marina d’Arechi. Un’agorà aperta alla città; un palcoscenico pronto ad accogliere tutto il bello e tutto il buono del Mediterraneo; uno spazio di incontro, interazione e relazione. Perché questo sanno fare certi luoghi: connettere. “Il mio auspicio è che Buonissimi continui a crescere anno dopo anno, diventando sempre più un appuntamento di riferimento non solo per Salerno ma per tutto il Mezzogiorno, capace di coniugare eccellenza gastronomica, impegno sociale e partecipazione collettiva. Sarebbe bello vederlo affermarsi come un modello di evento replicabile anche in altre aree dell’Italia”, continua con fierezza Gallozzi. Del resto, il segreto sta proprio nella sua autenticità, nella sua verità e nel suo essere “un momento di festa per sostenere la ricerca e offrire ai bambini cure sempre più efficaci e personalizzate”, come precisa Anna Maria Alfani, presidente dell’Associazione Open odv. Ribadendo la forza di un evento benefico in grado di unire sorrisi e solidarietà, leggerezza e serietà. Senza sovrastrutture, senza compromessi, senza barriere, senza confini.