Oltre i confini

    S.Pellegrino Sapori Ticino: la Francia è (più) vicina

    E sono diciassette. S.Pellegrino Sapori Ticino si avvicina all’anno della maturità con un'edizione travolgente, raccontando di sé, abbracciando la Svizzera e ospitando una serie di celebri chef stellati francesi. Nel segno della diversità e dell’inclusione

    Celebra la pluralità e la molteplicità. Celebra il gruppo, il dinamismo, la voglia di fare e di comunicare. Celebra il bello e il buono: della Svizzera e dei Paesi che, di volta in volta, è felice di ospitare. Creando un ponte culturale: fra uomini e territori. Superando i confini e rompendo gli schemi. Così fa da sempre S.Pellegrino Sapori Ticino, manifestazione giunta alla sua diciassettesima edizione: dal 24 settembre al 12 novembre. Sotto la guida visionaria e illuminata di Dany Stauffacher. Colui che già nel lontano 2007 intuì il grande potenziale dell’enogastronomia per raccontare la poliedrica e versatile anima elvetica. Sì, non solo quella di un cantone come il Ticino, ma di tutti i cantoni. Andando oltre i limiti e le barriere. E incontrando le cucine “altre”: lontane, come quelle di Asia e Sudamerica; o più vicine, come quelle della Spagna (lo scorso anno) e della Francia, protagonista dell’edizione 2023, seguendo il motto di Vive la France. Con tanto di padrino d’eccezione: Mauro Colagreco. Traduzione: tre stelle Michelin al ristorante Mirazur di Mentone; una stella green; World’s Best Restaurant 2019; e Goodwill Ambassador Unesco per la Biodiversità. Ed è proprio la biodiversità al centro di una serie di official night a tu per tu con l’eccellenza. Il che significa tredici guest chef francesi (di cui due fratelli), per un totale di ben ventitré stelle Michelin a illuminare il cielo ticinese. Narrando una Francia dalle mille sfumature: dalla Ville Lumiere alla Loira, dalla Linguadoca alla Provenza, dall’Alta Savoia alla Costa Azzurra, sino al Principato di Monaco. Non dimenticando di anticipare la rassegna con un’assoluta novità (pronta a ripetersi negli anni a venire): una serata all’Ambasciata Svizzera in Francia, a Parigi. Che ha visto la partecipazione di alcuni esponenti delle Grandes Tables Suisses e degli Swiss Deluxe Hotels, ossia i migliori 39 alberghi della galassia elvetica.

    In alto, panoramica del Luganese dal Monte San Salvatore (foto di Enrico Boggia) e dal Monte Brè (foto di Milo Zanecchia). In basso, Dany Stauffacher con gli chef ticinesi e altri scorci della Lugano Region, fra il lago e i vigneti della Tenuta Castello di Morcote

     

    La Svizzera a Parigi

    “In qualità di ambasciatore in Francia, mi rallegro che il festival S.Pellegrino Sapori Ticino 2023 sia dedicato allo scambio enogastronomico con uno dei nostri vicini. La Svizzera e la Francia intrattengono relazioni bilaterali intense in tutti gli ambiti. L’interazione fra cuochi svizzeri e cuochi francesi è un esempio concreto - e gustoso - dell’importanza della cooperazione bilaterale”, spiega (sullo splendido magazine dedicato alla kermesse) Roberto Balzaretti, ambasciatore di Svizzera in Francia. Che non trascura di far focus sulla complessità elvetica: “I piatti tipici ticinesi non sono gli stessi che nella Svizzera romanda o nella Svizzera tedesca ed è quindi importante poter far conoscere al pubblico francese la Svizzera in tutta la sua diversità”. Giusto a ribadire la vera forza della rassegna, capace di parlare al plurale, collegando e connettendo, accogliendo e includendo. Capace persino d’aver creato un déjeuner au château - alla Tenuta Castello di Morcote, con storico vigneto affacciato sul Lago di Lugano - dedicato a Maestro Martino, il cuoco bleniese del XV secolo che pose le basi della cucina moderna. Per un sapiente pranzo tardomedievale.

     

    “Condividere un pasto è il modo migliore di tessere legami duraturi”, afferma Roberto Balzaretti. 

    In alto, Domenico Ruberto e Frédéric Gardette. In basso, Fabrizio Zanetti, Yannick Crepaux e la sala del ristorante I Due Sud

     

    La cena dei quattro cantoni

    Ed è proprio l’Hotel Splendide Royal di Lugano a ospitare, domenica 24 settembre, il grand opening di S.Pellegrino Sapori Ticino. Con Domenico Ruberto (lo chef stellato dei Due Sud, come il Ticino e come la Calabria, le sue regioni di adozione e di origine) ad accogliere in cucina tre colleghi, provenienti da altri tre cantoni elvetici e da altrettanti Swisse Deluxe Hotels: Yannick Crepaux di LeCrans Hotel & Spa, a Crans-Montana (nel cantone Vallese); Frédéric Gardette del Fairmont Le Montreux Palace di Montreux (nel cantone Vaud); e Fabrizio Zanetti del Suvretta House di St. Moritz, in Engadina (e nel cantone Grigioni). Della serie, una cena dei quattro cantoni nella radiosa Lugano, col suo lungolago, con i suoi parchi e i suoi edifici in stile lombardo. Una città-fulcro di quella Lugano Region capace di mixare cucina e vino, arte e sport, natura e cultura. Basti pensare agli innumerevoli itinerari escursionistici (dal Sentiero delle meraviglie al Sentiero dell'olivo), nonché ai molteplici musei: dal MASI Lugano (Museo d’arte della Svizzera Italiana), al MUSEC (il Museo delle Culture), passando per LAC Lugano Arte e Cultura, sino a raggiungere  la Bally Foundation - Villa Heleneum e il Museo Hermann Hesse di Montagnola, frazione di Collina d'Oro. E basti pensare al poker di vette che dominano il paesaggio: il Monte Brè e il Monte San Salvatore, il Monte Tamaro e il Monte Lema. Da raggiungere (anche con gli impianti di risalita), per ammirare la bellezza dall’alto. 

    In alto, Marcel Ravin (foto di Benjamin Vergely) e un suo piatto signature. In basso, Jérôme Banctel (foto di Julie Limont) e Georgiana Viou con una sua creazione

     

    Nella splendida Lugano…

    Lugano. Calma e vivace, rigorosa eppur estrosa, con la sua anima mediterranea a duettare con le acque del Ceresio. Lugano city e Lugano Region, scenario di molte delle cene in calendario a S.Pellegrino Sapori Ticino. Del resto, è proprio al Seven Lugano The Restaurant che arriva la chef francese Georgiana Viou, di stanza al ristorante Rouge, all’interno del Margaret - Hôtel Chouleur di Nîmes. Madame Viou: originaria del Benin, laureata alla Sorbona, unica chef donna della rassegna e unica nuova chef stellata 2023 in Francia. E sempre al Seven Lugano The Restaurant giunge Jérôme Banctel, direttamente da Le Gabriel parigino (all’interno de La Réserve), con la sua cucina coraggiosa e ardita. Stessa location per La Belle Soirée, che mette in luce la grande beltà della Riviera di Montreux. Con corredo di vini vodesi nei calici. Mentre è al Grand Hotel Villa Castagnola che approda Marcel Ravin: radici tuffate nei Caraibi e piedi ben saldi al Blue Bay Restaurant del Monte-Carlo Bay Hotel & Resort. Un astro fulgente Marcel, capace di rendere onore all’orto creolo e a quello monegasco, inanellando tutti i continenti e passando per la sua Martinica. 

    Mauro Colagreco, il suo orto e i suoi piatti. Ispirati a foglie, fiori, frutti e radici - Foto di Matteo Carassale

     

    … e nella polifonica regione del Luganese

    Intanto, allo Swiss Diamond Hotel di Vico Morcote, Giuseppe Pistritto accoglie Christophe Hay, alla guida del Fleur de Loire, a Blois, sulle rive della Loira, in un luogo d’incanto attentissimo alla sostenibilità. Sono invece Villa Principe Leopoldo e il ristorante Ciani di Lugano a ospitare Emmanuel Renaut (per due sere d’autore) e la sua cucina d’alta quota, energica e delicata, leggera e profondissima, espressa al Flocons de Sel di Megève, fra i monti dell’Alta Savoia. Mentre il ristorante Meta abbraccia i fratelli Tourteaux: Gaël & Mickaël, al comando del Flaveur, nel cuore di Nizza. Che loro inebriano di spezie e melodia. E Mauro Colagreco? Anche per lui si spalancano le porte dell’Hotel Splendide Royal. Mauro: un argentino in Côte d’Azur, con gli occhi puntati sul mare, sul verde e sul calendario lunare. Nel massimo rispetto per i cicli circolari della natura e dell’agricoltura. Il tutto integrato e animato da cinque ettari di orti e frutteti, assolutamente biodinamici. Ed è sempre lo Splendide Royal a far da sfondo al final party del festival, che elegge a protagoniste le Grandes Tables Suisse (con una dedica alla cucina di Angelo Conti Rossini, il primo chef bistellato ticinese, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita). Mentre è il Casinò Lugano a mandare in scena una lounge night dalla cifra giovane e frizzante. Ed è il Seven Lugano The Restaurant a proporre (il 16 novembre) un appuntamento particolare, in collaborazione con gli chef di Eoc, l’Ente Ospedaliero Cantonale. Un progetto virtuoso, che concentra l’attenzione su gusto e salute. 

    In alto, i bros Tourteaux e Franck Putelat. In basso, Emmanuel Renaut e Christophe Hay (foto di Sylvain Bris). Al centro, un piatto di Putelat

     

    Pioggia di stelle fra Ascona e Locarno

    Cambio di scena per Giuliano Sperandio (dalle origini liguri). Che lascia (per un dì) il parigino Le Taillevent (con palese riferimento a Guillaume Tirel, detto il Taillevent e autore del Viandier, il primo libro di cucina francese, sul finir del Trecento) per raggiungere l’Eden Roc di Ascona. Dove il Castello del Sole accoglie invece Lionel Giraud, alle redini della Table che porta il suo nome, all’interno della Maison Saint-Crescent (un ex oratorio del Medioevo), a Narbonne, in Occitania. Ascona, dove il ristorante Seven attende Benoît Carcenat, un francese in Svizzera. Sì, perché lui, nativo della regione di Périgueux, guida con sensibilità La Table du Valrose, a Rougemont, nel Vaud. Al Blu Restaurant & Lounge di Locarno arriva poi Florent Pietravalle, direttamente da Avignone e dal lussuoso La Mirande, dove propone pietanze-percorsi alla scoperta dell’aromatica e variegata Provenza. E Villa Orselina? Dà il benvenuto a monsieur Franck Putelat, dominus de La Table di Carcassonne, all’interno dell’Hotel Le Parc. Un paladino di terra e mare, montagna e pianura Putelat, originario dello Jura. 

    In alto, Lionel Giraud e una sua creazione (foto di Jérémy Durand). In basso, Florent Pieravalle (foto di CChevalier), Benoît Carcenat e Giuliano Sperandio (foto di Fred Lahache)

     

    Oltre il Gottardo

    Racconta S.Pellegrino Sapori Ticino. Racconta la Francia. Racconta il Ticino. E porta il Ticino oltre il Gottardo, a Zurigo e a Losanna. Per due gala dinner d’eccezione: al The Dolder Grand e al Beau-Rivage Palace, sempre facenti parte degli Swiss Deluxe Hotels. Così, nel primo caso, lo chef Heiko Nieder ospita una serie di colleghi ticinesi: Mattias Roock del Castello del Sole di Ascona; Marco Campanella dell’Eden Roc di Ascona; Cristian Moreschi di Villa Principe Leopoldo di Lugano e Frank Oerthle della Galleria Arté al Lago di Lugano. E, nel secondo caso, fa lo stesso Thierry Buffeteau, lavorando al fianco di Luca Bellanca del ristorante Meta di Lugano; di Diego Della Schiava del The View di Lugano; di Alessandro Boleso del Grand Hotel Villa Castagnola di Lugano; e di Federico Palladino dell’osteria enoteca Cuntitt di Castel San Pietro, nel Mendrisiotto. Tutti ambasciatori della coralità ticinese.    

    T: Cristina Viggè

    22-09-2023

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