“Il Lugana è un vino moderno, piacevole. Ottenuto da un’uva bianca autoctona: la turbiana. Che ha buccia spessa, grappolo compatto e una matrice sapida, minerale. Di profondità”, continua madame Giovoni. Tracciando l’esegesi di un vino contemporaneo, capace di sposare una cucina grintosa. “Questo non è un vino da piscina. È un vino serioso. Per nulla ruffiano. Lui non teme il pomodoro; sta benissimo con un risotto alla zucca e gorgonzola, oppure con un’anguilla arrosto; e può affrontare perfettamente un curry o un pollo alla cacciatora”, prosegue Chiara. Passando in rassegna le etichette in degustazione. Tutte annata 2021, eccetto l’ultima, millesimo 2018. Ecco allora La Musina griffata Sartori, azienda di Pedemonte di San Pietro in Cariano, nella veronese Valpolicella. Segni particolari? Etichetta verde e tratti fruttati e fioriti. E ancora, il Lugana Scapüscià di Sguardi di Terra, sette ettari a conduzione biologica in quel di Lonato. “La nostra azienda agricola si chiama Silenzi di Terra. Mio cognato, Maurizio Venegoni, osservando un vigneto innevato, si è lasciato ispirare dall’ultimo verso di una poesia di Francesco Di Giacomo, frontman di quel gruppo rock progressive che fu il Banco del Mutuo Soccorso. Versi divenuti peraltro i titoli di una serie di brani musicali contenuti in un album”, precisa Massimo Pinetti. Mentre nel calice arriva, fra spiccate note d’agrume, Conchiglia, griffato Citari, azienda di San Martino della Battaglia. Infine lui, Montunal, prodotto da Montonale, come il borgo che a Desenzano accoglie cantina e vigne. “In questo vino c’è tutto il potenziale del vitigno. C’è la longevità del turbiana”, puntualizza Girelli. “Sì, in questa annata 2018 c’è l’integrità aromatica. Ma ci sono pure freschezza e tensione. Un vino di vento. Che rinfresca. E che batte”, afferma madame Giovoni. Fiera di trovare dei comuni denominatori, pronti a tratteggiare il poker di Lugana: “Tutti hanno una bella acidità. Ma non tagliente, bensì rotonda, confortevole, rassicurante. Inoltre sono tutti vini di struttura. Talvolta affusolata, talaltra più verticale, ma pur sempre di struttura. E poi c’è il finale di bocca. Che ricorda la frutta secca, tonica e vigorosa”.