Made in Italy

    Dedicato a te

    Le vibrazioni e le tradizioni di una regione, di una città, di un territorio si possono condensare anche in una caramella, in un cocktail, in fragranti chips, in un gelato o in un panettone. L’importante è saper raccontare. E ascoltare

    “Sento il mare dentro una conchiglia”, cantava e canta Jovanotti nella sua energica Estate. Che lui, Lorenzo Cherubini, riempie pure di concerti vibranti, grazie al suo Jova Beach Party, inanellando un tour in lungo e in largo per la raggiante Italia. E se il mare si sentisse dentro una scatoletta di deliziose pastiglie? E se Venezia, con le sue maschere, i suoi ponti e i suoi canali, si potesse ammirare, scartando un lecca-lecca? E se erbe aromatiche e frutti di stagione venissero valorizzati in un panettone? E se i dolci tipici del Bel Paese sublimassero in gelati narranti? E se una birra condensasse l’artigiano saper fare? E se un amaro si facesse portavoce del genius loci? Tutto è possibile. Persino raccontare un territorio, promuovere le sue tradizioni e diffondere messaggi di sostenibilità sgranocchiando patatine d’autore. 

    Taormina e le sue tante dediche ad Amara

     

    Taormina è dolce (e Amara)

    Ottanta ettari di terra scura, fertile e generosa, ai piedi della Muntagna, che regalano arance rosse, succose e polpose. E poi un’intuizione: trasformare i preziosi agrumi in un prodotto moderno e dinamico, simbolo dell’essenza e della grinta siciliane. Detto, fatto. Così Edoardo Strano lancia (nel 2014) amaro Amara, a filiera cortissima e iper sostenibile. Il che significa scorze di arance rosse di Sicilia igp (tutelate persino da un consorzio); erbe dell’Etna e acqua pura delle sorgenti vulcaniche. Un amaro inconfondibile, dalla bottiglia densa, solida e nera e dall’etichetta red, applicata a mano. Un amaro che condensa sapienza contadina, resilienza agricola e sprint contemporaneo. E che questa estate s’inchina a Taormina. O meglio, Taormina narra Amara, celebrandone il respiro isolano, in collaborazione con un poker di place to be. E così La Plage Resort Taormina manda in scena Salamara, per un rinfrescante aperitivo on the beach (club), complici succo d’arancia, soda dell’Etna, gin Ionico e sale di Mothia. Si chiama I See You invece il drink pensato dall’esclusivo Morgana lounge bar. Pronto a mettere nel bicchiere anche zagara, limone e mandorla. Che al Bam Bar sublima in granita, esaltata dalle note di Amara, dal crunch delle mandorle amare e dalle zeste di arancia. Da abbinare a una brioche col tuppo. E si mangia anche la creazione di Dalila Grillo, chef della Vineria Modì, che dà voce al Gambero Amaro, in bilico fra zeste di limone e scaglie di fave di cacao. Mentre sul mini yacht by Enjoy Me Boat Rental si fa il giro delle baie più belle - partendo dal Marina Club di Giardini Naxos - assaggiando frutta fresca e sorseggiando Amara ghiacciata. Non resta che seguire l’hashtag #amarasummerexperience.  

    In alto, il Beach Club 93 di Paestum e il Bagno Alfredo di Forte dei Marmi. In basso, la spiaggia dell'Hotel Windsor di Laigueglia e e il Singita Miracle Beach di Fregene

     

    Caramelle come cartoline

    Piccole, rigeneranti, iconiche e coloratissime, le Pastiglie Leone vanno al mare. Viaggiando da nord a sud, dalla Liguria alla Toscana e dal Lazio alla Campania, per farsi ambasciatrici di altrettanti territori. Lasciandosi ispirare dalla palette di colori e sapori tipici di quei territori. È l’iniziativa che va sotto il nome di Un’estate da… Leone, pronta ad animare quattro note destinazioni balneari della Penisola. Lidi che per tutta la stagione omaggiano i propri ospiti con una confezione di pastiglie da 30 grammi. Perfetta da mettere nella borsa della spiaggia, insieme a telo, costume, occhiali e cappello. Ecco allora che l’Hotel Windsor di Laigueglia (Savona), fresco di un restyling che rende omaggio ai mitici anni Sessanta, inserendosi armoniosamente nel paesaggio, accoglie i viaggiatori con golose pastiglie nei gusti Vaniglia e Limone, giusto a evocare le tonalità pastello dei borghi liguri. Menta e Anice invece per lo storico Bagno Alfredo di Forte dei Marmi (Lucca), a incensare il verde balsamico delle pinete della vigorosa Versilia. E nella romana Fregene? Il Singita Miracle Beach propone gusti ispirati ai drink: Martini Rosso, Martini Fiero, Spritz, Mojito, Cedrata Tassoni, Assenzio e Amaro Lucano. Ai quali si aggiungono Frutti di Bosco e Mandarino. In una sorta di collection dedicata all’aperitivo made in Italy. Last but not the least, il Beach Club 93 di Paestum (Salerno) porta in spiaggia il Principe di Napoli (ai fiori d’arancio) e il Limone. Accendendo i riflettori sui giardini e sui profumi d’agrumi della rigogliosa costa campana. 

     

    “Quello che accomuna il Windsor a una realtà quale Pastiglie Leone è la storicità e il desiderio di coccolare i propri ospiti offrendo loro momenti di spensieratezza. È quindi per me un grande onore poter far parte di questo inedito progetto, nato per regalare attimi di felicità assaporando l’estate italiana”, spiega Alessandro Sironi, general manager dell’Hotel Windsor di Laigueglia.

    Le Patatas Nana di Morgan e la Senigallia Special Edition

     

    Sgranocchiando Senigallia

    La Spiaggia di Velluto si mangia. O meglio, si sgranocchia. L’idea è venuta a Michele Gilebbi, senigalliese, patron del ristorante El Deseo di Granada e del Nana Piccolo Bistrò (a Senigallia) e pure deus ex machina (insieme a Francesco Mazzaferri) di quel dinamico progetto che va sotto il segno di Patatas Nana. Patate, della varietà agria, coltivate, raccolte, conservate, lavate, pelate, tagliate, fritte e imbustate in Spagna. Ma ormai orgoglio marchigiano e italiano. Patate eclettiche, sempre pronte a trasformarsi. Respirando persino i sapori e gli aromi del baccalà all’anconetana. E divenendo fragranti chips sabbiate, complici la pelle di baccalà disidratata e polverizzata, il pomodoro liofilizzato e l’origano secco. Il tutto custodito in un sacchetto e in una scatola di latta che portano impressa la leggendaria Rotonda a Mare. In questo caso illustrata dal designer dalle radici marchigiane Antonio Colomboni, aka Scombinanto. Per un pack-souvenir artistico e prezioso. Una Senigallia Special Edition disponibile sullo shop online, ma pure presso il Nana Alimentari e lo store della cittadina marina, nonché in una serie di enoteche, drogherie, bistrot, club e locali selezionati lungo tutto lo Stivale. Dove trovare anche i Fiammiferi, la Sangria Nana e le Patatas Nana di Morgan, liberamente ispirate alle verdure della vicentina Giardiniera di Morgan. Un vero cult. 

    Birra Messina racconta gli artisti e gli artigiani siciliani

     

    La Sicilia… in bottiglia

    Lei è dorata, non filtrata e naturalmente opalescente. Grazie ai lieviti a bassa fermentazione rimasti in sospensione. Il suo nome? Birra Messina Cristalli di Sale. Sì, quelli delle saline di Trapani. Utilizzati e dosati -insieme a un luppolo speciale - alla fine della bollitura, per preservare tutte le sostanze aromatiche. Risultato? Una birra morbida e rotonda, dai toni floreali e fruttati, specialmente agrumati. Con l’aggiunta di una piacevole e intrigante nota sapida. Per sentire davvero il mare dentro una bottiglia (da 33 e 50 cl). Anche se dentro la bottiglia ci sono tante storie. Anzitutto quella del Birrificio Messina, risorto dalle ceneri di un caso imprenditoriale fallimentare. Il tutto grazie alla caparbietà e alla perseveranza di quindici operai, fieri di aver creato una cooperativa e di aver risollevato le sorti di un’orgogliosa realtà messinese. Uomini e donne tenaci e audaci, che hanno saputo restituire una birra alla propria città. Legandola alla propria città. Poi? Dentro e fuori la bottiglia ci sono le nuove storie di una visionaria artigianalità. Raccontate nella seconda edizione de La Sicilia si sente. Da vedere e ascoltare sui canali social e su quelli digitali del brand. Protagonisti? La ceramista e illustratrice Melinda Alaimo e l’architetto-designer Salvatore Scherma, autori di due bicchieri decorati (e in limited edition) che pescano dall’iconografia isolana, traducendola in fregi, fichi d’India e luminarie da stringere nelle mani. E ancora, Damiano Rotella, artista catanese che cura, pittura e restaura i carretti siciliani, donando loro una seconda vita; e la chef Bianca Celano, che dopo aver indossato tacchi e tailleur ha optato per mestolo e toque. Narrando il suo profondo amore per la cucina siciliana.    

     

    “Mio nonno faceva la birra, mio padre faceva la birra, io voglio continuare a fare la birra”, ripete Mimmo Sorrenti, presidente della cooperativa Birrificio Messina.

    Gin Engine e l'Engine Gin Tonic da passeggio

     

    Le Langhe in lattina

    Salvia di Alta Langa, acqua delle Alpi e rosa di Damasco, ma coltivata in Piemonte. Certo poi ci sono anche la radice di liquirizia calabrese, i limoni siciliani e le bacche di ginepro toscane. Ma l’anima di gin Engine è tutta cuneese. Anche perché lui viene realizzato e imbottigliato in un laboratorio langarolo, rendendo omaggio all'indigena cultura dei rosoli e dei cordiali a base di salvia e limone. Quali rimedi digestivi e magiche pozioni di buonumore. Un distilled gin italianissimo, nato dalla mente dell’imprenditore - nei settori della moda e degli spirits - Paolo Dalla Mora, appassionato di motori. Da cui la scelta di vestire il suo Engine con un materico astuccio in latta, dai toni rossi e blu, in grado di rimandare subitamente a un immaginario fatto di motori, velocità, gare di motocross e taniche di benzina. E ora? C’è pure l’Engine Gin Tonic. Sempre in lattina e pronto da bere. Un gintonichino delle Langhe prêt-à-porter, in cui la tonica è stata studiata ad hoc da un altro piemontese d’eccezione quale Teo Musso: nato a Carrù, cresciuto a Piozzo e divenuto il dominus di Baladin.  

    I panettoni estivi della collection Olivieri 1882 - Foto di Aromi.Group

     

    Se la bella stagione va nel panettone

    A leggere gli ingredienti paiono cocktail da sorseggiare. E invece? Sono panettoni, tutti da assaporare. In formato medium da 500 grammi, così da risultare più smart e easy, perfetti per essere consumati a colazione, a merenda o alla fine di una cena in terrazza. A firmarli? Il sempre vivace Nicola Olivieri, alla guida di quella pasticceria così fuori schema e fuori dal coro che è Olivieri 1882, in una zona della vicentina Arzignano che somiglia più a certi quartieri creativi di Londra e New York. E fantasiosi e spiritosi sono infatti i packaging dei panettoni estivi, presentati in sei declinazioni differenti. In un vero tributo alla frutta di stagione, unita ad erbe aromatiche e passione. Voilà Pesca e Basilico, Ananas e Rosmarino, Ciliegia e Maraschino, Lime e Menta, Limone e Lavanda, nonché Macedonia. Per condensare in un sol prodotto tanti frutti (cedro, pesca, albicocca, ananas, fragola e limone), tutti canditi artigianalmente. Un lievitato giovane, digeribile e leggero, realizzato con le farine Petra e una dose di rigenerante spensieratezza.

    La gelateria e pasticceria Mille di Verolanuova si lascia ispirare dalle dolci tradizioni italiane - Foto di Aromi.Group

     

    L’Italia in Mille gelati

    Il gelato dialoga, s’interseca e interagisce con la pasticceria. Facendosi portavoce di dolci rituali popolari. Una bella folgorazione - sulla via della Sicilia - quella di Gabriele Pè, capitano dell’insegna Mille di Verolanuova, nel Bresciano. Tradurre in cono e coppetta tante delizie radicate nella cultura regionale italiana. Complice l’expertise dei pasticceri Nicolò Guaragni e Federica Gorlani. Sì, perché all’interno della base gelato (latte, panna e zuccheri pastorizzati a 85°C), viene frullata una parte del dolce (circa un 15% sul totale). E, nel caso della coppetta esperienziale, una parte del dolce viene pure aggiunta esternamente. A rimarcare e a ribadire l’appartenenza a un preciso territorio e a una determinata tradizione. Con assoluta osservanza dei ritmi di stagione. Il tutto nel weekend, con cambio settimanale. Per una staffetta lungo lo Stivale. E se il tour (iniziato a fine aprile) ha già dato luce al lombardo castagnaccio e al cannolo siciliano, all’umbro panpepato e al piemontese bonet, al laziale maritozzo e alla calabrese crema reggina, al valdostano Mont Blanc e al marchigiano lonzino di fico (un Presidio Slow Food), al ligure bacio di Alassio e alla campana torta caprese, nonché all’emiliano-romagnola zuppa inglese, il 30 e il 31 luglio è la volta di una sarda granita al mirto. Per poi lasciare spazio alla lucana torta di ricotta e limoncello (27-28 agosto), al molisano milk pan (11-12 settembre), alla friulana gubana (17-18 settembre), a una toscana crema al Vin Santo e cantucci (24-25 settembre), al parrozzo abruzzese (1-2 ottobre) e allo strudel trentino-altoatesino (8-9 ottobre).   

    Le città si scartano con la collezione Chupa Chups Super Cities

     

    Chi gà scartà el canal?

    Venezia è verde-azzurra. Animata da maschere, ponti e canali. A ricordare il suo vorticoso carnevale. Roma è viola, fra Colosseo, cineprese e pellicole, a rammentare la fama di Cinecittà. Milano invece è blu, ritmata dal Duomo e dai tram, in una fitta trama che va tutta velocità. Mentre Firenze è green, celebrata attraverso le sue statue e i suoi monumenti più emblematici. E così il notissimo brand di lollipop Chupa Chups rende tributo alle metropoli del Bel Paese con la limited edition Chupa Chups Super Cities: esuberanti scrigni in formato gigante (ben 60 centimetri) pronti a racchiudere i lecca-lecca negli amati gusti fragola e cola. Per un viaggio a portata di tasca o di borsetta.

    T: Cristina Viggè

    28-07-2022

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