Colli Euganei

    Io Vo’ ad Arquà

    Girovagando nel Padovano. E facendo tappa nel comune più corto d’Italia e in quello dove visse il sommo poeta Francesco Petrarca

    “È il comune più corto d’Italia”, dice Salvatore Lovo. Un nome e un cognome ben impressi sull’etichetta di un brillante Bianco Spumante millesimato. Un nome e un cognome che identificano il capitano coraggioso di una realtà come Terre Gaie, posizionata in quel di Vo’. Dove hanno sede pure il Consorzio Volontario per la Tutela dei Vini Colli Euganei (nato nel 1972) e il MUVI (Museo del Vino). 

    La gustosa proposta vegetariana dell'azienda agricola bio San Nazario

     

    Very green

    Ma a Vo’ si fa notare un’altra realtà giovane e dinamica: l’azienda agricola biologica San Nazario, le cui redini stanno nelle mani di Sandro e Marika Zanuso. Lui alla direzione del vino, lei alla regia della cucina. “Abbiamo ben due orti, tanta verdura e tanta frutta, così abbiamo pensato di proporre una cucina vegetariana e sostenibile”, spiega Marika. Mentre serve le sue delizie in uno spazio dalle linee semplici e accoglienti (con ampio dehors per la bella stagione). Ecco allora crostini con pere, senape, noci e miele, e con hummus di ceci, rapa rossa, olive nere e rucola selvatica; crespelle ripiene di ricotta, Asiago, zucchine e pomodorini secchi, condite con crema di spinacini; e quenelle di caprino in panure di semi. Che rivestono anche le polpette di zucchine, ricotta e menta, e topping di crema di zucca. 

    Le etichette della maison San Nazario sono disegnate personalmente da Marika Zanuso

     

    Vini col cappello

    Pietanze green, che ben si accordano coi nettari euganei. Dal Dulcamara (sauvignon blanc e garganega) al Ruzante (assolo di merlot), sino al Prà dei Mistri, ossia “Prato dei Venti”. Un carménère in purezza. “È un vitigno ostico. Per farlo cerco sempre filari dalla buona esposizione. Ma è un vino che, a volte, ti può voltar le spalle. Per questo nonno Rinaldo gira le terga”, dice Sandro. Spiegando la grande bellezza (e la saggia ironia) che nutre le loro etichette. Disegnate da Marika. Che ama molto i folletti. E che ha ritratto il nonno col suo inseparabile cappello. 

    La Casa del sommo poeta ad Arquà Petrarca

     

    A casa di Petrarca

    Non nacque ad Arquà (lui era aretino). Ma vi abitò negli ultimi anni di vita. E vi morì (nel 1374). Affidandole il cognome e le spoglie, conservate in un’arca in marmo rosso di Verona, sotto il cielo di una piazza a lui intitolata: Francesco Petrarca. Il sommo poeta: incoronato con l’alloro, ricordato per il Canzoniere, per Laura, per i sonetti, per il concetto di humanitas. Ad Arquà Petrarca c’è la sua casa, con tanto di giardino e brolo. E merita una visita. 

    Gli iconemi di Arquà Petrarca

     

    Giuggiole e poesie

    Ma il borgo medievale è anche uno dei Borghi più Belli d’Italia. Per capirlo? Basta passeggiare per erte e vicoletti, respirandone la meraviglia. Meglio se con il naso all’insù. Certo, per coglier (con lo sguardo) le giuggiole. Frutto piccino, dalla forma ovale (similare a una biglia) e dal sapore di pera-mela. Buone al naturale o in declinazione Brodo di Giuggiole. Un liquore-infuso dolce e piacevolissimo (complici frutti autunnali quali mele cotogne, uva e melagrana). Così battezzato e ideato dalla veronese Montresor e in vendita nella bottega-enoteca Da Ciompa. Ma prodotto localmente anche dalla maison Scarpon, che firma l’autoctono Brodo di Arquà Petrarca. Persino in versione cream. A cui si aggiungono le confetture di giuggiole, i cioccolatini al brodo di giuggiole e le giuggiole sotto grappa.   

    Tramonto sui Colli Euganei

     

    Lo Spritz Euganeo

    E sono proprio le giuggiole sotto grappa uno degli ingredienti indispensabili per lo Spritz Euganeo creato da Pino Cesarotto nel suo locale: L’Enoteca di Arquà (con tanto di terrazza sui colli). “Volevamo dar voce alla poliedricità del Fior d’Arancio Spumante. Valorizzandolo in un cocktail per l’aperitivo”, spiega. Mentre mette in un ampio bicchiere (da vino) il ghiaccio, una fettina d’arancia, una giuggiola sotto grappa (emulando così l’oliva del Martini), un liquore alla grappa e lo spumante degli Euganei. Da ordinare, oppure da acquistare in kit, con tutto il necessario per preparare il drink at home. 

    I Colli Euganei: visti e descritti attraverso gli occhi e le parole di grandi autori

     

    Un parco letterario

    Ma non finisce qua. Ad Arquà sono posizionate ben sette delle trentatré targhe che alimentano il Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei. “È un modo per leggere questo territorio attraverso le parole di grandi scrittori. Che passarono di qui. Rimanendo colpiti dall’incanto”, racconta Claudia Baldin, una delle ideatrici e ambasciatrici del dotto parco. Che guarda il passato attraverso il cuore e gli occhi di Dino Buzzati e George Byron, di Ugo Foscolo e Percy Shelley, di Gabriele D’Annunzio e Andrea Zanzotto. 

    T: Cristina Viggè

    03-11-2020

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