Ristorazione in azione

    Che fame!

    Torna, per la sua ottava edizione, l’iniziativa che sostiene l’ecumenico diritto a una giusta alimentazione: Ristoranti contro la Fame. Così, fino al 31 dicembre, pranzare e cenare fuori casa diventa ancora più buono

    Fame. Parola scomoda, fastidiosa, faticosa. Perché fame è una domanda che esige una risposta. Fame indica una situazione che implica un’azione: quella di nutrirsi. Ma non sempre il sillogismo fila liscio. Spesso (purtroppo) il meccanismo s’inceppa. Basti pensare che nel mondo 828 milioni di persone soffrono la fame; che oltre due milioni di bambini malnutriti muoiono ogni anno; e che cinquanta milioni di persone sono sull’orlo di una carestia. “Non è una sfida semplice, ma possiamo vincerla, ed è assolutamente prioritario affrontarla, perché mina dalle fondamenta qualsiasi idea di sviluppo e di futuro, nel mondo così come in Italia. Noi di Azione contro la Fame da 40 anni lavoriamo in oltre 50 Paesi come specialisti nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile, costruendo l’autonomia di intere comunità. Tuttavia per vincere questa sfida è necessaria una mobilitazione globale su più livelli. I finanziamenti non sono l’unica risposta, ma devono essere parte della soluzione”, spiega Simone Garroni, direttore della sezione nazionale dell’organizzazione umanitaria internazionale. Definendo anche le cause strutturali della problematica. Vedi la crisi climatica, i conflitti e le disuguaglianze sociali. E annunciando l’ottava edizione di una mobilitazione capace di coinvolgere attivamente tutto lo Stivale: Ristoranti contro la Fame. 

    In alto, Simone Garroni e l'installazione creata a City Life. In basso la pizza Brontese firmata Lievità

     

    #NonLasciamoloVuoto

    In pratica? Fino al 31 dicembre andare al ristorante è ancora più bello. E più buono. I commensali, infatti, possono contribuire all’action scegliendo il “piatto solidale" e donando così 2 euro. In alternativa? Optando per la “pizza solidale” il contributo ammonta a 50 centesimi, come per ogni bottiglietta d’acqua ordinata. Un’iniziativa benefica che nel corso degli anni ha visto aderire settecento realtà ristorative - raggiungendo 500mila persone - e che lo scorso anno ha coinvolto ben 181 ristoranti. Anzi, alcuni sono stati persino premiati come SuperSolidali: per i risultati raggiunti in generosità e per aver sensibilizzato con energia i propri ospiti. Qualche nome? Piazza Duomo di Alba, Il Cantinone di Medesimo, Marc Lanteri al Castello (di Grinzane Cavour), nonché le insegne milanesi Sadler, Poporoya, Ceresio 7, Nobu e Armani. Che torna - col suo chef Francesco Mascheroni - a partecipare all’attuale edition. Piatto per la fame? Gambero rosso di Mazara, carota, frutto della passione e burro tiepido. Praticamente? Il mare d’inverno. Mentre mister Lanteri propone un foie gras d’anatra al torcione con mela renetta e pan brioche; Mario Dalena del Credenziere di Annone Veneto serve una sardina che vuole diventare tonno, complice una mousse di cren; e Stefano Piccinini della Terrazza Palestro di Milano presenta uno scampo marinato al mirin su pan brioche al peperoncino con mousse di caprino e salsa di uvetta. E ancora, Cristian Benvenuto della Filanda di Macherio (in Brianza) concentra la parmigiana in un pomodorino; Luca Gragnano del milanese Glauco avvolge la ricciola nel sesamo nero, unendola a crema di zucca, guanciale croccante e petali di cipolla rossa di Tropea a bassa temperatura; Roberto Tonola della Lanterna Verde di Villa di Chiavenna racconta l’autunno a ritmo di funghi, erbe e radici; e Giorgio Caruso, alla regia delle sei insegne meneghine di Lievità, sforna una fumante pizza Brontese, inanellando fiordilatte di Agerola, pesto di pistacchi siciliani, scaglie di parmigiano reggiano, zeste di limone e olio extravergine. E Caciara? Fa un po’ di baccano a Milano con i suoi spaghetti Come a Nerano. Mantra-hashtag da seguire: #NonLasciamoloVuoto. 

    Molti i progetti portati avanti nel mondo e in Italia da Azione contro la Fame

     

    Obiettivi concreti

    A sostenere e a far da cassa di risonanza alla lodevole iniziativa anche associazioni come Le Soste, Ambasciatori del Gusto, Chic - Charming Italian Chef, Apci, Premiate Trattorie Italiane e Michelin. “Vogliamo fare qualcosa di utile per le comunità e per le situazioni di difficoltà. Attraverso la guida andremo a informare tutti i ristoranti, raccontando loro il progetto. E attraverso il sito comunicheremo tutte le insegne aderenti”, precisa Marco Do, direttore comunicazione Michelin Italia. Ma non finisce qui. E fino al 6 novembre, in circa trecento Carrefour, è possibile donare 2 euro alle casse, scegliendo le calamite da frigo della collection pensata per Azione contro la Fame. Un gesto concreto. Come concreti sono i gesti dell’umanitaria organizzazione. “Noi siamo sempre in prima fila, instancabili. Perché per noi è una missione. Certo, diciamo verità scomode, ma portiamo anche soluzioni. Agiamo sull’emergenza, ma pure sulle cause strutturali. Coinvolgendo cittadini e istituzioni. Sollecitando i fondi necessari. E facendo in modo che le comunità raggiungano da sé l’autonomia e divengano protagoniste del proprio destino”, commenta la responsabile di partnership e programmi Licia Casamassima. Tracciando il trinomio sensibilizzazione-consapevolezza-azione. E ricordando alcuni dei progetti in itinere. Come la realizzazione degli orti-giardino in India; l’utilizzo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale a supporto delle comunità pastorali in Sahel, nel segno della della massima resilienza ai cambiamenti climatici; la prevenzione e la cura della malnutrizione di madri e figli nella Repubblica Democratica del Congo; nonché il sostentamento della popolazione ospitante e dei rifugiati in Libano, a favore dell’integrazione. Senza dimenticare l’Italia, dove quasi una persona su dieci è in condizione di povertà. Ecco allora l’iniziativa Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia. Della serie, non solo tessere spesa, ma anche momenti di educazione a un’alimentazione sana, pur se a basso costo; e percorsi di formazione finalizzati alla ricerca di occupazione. Perché solo riconquistando una dignità si può parlare al futuro.  

    T: Cristina Viggè

    26-10-2022

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