Da provare? Le pizze che vanno sotto la selezione Classicismo Contemporaneo. Vedi la Capricciosa, sontuosa summa di San Marzano, fiordilatte, spalla cotta di San Secondo, cardoncelli, carciofi di Pantelleria, terra di olive nere e olive di Cerignola ed extravergine bio Era, prodotto in Sicilia da cultivar moresca, carolea, biancolilla, nocellara etnea e coratina. In alternativa? C’è la collection Innovazione della Tradizione, dove spicca la Carbonara, complici pecorino, parmigiano reggiano, uovo di montagna, pancetta piacentina e zabaione di datterino giallo. E c’è pure l’Eleganza Persistente, che inanella un poker di città tradotte in pizza: Milano (culatello, gorgonzola della Latteria di Cameri e tartufo nero pregiato), Parma (dove il culatello torna, insieme a parmigiano reggiano di 120 mesi del caseificio Malandrone 1477, piennolo rosso del Vesuvio e basilico), Parigi (patate, bottarga di caviale, pane aromatizzato, foglia iodata ed erba cipollina) e Oslo (salmone, riduzione di vino rosso, pepe rosa e prezzemolo. Della serie, dimmi dove vuoi andare e ti dirò che pizza mangiare. E per chi vuol fare un tuffo in mare? Ci sono i triangoli ittici. O meglio, Il Mare nello Snack. Alla base: una focaccia. Al top: tartare di ricciola, salsa yogurt e mela verde; gamberi crudi, stracciatella e pomodoro giallo; tonno rosso, salanova, datterino e bufala; pesce spada, fiordilatte, germogli di pisello e limone verde; alici del Cantabrico, burro e lime. Evocando un crostino.