C’è chi ha pensato a un intero menu autunnale e solidale. E chi a un piatto preciso e puntuale. Come Norbert Niederkofler, che nel suo Atelier Moessmer di Brunico serve gli gnocchi di rapa rossa. Come Roberto Valbuzzi, che da Crotto Valtellina, a Malnate, presenta i tradizionalissimi pizzoccheri. Come Aurora Mazzucchelli, che nella Casa che porta il suo cognome, a Sasso Marconi, realizza i ravioli di parmigiano reggiano alla lavanda, noce moscata e mandorla. Come Marc Lanteri, che nel suo ristorante a Castagnito d’Alba propone i tajarin al tartufo banco d’Alba. E come Giacomo Devoto, che al Fuin - Cucina e Bottega di Sarzana mette a tavola un tris di testaroli; mentre alla Locanda de Banchieri di Fosdinovo manteca il risotto all’estratto di zuppa di mare ed erbe selvatiche; e da Officine del Cibo - in località Battifollo, sempre a Sarzana - dispensa La Lunigianese, complice l’impasto by Gianmarco Ferrandi. Per una pizza che rende omaggio al territorio, contemplando formaggi locali, salsiccia di Oligeri (a San Terenzo Monti) e cipolla di Treschietto caramellata. Ma moltissimi sono gli chef orgogliosi di partecipare a un’iniziativa quale Ristoranti contro la Fame, giunta alla sua nona edizione, seguendo il mantra di Nutriamo la solidarietà e rimanendo sotto la regia di Azione contro la Fame, organizzazione umanitaria internazionale che da oltre 40 anni lotta contro la malnutrizione, ne cura gli effetti e ne prevede le cause. Traduzione: fino al 31 dicembre uscire a pranzo e a cena diviene ancora più buono. Due infatti gli euro donati per ogni piatto o menu solidale scelto; 50 centesimi per ogni pizza solidale e altrettanti per una bottiglia d’acqua.