E bisogna metterci le mani e una buona dose di attenzione per tagliare - rigorosamente al coltello - lo jamón de bellota ibérico. “Quello che abbiamo portato in degustazione ha una stagionatura di 36 mesi ed è al 50% di madre ibérica. Inoltre il maiale, negli ultimi tre mesi di vita, si è nutrito a ghiande”, racconta Jose Manuel Terrés Rodríguez, direttore commerciale di Aromais (acronimo di AromaIbérica Serrana), vivace realtà di Fuente Álamo de Murcia, nel sud-est della Spagna. Una maison fondata nel 1986 dai fratelli Manuel, Bernardino e José Muñoz-Rojo, seconda generazione di un’avventura partita nel lontano 1947. “Produciamo ben quattro tipologie di prosciutto iberico, identificabili con altrettanti sigilli: bianco, rosso, verde e nero. Che vanta anche la denominazione d'origine Estremadura”, prosegue Jose. Mentre il giovane Giacomo Barbero presenta il suo Roero. E la sua storia. Che, come ripete lui, “ha un’origine recente benché affondi le sue radici in un’eredità familiare di cui io rappresento la quarta generazione”. Sì, perché tutto comincia con bisnonno Giorgio, sul finir dell’Ottocento, in una piccola cascina posizionata in località San Grato di Valpone, una frazione di Canale. Nel basso Piemonte. In Roero. Alla sinistra del Tanaro. E continua con successo, nonostante la guerra e le difficoltà, allargandosi e diventando la Giorgio Barbero e figli (ben otto quelli avuti con Virginia). Da qui, un ulteriore upgrade con la nascita del Gruppo Barbero, che inanella le Cantine Sterzi di Verona, la Enrico Serafino di Canale, la produzione del Frangelico a Caracas e l’acquisizione della Barbieri, produttrice di Aperol. Un gruppo forte, poi acquisito nel 2003 dalla Campari. Finché arriva Giacomo: una laurea in economia finanziaria in tasca, una cascata di ricci in testa e tanta voglia di mettere le mani nella terra. “Adesso ho acquisito un altro mezzo ettaro”, afferma fiero. Sì, fiero di essere alla guida di una piccola e volitiva azienda che porta il suo nome e il suo cognome. Nel frazione San Defendente, sempre a Canale. Creata nel 2016 e che attualmente conta sette ettari diffusi. Anche nel comune di Vezza d’Alba. “Quest’anno la mission è quella di produrre circa 35mila bottiglie”.