E proprio alle diverse espressioni del pinot nero, uno dei vitigni cult in Oltrepò (sono quasi tremila gli ettari intitolati a lui), è stato dedicato il primo dei tre appuntamenti digitali e iper sensoriali organizzati all’interno del “progetto”. In questo caso con il contributo di due esperti quali Paolo Massobrio e Marco Gatti, pronti a selezionare sia i vini sia i prodotti di piccole realtà agricole e artigianali pavesi e oltredane. “Un’offerta che fa di questa zona un vero orgoglio lombardo, grazie allo spirito nuovo, che vede soprattutto le nuove generazioni far squadra nel segno della qualità, per affermare una via di distinzione che passa dal credere nell’immenso potenziale di questa terra vocata all’eccellenza come poche altre”, come tiene a precisare mister Gatti. Pinot Nero dunque: spumantizzato, brioso e brillante; oppure fermissimo e abissalmente noir. Poi il Buttafuoco Storico: “Una gloria italiana", ripete Massobrio. E il Riesling, renano e italico, dal tono paglierino carico e dalla verve minerale. “Contiamo circa 1.300 ettari di questo vitigno”, ribadisce con fierezza Carlo Veronese, direttore - “bianchista”, come si definisce lui - del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. E ancora, la Bonarda e il Sangue di Giuda, due frizzanti voci oltrepadane. “La Bonarda è il vino della gioia all’ennesima potenza, perché è simpatico. E al tempo stesso ha spalla e tannicità”, puntualizza Massobrio. “E con #LaMossaPerfetta abbiamo voluto alzare l’asticella. Adottando un disciplinare rigorosissimo, che prevede croatina in purezza, e coinvolgendo sedici produttori distribuiti su tutto l’Oltrepò. Perché il bello della Bonarda sta nelle sue tantissime sfumature. Che spaziano dalle nuance più fresche e fruttate a quelle più intense e profonde”, spiega Cristian Calatroni, responsabile del Progetto Bonarda. “Ma anche il Sangue di Giuda è un grande vino. Spesso ignorato dal mercato. Un vino rubino dai riflessi violacei. Il vino dell’accoglienza e della condivisione. Summa di croatina, barbera, uva rara, ughetta e pinot nero”, commenta Veronese. “Un vino dolce che sta bene persino col salame, meglio se senza aglio”, ricorda Paolo Massobrio.