Densa, concreta, satura, pregna di significati. Così è la parola-mantra scelta da Golosaria per la sua diciassettesima edizione: distinzione. Un termine pieno di forza, grinta ed energia. Che alla voce del verbo essere unisce quella del fare. Anzi, di un voler e di un saper fare: preferibilmente bene. Perché per essere un tipo distinto, signorile e nobile d'animo bisogna dimostrarlo. Con i gesti e con i fatti.
Distinzione come identità, unicità e personalità, dunque. Ma distinzione non significa egocentrismo. Anzi, presuppone una morale sociale. Presuppone l’essere eticamente giusti e corretti. Rispettosi dell’altro e degli altri. Rispettosi del diverso. Rispettosi del tessuto territoriale. Rispettosi della natura e degli uomini. Da qui distinzione come inclusione, interazione, colleganza, integrazione, contaminazione, attenzione al welfare e al senso solidale.
Si apprestano a dimostrarlo Paolo Massobrio e Marco Gatti nella “loro” Golosaria, di scena all’Allianz MiCo - Milano Convention Centre dal 5 al 7 novembre. Accogliendo duecento produttori di cose buone e giuste, cento cantine accuratamente selezionate, cucine di strada a un’area tutta nuova: Mixo, alla mixology dedicata. Fra talk, cooking show, presentazioni e radiose premiazioni.
E sulla medesima lunghezza d’onda è PizzaUp, in calendario il 7 e l’8 novembre agli East End Studios di via Mecenate. Quasi in un passaggio di testimone. Il tema? Fare bene contro la scarsità. Il che vuol dire sapersi distinguere, in termini di sostenibilità, qualità, non spreco e solidarietà. Perché il compito di chef e pizza chef è anche quello di stare in ascolto, di essere responsabili della comunità in cui vivono e operano. Sostenendo e supportando i più poveri e vulnerabili. Al fine di rafforzarne potenziale e resilienza. A parlarne? Francesco Martucci, Ciro Oliva, Simone Padoan e Lara Gilmore. Che con il marito Massimo Bottura porta avanti un progetto come Food for Soul. Perché il cibo nutre l’anima. Anche di chi lo dona.