Hotel & The City

    Pasqua a cinque stelle

    Tre alberghi. Emblematici e autorevoli. Tre luoghi cult dell’alta ospitalità milanese contribuiscono con classe e con gusto a segnare il passaggio nella stagione della rinascita. Fra lussuose merende e primaverili lunch e brunch, voilà l’Excelsior Hotel Gallia, il Principe di Savoia e il Four Seasons

    “Noi cerchiamo di far felici tutti”. In poche parole, semplici e sincere, il pastry chef Stefano Trovisi concentra l’essenza della pasticceria: regalare un momento di gioia e spensieratezza. Specialmente ora che arriva la Pasqua. Quando la dolcezza profuma ancor più di rinascita e di primavera. “Abbiamo pensato a una merenda capace di rendere onore alle tradizioni italiane. In primis quelle del sud Italia”, continua Stefano, nelle cucine del milanese Excelsior Hotel Gallia, insieme ai Lebano bros: Vincenzo e Antonio. E sempre con la consulenza dei tristellati fratelli Cerea. Una merenda in albergo? Certo. Ma anche un pranzo o un brunch festoso, in perfetto equilibrio fra gusto e ludus. Con gli amici o in famiglia. Così, insieme al cinque stelle di piazza Duca d’Aosta (costruito nel 1932, grazie alla lungimiranza dell’imprenditore Carlo Gallia e oggi un Luxury Collection Hotel, parte di Marriott International, Inc.), ci sono pure il Principe di Savoia di piazza della Repubblica (nato nel 1896 come Hotel du Nord, riaperto nel 1927 come Principe & Savoia, i cognomi dei due proprietari, mentre oggi fa parte della Dorchester Collection) e il Four Seasons di via Gesù (all’interno di un antico convento). Insegne iconiche. Storiche e modernissime. Pronte a dialogare con la città. E capaci di valorizzare i propri spazi, sublimandoli in comfort zone dove l’accoglienza si traduce in emozione ed esperienza. In connessione costante con i milanesi e i viaggiatori, gli italiani e gli stranieri. Con chi soggiorna o è solo di passaggio.

    In alto, la Gran Merenda, servita al Gallia Lounge & Bar, e il pranzo di Pasqua, al ristorante Terrazza Gallia. In basso, la colomba e il Gallia Chocolate Egg - Foto di Alberto Blasetti

     

    Una merenda Excelsior

    Viene servita al pianterreno, fra le nuance avorio e bronzo del Gallia Lounge & Bar. Della serie, basta varcare la soglia, andare verso destra e accomodarsi in poltrona o sul divano. Così la Gran Merenda di Pasqua va in scena all’Excelsior Hotel Gallia, dalle 15.30 alle 18.30, fino al 10 aprile. Ideale per chi vuol prendersi una pausa, oppure deve prendere il treno e vuol ingannar l’attesa. Vista l’assoluta vicinanza con la Stazione Centrale (inaugurata nel 1931 e felice di esibirsi in una riuscitissima mescolanza di stili, che vanno dal Neoclassico al Liberty, passando per Art déco e monumentalità fascista). “Una merenda che sconfina nell’aperitivo”, precisano lo chef Vincenzo e il pâtissier Stefano. In bilico com’è fra dolce e salato, tè e Spritz, picnic e gita in campagna, Puglia e Campania. Dopotutto Trovisi è di Conversano, mentre i Lebano sono napoletani. Quindi? Casatiello imperat. Ma in versione monoporzione, sotto forma di scones del sud, costellati di tocchetti di salumi e formaggi. Che vanno pure ad arricchire la già opulenta pizza piena (complici uova e capelli d’angelo spezzati). Pasta che torna: nella frittata di spaghetti, presente anch’essa sulle elegantissime alzatine in acciaio multipiano, in cui fanno bella mostra di sé le pastatelle pugliesi, ripiene di confettura di mele cotogne e noci, e le cassatine siciliane. “Perché un tocco di Sicilia volevamo darlo”, precisa il pasticcere. Fiero di sfornar colombe (nel lab al piano -1), figlie di ben 56 ore di lievitazione, scorze di arance Navel candite, burro delle Ardenne, uova di galline allevate a terra, blend di vaniglia di Thaiti e del Madagascar e glassa preziosa di mandorle di Toritto. E la pastiera? “Per lei ho seguito la ricetta di un vecchio maestro”, dichiara orgoglioso Vincenzo, che inanella ricotta vaccina, arance candite homemade, acqua di fori d’arancio e grano cotto. Il tutto custodito in una frolla friabilissima, fatta da Stefano. Per una pastiera inclusiva e superlativa, proposta anche nel carrello dei dolci del Pranzo di Pasqua, di scena al settimo piano, al ristorante Terrazza Gallia. Quando prendono forma pure un buffet - ritmato da treccia di bufala affumicata, fave, zeppoline di cavolfiore e pecorino,  capocollo e carciofi dorati e fritti - nonché due piatti (a scelta) serviti a tavola: ravioli ripieni di maialino, spuma di mais bianco, asparagi e limone, oppure risotto al pomodoro giallo, capperi, provola e basilico; cosciotto di agnello, soffice di patate alle erbe e spugnole; oppure uovo by Principe di Fino (maison bio di Fino Mornasco) e consistenze di verdure di primavera. Uova, certo. Anche decorate e di cioccolato (anzi, in quattro diverse varietà di cioccolato), che insieme alle colombe si possono pure acquistare.

    In alto, il ristorante Acanto e Il Salotto. In basso, Alessandro Buffolino e la colomba in versione classica e al cioccolato

     

    Un brunch da Principe

    Esibisce un fascino d’altri tempi. Eppure se ne sta lì - con la sua monumentale facciata neoclassica, progettata dal noto architetto milanese Cesare Tenca - a due passi dalla super dinamica Porta Nuova, dal Bosco Verticale di Stefano Boeri e dai futuristici grattacieli che hanno ridisegnano lo skyline della città, a firma di César Pelli, Zaha Hadid e Arata Isozaki. L’Hotel Principe di Savoia (questo il nome definitivo, assunto negli anni Ottanta) ammalia per la sua classe e la sua allure, nel bel mezzo di vie dedicate a scienziati e matematici come Galileo Galilei e Cartesio. In un vero omaggio al piacere della scoperta. Che prosegue fra le sale e i saloni dell’albergo. Fin nel Salotto, il cuore vellutato e pulsante della dimora, dove godersi un breakfast o un afternoon tea, un lunch o un dinner, provando persino la pizza signature, che contempla mazzancolle, tartufo nero e tagliatelle di zucchine. E se il Fitness & Beauty Centre Club 10 sta al decimo piano (come un attico panoramico), il ristorante Acanto è posizionato al pianterreno, fra lampadari in vetro di Murano, vista sul giardino all’italiana (con corredo di fontana) e persino una table speciale: il Tavolo Cristallo, incorniciato da pannelli con cristalli Swarovski. Acanto: il regno dello chef Alessandro Buffolino, dalle radici beneventane. Che per il giorno di Pasqua propone un brunch contemporaneo dalla spring attitude. Fra crudité di pesce, tartare di carne, formaggi freschi, tagliolini al ragù d’astice, conchiglioni al forno, torta pasqualina, parmigiana di melanzane, capretto a forno e roast-beef irlandese tagliato al momento. A suggello, dessert (ci sono anche migliaccio e pastierina), cannoli, colomba e delizie al cioccolato. E ancora centrifughe, spremute, soft drink, nonché flûte di Champagne Cuvée Veuve Clicquot Saint-Pétersbourg e Demi-sec. Musica dal vivo a completare lo scenario.  

    In alto, il chiostro e il giardino del Four Seasons Hotel Milan. In basso, l'executive chef Fabrizio Borraccino e il pastry chef Daniele Bonzi presentano la colomba

     

    Sapori di primavera al Four Seasons

    Intanto? Nel quadrilatero della moda il Four Seasons ci mette una buona dose di Zelo. Nome con cui è ormai noto il ristorante (di sera) e bistrot (di giorno) guidato dall’executive chef Fabrizio Borraccino (dai natali pescaresi). Un hotel aperto nel 1993 - negli spazi che nel XV secolo furono di un monastero - e che nel 2021 si è ripresentato, dopo un accuratissimo restyling, grazie al progetto firmato dall’architetto dalle origini spagnole Patricia Urquiola. Risultato? Un luogo sofisticato e ricercato, metropolitano e cosmopolita, che fra toni sobri e forme avvolgenti rispetta ed evoca lo storico heritage. Incarnato negli affreschi e nel chiostro, sublimato in magnificente garden dall’esperto paesaggista Flavio Pollano. Giardino sul quale si affaccia Zelo. E nel quale sconfina Zelo (nella bella stagione). Ristorante dove il dì di Pasqua viene servito il pranzo, messo a segno da Fabrizio e dal pastry chef Daniele Bonzi. Fra le leccornie: uovo croccante al carbone vegetale, asparagi e robiola di capra; ravioli di borragine, burro, limone ed erbe selvatiche; e spalla di agnello bio della Valle del Sagittario (nel territorio aquilano) con bietoline, spugnole e capperi. E per chi preferisse una modalità più sharing e vivace? Voilà il brunch nella Sala Teatro. Due le isole tematiche: una a tutto pesce, l’altra a tutte uova. Mentre al centro della tavola arrivano bresaola della Valtellina e prosciutto abruzzese, pecorino marzolino e toma d’albeggio, mortadella Bologna e bruschetta con ventricina, focaccia e casatiello. Non dimenticando risotto alla milanese con pistilli di zafferano; lasagnetta primaverile; cautarogni al ragù di cortile con fave e pecorino; tagliata di pollo con patate arrostite, peperoni del piquillo, capperi e olive taggiasche; branzino alla mugnaia e mini cotoletta con rucola e pomodorini. E se come benvenuto giunge un calice di Champagne Bollinger, per finire vi sono dessert a buffet, carretto dei gelati e caccia al tesoro - delle uova di cioccolato - nella corte interna. E la colomba? C’è e si può comprare, fragrante e ricca di vaniglia, miele d’acacia, scorze d’arancia calabresi candite e mandorle siciliane.

    T: Cristina Viggè

    05-04-2023

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