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Massimo Alverà: l’abbraccio delle Dolomiti

Massimo Alverà: l’abbraccio delle Dolomiti

di Cristina Viggè

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FUORI IL PROSSIMO
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Massimo Alverà a Sigep 2020 - Foto di Paolo Terlizzi

Massimo Alverà: la genuinità di un brazorà

Crea delizie contemporanee. Ma non dimentica il brazorà. “Questo è il dolce lievitato più importante della nostra conca. Si tratta di un semplicissimo impasto, ma la sua peculiarità sociale è ancora molto sentita”, racconta Massimo Alverà, titolare della pasticceria che, a Cortina, porta orgogliosamente il suo cognome. Brazorà, come abbraccio. Come un caloroso rituale ancora molto in voga nell'Ampezzano. Nei mesi che precedono le nozze, infatti, i futuri sposi si spostano di casa in casa, portando agli invitati questo dolce - in tal caso a forma di treccia-corona - e posizionando al centro i confetti. Una bomboniera conviviale. Quasi un simbolo social, inteso come condivisione di un’esperienza sincera. Al punto da essere entrato a far parte della cultura popolare, preparato anche in occasioni di feste e reunion familiari. Un dolce della memoria, assolutamente attuale. “Siamo alla continua ricerca di rapporti essenziali, veri e profondi. Le nostre origini ci insegnano a scartare il superfluo, a conservare genuinità ed essenza, e quelle tradizioni che ancor oggi ci rendono forti e motivati per affrontare momenti difficili e delicati come quelli che stiamo vivendo”.

Riprese a cura di Marco Gallocchio nello stand di Petra - Molino Quaglia al Sigep 2020 - Rimini


Un rapporto forte e profondo quello che Massimo ha con il suo territorio. Di cui va orgoglioso. “Hanno eletto Cortina a protagonista di una serie di eventi e noi abbiamo l’onore e l’onere di farla conoscere”, spiega il pasticcere. Pensando già ai Campionati Mondiali di Sci Alpino 2021. Per i quali la cittadina si sta già attrezzando, progettando la nuova cabinovia Son dei Prade - Bai de Dones, pronta a collegare il comprensorio delle Tofane con l’Alta Badia e le aree del Dolomiti Superski. Intanto? Massimo le Tofane le fa osservare dalla bella terrazza della sua pasticceria. Che presto conoscerà il suo spin-off: un elegante chiosco, smart e super social, attivo sia in estate che in inverno. Studiato per un krapfen, una cioccolata calda o una merenda pret-à-porter. Magari après-ski. “Lo sta realizzando un amico artigiano di Cortina. Abbiamo scelto il larice perché è un legno resistente, che ben si adatta alle intemperie. È molto utilizzato nella costruzione dei fienili. Il progetto era in cantiere per i mondiali, ma vista la situazione, abbiamo deciso di anticipare il tutto”, prosegue lui. Che ha già pensato anche al nome (uscito dal cappello durante una passeggiata con la figlia Francesca): Fiocco. Inteso quale trasformazione fisica di un elemento naturale. Della serie, come l’acqua sublima in cristalli di ghiaccio (col freddo), così il latte si eleva a burro (con un attrezzo chiamato in dialetto ra pegna). Fiocco come emulsione naturale. Come icona di cremosità. Espressa in un soffice lievitato… oppure in un gelato. L’altra novità firmata mister Alverà.

La Pasticceria Alverà di Massimo Alverà riaprirà a Cortina d'Ampezzo (Belluno). Intanto Massimo ci propone la ricetta del suo brazorà, dolce lievitato dal profondo significato conviviale.


❓Ritorneranno gli abbracci❓
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Massimo Alverà a Sigep 2020 - Foto di Paolo Terlizzi

Massimo Alverà: la genuinità di un brazorà

Crea delizie contemporanee. Ma non dimentica il brazorà. “Questo è il dolce lievitato più importante della nostra conca. Si tratta di un semplicissimo impasto, ma la sua peculiarità sociale è ancora molto sentita”, racconta Massimo Alverà, titolare della pasticceria che, a Cortina, porta orgogliosamente il suo cognome. Brazorà, come abbraccio. Come un caloroso rituale ancora molto in voga nell'Ampezzano. Nei mesi che precedono le nozze, infatti, i futuri sposi si spostano di casa in casa, portando agli invitati questo dolce - in tal caso a forma di treccia-corona - e posizionando al centro i confetti. Una bomboniera conviviale. Quasi un simbolo social, inteso come condivisione di un’esperienza sincera. Al punto da essere entrato a far parte della cultura popolare, preparato anche in occasioni di feste e reunion familiari. Un dolce della memoria, assolutamente attuale. “Siamo alla continua ricerca di rapporti essenziali, veri e profondi. Le nostre origini ci insegnano a scartare il superfluo, a conservare genuinità ed essenza, e quelle tradizioni che ancor oggi ci rendono forti e motivati per affrontare momenti difficili e delicati come quelli che stiamo vivendo”.

Riprese a cura di Marco Gallocchio nello stand di Petra - Molino Quaglia al Sigep 2020 - Rimini


Un rapporto forte e profondo quello che Massimo ha con il suo territorio. Di cui va orgoglioso. “Hanno eletto Cortina a protagonista di una serie di eventi e noi abbiamo l’onore e l’onere di farla conoscere”, spiega il pasticcere. Pensando già ai Campionati Mondiali di Sci Alpino 2021. Per i quali la cittadina si sta già attrezzando, progettando la nuova cabinovia Son dei Prade - Bai de Dones, pronta a collegare il comprensorio delle Tofane con l’Alta Badia e le aree del Dolomiti Superski. Intanto? Massimo le Tofane le fa osservare dalla bella terrazza della sua pasticceria. Che presto conoscerà il suo spin-off: un elegante chiosco, smart e super social, attivo sia in estate che in inverno. Studiato per un krapfen, una cioccolata calda o una merenda pret-à-porter. Magari après-ski. “Lo sta realizzando un amico artigiano di Cortina. Abbiamo scelto il larice perché è un legno resistente, che ben si adatta alle intemperie. È molto utilizzato nella costruzione dei fienili. Il progetto era in cantiere per i mondiali, ma vista la situazione, abbiamo deciso di anticipare il tutto”, prosegue lui. Che ha già pensato anche al nome (uscito dal cappello durante una passeggiata con la figlia Francesca): Fiocco. Inteso quale trasformazione fisica di un elemento naturale. Della serie, come l’acqua sublima in cristalli di ghiaccio (col freddo), così il latte si eleva a burro (con un attrezzo chiamato in dialetto ra pegna). Fiocco come emulsione naturale. Come icona di cremosità. Espressa in un soffice lievitato… oppure in un gelato. L’altra novità firmata mister Alverà.

La Pasticceria Alverà di Massimo Alverà riaprirà a Cortina d'Ampezzo (Belluno). Intanto Massimo ci propone la ricetta del suo brazorà, dolce lievitato dal profondo significato conviviale.


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