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Visioni imprenditoriali

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“Possiamo guardare con serenità all’estate. Perché vi sono segnali incoraggianti. Come il ritorno del turismo straniero. Che si va ad aggiungere al cosiddetto revenge tourism, un turismo di ritorno, un effetto molla, per compensare tutti i viaggi persi negli ultimi due anni”, spiega con ottimismo il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, nello scenario della Reggia di Monza, in occasione del congresso annuale degli Euro-Toques, capitanati da Enrico Derflingher. “Inoltre la pandemia ha fatto riscoprire l’Italia agli italiani. E ha fatto anche capire quanto conti il turismo”, ribadisce Giorgio Palmucci, presidente di Enit. Anche perché il turismo è un ecosistema. Nel quale gravitano ristorazione, hôtellerie, vino, arte, design, architettura, moda, musica, sport. Tutte le eccellenze made in Italy.

“Certo, il 2019 è stato un anno meraviglioso per il turismo. Ma l’Italia si è comunque posizionata solo al quinto posto a livello mondiale. Vi sono ampi margini di miglioramento. Ma ci vogliono investimenti, organizzazione e promozione. Basti pensare al Giro d’Italia e al Tour de France. Per l’Italia è semplicemente una corsa ciclistica. Per la Francia un’opportunità per narrare il territorio. Per questo abbiamo lavorato a un nuovo modo d’intendere la gara, come macchina di promozione per l'intero Paese. Inoltre, a settembre, ad Alba, ospiteremo il Forum Mondiale dell’Enoturismo”, continua soddisfatto Garavaglia.

Intanto i riflettori si accendono sulle competenze manageriali. Nonché sulla creazione di centri di alta formazione per l’accoglienza. “Perché dobbiamo fidelizzare, prima di conquistare”, aggiunge Palmucci. Non da ultimo? “Bisogna cambiare paradigma. Serve un modello di ristorazione sostenibile. Una visione imprenditoriale”, precisa Fabrizio Capaccioli, presidente di Asacert. Per questo su Fuori vogliamo puntare i riflettori su realtà virtuose. Capaci di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Del resto, come scrive il consigliere del Ministro del Turismo Roberta Garibaldi: “L’esperienza enogastronomica viene spesso abbinata ad attività culturali e ricreative, dove la visita si interconnette ad un senso di appartenenza, alla volontà di vivere la comunità”. Insomma, il viandante contemporaneo è attento ed esigente. Ama sentirsi parte di un progetto. Di una filiera futura. Ricordiamocelo. 

T: Cristina Viggè

09-05-2022

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