“E la biga è indubbiamente un preimpasto flessibile. Che dà costanza e che può esser gestita nel bel mezzo di altre preparazioni”, continua Giannino. Che fa una lesson sulla biga: orchestrata in modo classico e a freddo (in frigorifero), utilizzando Petra 1 e Petra 1 HP. Mentre Simone Calore, altro g’trainer, punta l’attenzione sul poolish. La cui caratteristica è proprio quella di esser più “liquido” di una biga, vantando lo stesso peso di acqua e farina. “Talvolta è snobbato in pizzeria. Perché, soprattutto in Italia, tutti sono più appassionati di lievito madre e di biga. Per questo il poolish è un terreno inesplorato e interessante. Anche per la realizzazione della pizza tonda al piatto. Non dimenticando il suo dimostrarsi assolutamente poliedrico. Concedendo tante occasioni di utilizzo”. Insomma, alla fine è sempre lì il punto: semplificare la produzione, ampliando e amplificando la visione. Per divenire più attivi, dinamici, propositivi e al passo con un mercato che sta continuamente cambiando. Ecco perché anche il focus sul panettone. Il grande lievitato ormai entrato a far parte del mondo della pizzeria. Perché ideale da servire in loco (a fette), ma perfetto pure per l’asporto e il delivery. L’importante? “È mettersi costantemente in discussione, nonché porsi delle domande. Confrontandosi e condividendo dubbi, riflessioni e risultati. Solo interagendo e uscendo da una certa chiusura mentale si può crescere e migliorare. E magari anche cambiare”, puntualizza Nicola Borra, g’trainer specializzato in pasticceria. Pronto a indagare impasti, tempistiche, temperature e scarpature. Acidità e alveolatura. Lievito madre solido e licoli. Affinché il panettone possa diventare, anche sotto un altro formato, un prodotto all year long. E una fragrante fonte di guadagno.