Taralli giovani e belli. Anzi, bellissimi e buonissimi. Taralli classici, come il Foria, oppure divertenti e intriganti, ispirati agli ingredienti e alle ricette partenopee. Come quelli ai pomodorini del piennolo (con aglio e origano), ai friarielli, ai peperoni, alla crema di basilico, alla genovese (con stufato di cipolle bianche e rosse di Tropea) e al grana padano. Taralli integrali, taralli vegani. Persino taralli speciali: con mandorle di Noto o di Toritto, sugna di maialino nero casertano e pepe di Sichuan. Taralli dolci: “nasprati” al limone e al cioccolato. E ancora, il tarallo Frollo e quello Roccocò, con cannella e scorza d’arancia. Sempre proposti in un abito-incarto riciclato, nonché in un coffret plastic free, che consente di mantenerne la fragranza per un centinaio di giorni. Taralli da gustare così, da rielaborare in cucina (per esempio sbriciolandoli sulla pasta o sulla pizza), oppure da accompagnare con altre pietanze. Come accade - sino alla fine di ottobre - in occasione dell’aperitivo (dalle 17 alle 20) in tutti gli Obicà Mozzarella Bar d’Italia e di Londra. Traduzione: l’iconico prodotto da forno by Taralleria Napoletana incontra burratina pugliese, hummus ai peperoni rossi e prosciutto di Parma. Meglio ancora se in pairing con un cocktail, come lo Smooth, summa di bourbon whiskey Wild Turkey, vermouth rosso Del Professore, miele e Cynar; o il Sicilian Mule, con Amaro Averna, ginger beer e succo di limone. Taralli volitivi e dinamici. In vendita nello store online, ma pure negli store di Eataly. Anzi, in quelli di Milano e Monaco di Baviera (e presto in London) vi sono veri e propri corner a tema. Ma non finisce qui. Basti pensare che due raffinati alberghi del territorio salernitano quali il Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast (a Ravello) e ll San Pietro (a Positano) hanno scelto di metterli nelle camere. Come lussuoso e goloso benvenuto.