Del resto, che mister Gonzato ami il pane è confermato persino da una sua pizza, tutelata e valorizzata da un marchio registrato: il PanBurrata. “Sì, l’ho registrato. Suonava così bene che volevo evitare che qualcuno ci rubasse l’idea”, precisa il pizzaiolo. Alla base? Un impasto, anzi un Pentaimpasto, realizzato con ben cinque tipologie di farine: Petra 3, Petra 5, Petra 9, semola rimacinata di grano duro e farro. “Adoro i blend”, puntualizza Gionata. Che cuoce nel forno a legna la sua pizza, arricchendo il tutto con un sugo rustico di salsiccia e porcini e posizionando al centro una burrata. “Il diametro deve risultare sui 18-20 centimetri e il cornicione deve diventare un vero e proprio pane”, spiega El Tigre. Che col Pentaimpasto fa anche le pagnotte. “Arrivo a lavorarne sino a dodici chili alla volta. Ma preparo anche pagnottelle di semola e tumminia. Quelli che io chiamo Panini Gialli. E ancora, le ciabatte e le Lingue Intorcinate. A base di semola e Petra 5037. Le ho volute chiamare così perché spesso vorrei parlare liberamente, dire tante cose, ma poi mi trattengo”, dichiara ironicamente Gonzato. Che certo non dimentica di sfoderare, con una meravigliosa metafora, le sue Zanne di Tigre. “Le pagnotte hanno una lunga durata. Ma, quando avanzano, le taglio e vado a creare dei crostini dalla forma snella e allungata, che condisco con olio e sale, poi poi tostarli in forno e metterli nei sacchetti. Sono buonissimi e in tal modo non spreco nulla”, dice soddisfatto l’artigiano. Fierissimo del suo pan brioche. Soffice e fragrante. Ricco di uova e burro. “Lui va bene sempre. Col dolce e col salato. Con la Nutella e con la mortadella. A colazione, a pranzo, a merenda, per cena. E dura parecchio tempo, una dozzina di giorni. Inoltre, ho cominciato a produrre i cookies, con Petra 5 o Petra 3. Li faccio al cacao, con pezzetti di cioccolato. Ma pure con uvetta, mandorle e rum invecchiato quindici anni, dai sentori di vaniglia. Inoltre ho ideato dei frollini integrali rettangolari con Petra 9. Sempre cotti nel forno a legna”.