“Io adoro preparare le pagnotte. Quelle da cinquecento grammi. Da mettere al centro dalla tavola e da condividere. Ma faccio anche pezzature più piccole. Il mio obiettivo è quello di offrire pani diversi, che abbiano anche gusti e strutture differenti”, continua il giovane e saggio Busellato. Che mette sullo scaffale pure un pane da burger, prezioso di Petra 1110 bio; un pane integralissimo, con Petra 9 e Petra 1119 bio; un pane al mais Marano, arricchito da Petra 1 e Ottimais; un pane di segale e uno con ben tre tipologie di farro (monococco, dicocco e spelta). “Ma utilizzo anche Petra Maiorca nel pane. Sono un patito delle farine deboli e delicate. Naturalmente non è che tutti i giorni sforno tutti i tipi di pane. Anzi, sto mettendo a punto il calendario settimanale del pane. Mia moglie Chiara mi sta dando una gran mano con le grafiche. Il punto è stupire, stimolare, incuriosire, interessare, intrigare e attrarre il cliente sempre con qualcosa di nuovo”, precisa Luca. Che nella collezione ha introdotto il pane conciato: con pecorino, pepe e guanciale. Oppure con sopressa, ortaggi e Asiago stravecchio. “Un pane agreste, contadino. Ideale per la merenda o per uno spuntino”. Non certo dimenticando tutta la compilation di prodotti “secchi” impacchettati e prêt-à-manger. “Per cracker, grissini, panbiscotto, cantucci altre delizie mi sono affidato ai fratelli Davide e Massimo di Pane Quaglia, a Sant’Urbano. Mi piacciono loro e mi piace la loro filosofia. E ovviamente tengo anche i loro mitici Balobini”, chiosa Luca. Che non solo valorizza la filiera agricola, ma pure quella artigianale.