PizzaUp Digital Edition

    Il seme del cambiamento

    Il digitale avanza. La tecnologia accelera le relazioni. Nuovi strumenti si affacciano al futuro. E anche la pizza indaga evoluti modelli di sviluppo

    Cambierà? Questo il titolo di PizzaUp 2021. “Una domanda retorica. Perché tutto cambierà. Anzi, il cambiamento è già in atto, in maniera forte e decisa. Perché è cambiato e cambieranno gli scenari, i clienti, il modo di fare, di vendere e di presentare i prodotti. Cambieranno il concetto stesso di investimento e di spazio di lavoro”, precisa il direttore marketing di Petra - Molino Quaglia Piero Gabrieli, in apertura del simposio tecnico sulla pizza italiana contemporanea. Orgogliosamente in digital edition. Che sin dalle prime giornate ha coinvolto e messo in connessione - su un palcoscenico virtuale - oltre centosessanta persone. Grazie a una piattaforma all’avanguardia come Discord. Una casa dinamica e accogliente, in cui ritrovarsi, dialogare e dibattere fra sale, platee e laboratori. Ma anche scrivere i propri pensieri, lanciare nuove idee, suggerire argomenti di discussione. E fare qualche riflessione. Come hanno già fatto in molti: da Claudio Maucieri a Pierangelo Chifari, da Paco Magri a Giovanni Santarpia, da Massimo Giovannini ad Alessio Mattaccini, da Tommaso Vatti a Lorenzo Mordini. Mentre Renato Bosco rammentava la saggezza scientifica di Charles Darwin: “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”.

    L'intelligenza artificiale - Foto di Computerizer da Pixabay

     

    Mutatis mutandis

    “Quella di Discord è una piattaforma formidabile. Tra l’altro completamente gratuita. La stiamo adottando per il simposio ma la potrete utilizzare anche applicandola alla pizzeria. Per gestirla al meglio e coinvolgere i clienti”, spiega, rivolgendosi ai partecipanti, Gabrieli. Che ricorda anche lo spirito di PizzaUp: “Non è un corso di formazione, bensì una continua provocazione. Nutrita da tante idee, affinché possiate trasformarle in opportunità di crescita. Prodotti nuovi per esempio. Ma pure nuovi modi per proporli”. Mettendo sul tavolo anche tutti quegli ingredienti pronti ad alimentare il cambiamento. Come l’intelligenza artificiale. Basti pensare che in Corea, a Seul, esiste già un ristorante - il Mad for Garlic - in cui si ordina tramite touchscreen e si viene serviti da un robot. E sempre a Seul spicca uno store commessi free. “Questo da noi non succederà, ma la tecnologia affinché ciò accada esiste, grazie al 5G”, puntualizza il direttore marketing. Che ricorda pure il fenomeno dei gamers, diffuso anche in Italia. Una tribù fatta non solo di ragazzini, ma di adulti che giocano al computer. Videogiochi forieri di divenire luoghi di relazioni, di interazioni, di esperienze. E poi i Bitcoin: “Una valuta digitale che, come la roulette, può avere oscillazioni fortissime. Andando dalle stelle alle stalle. Ma per l’effetto della pandemia ha persino attratto l’attenzione di banche e circuiti di carte di credito". E ancora, il social distancing, che ormai è nelle teste e nelle norme; i nuovi consumatori, dagli sportivi agli appassionati di teatro; i nuovi trend, nonché l’igiene e la pulizia. “Domani tutti vorranno vivere esperienze live e digitali ad altissimi livelli di qualità e sicurezza. E la tecnologia 5G è pronta a rendere possibile tutto questo. Permettendo di trasferire info e dati in maniera istantanea. E modificando inevitabilmente le abitudini”.

    Corrado Scaglione, Massimiliano Prete, Mattia Cicerone, Arcangelo Zulli, Luca Antonio Busellato, Francesco Pellegrino e Roberto Muscas a PizzaUp 2019, ma anche protagonisti di questa edizione 2021 - Foto di Thorsten Stobbe

     

    Quo vadis?

    Poi sulla ribalta arrivano le domande, i dubbi, le perplessità. Massimiliano Prete, dominus di Gusto Divino (a Saluzzo) e di Sestogusto (a Torino): “Poniamo che io e i miei ragazzi riusciamo a realizzare una nuova linea di prodotti dolci e salati da mettere in vendita. E poniamo che vadano benissimo. Come faremo, una volta tornati alla normalità, a continuare al meglio la loro creazione? E Angelo Mazzacane, alla guida di Falernum, a Pomigliano d’Arco, Napoli: “Ma dobbiamo investire nel delivery e nell’asporto, oppure mettere al primo posto il commensale, fiero di tornare in pizzeria o al ristorante?”. E ancora, Corrado Scaglione, timoniere del Lipen di Canonica di Triuggio, in Brianza: “Sono deciso a cambiare i miei piani di comunicazione. E sto già pensando di aprire una nuova attività. Ma la nuova generazione è un mercato completamente diverso da quello quello che ho conosciuto in tutti questi anni. Quali strade devo percorrere? E come?”. “Un nuovo pubblico è una grandissima opportunità. Così come è necessario continuare a investire in idee e prodotti. Anche per tenere vivo il gruppo. Del resto, il mondo avrà strumenti nuovi e servono canali di vendita nuovi. Le relazioni con il web e con il telefonino sono ormai quotidiane. Lo sviluppo costringe a rafforzare l’online. Che non significa solo e-shop. Anzi. Dobbiamo far sentire il cliente vicino a noi, attivo e protagonista. Dobbiamo coinvolgerlo sempre. Dobbiamo creare empatia. A prescindere dal fatto che il cibo glielo serviamo o glielo spediamo. La domanda esiste. Si tratta di costruire una risposta adeguata e una serie di servizi intorno alla pizza. Oggi la pizzeria ha già trovato due nuove strade: il pane e il panettone. Ora è necessario individuare uno o più prodotti capaci di coinvolgere ancora il pubblico”, spiega Gabrieli. 

     

    Qualità analogica e digitale

    “Il costo, in economia, è un concetto positivo. Al punto da essere visualizzato e codificato con il segno +. Perché è lui a trasformare una persona in un imprenditore. E sono proprio i costi a determinare quella qualità percepita dal cliente. Qualità che ieri era determinata dalle materie prime, dall’artigianalità, dall’accoglienza, dall’arredamento. E che domani ugualmente sarà determinata dagli stessi elementi. Gestiti con una cura ancora maggiore. Ma con una variabile importante: il telefonino. Che se un tempo veniva considerato elemento di disturbo al tavolo, ora è la normalità. Tutti sono abituati a parlare sia online che offline. Anzi, molti, anche se vicini, si mandano messaggi ed emoticon. Uno slittamento importante verso il digitale. Che sarebbe avvenuto ugualmente. Forse più lentamente. Ma sarebbe accaduto”, puntualizza il direttore marketing. Che ricorda come la Nike abbia mandato sul mercato scarpe da ginnastica pronte a dialogare attraverso un’app. Affinché la suola si adatti al suolo, alla strada e al tipo di corsa o camminata. In un costante upgrade e in un continuo aggiornamento. “Ormai gestiamo tutto con lo smartphone. Dall’auto alla televisione, dal frigorifero agli elettrodomestici, fino al conto in banca. Perché il telefonino è ritenuto uno strumento utile per vivere. E la qualità passa e passerà attraverso questa tecnologia. La vita ormai si svolge fuori e dentro la Rete. E un’esperienza può risultare ancora più gratificante se condivisa anche in Rete”. La pizza non fa certo eccezione.  

    T: Cristina Viggè

    11-01-2021

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