La pizza italiana contemporanea ha un futuro. E pure gli strumenti giusti per affrontarlo. Con coraggio, grinta e perspicacia. Perché ci vogliono pure intelligenza, intuizione e prontezza per cogliere nuove opportunità. Come quelle che offre la sedicesima edizione di PizzaUp. Totalmente digitale. Assolutamente coinvolgente. Oggi più che mai. Perché? Semplice. Questa edition non è la mera trasposizione online dell’usuale PizzaUp, bensì un evento digitale nativo: tailor made e costruito su misura, grazie a una piattaforma giovane e all’avanguardia come Discord. Uno strumento nuovo, una grande casa capace di sostituire lo spazio fisico con uno spazio interattivo. Pronto a generare fiducia e un senso di appartenenza a una community dinamica, volitiva e propositiva. Una piattaforma-house che si rivela più una home. Perché aperta eppur intima e riservata, in grado di mettere in connessione le persone. Creando empatia e facendo circolare i loro pensieri, le loro idee, la loro voglia di dire e di fare. “L’evoluzione è spostarsi qua. È necessario fare un salto. Utilizzando questo innovativo strumento di lavoro e di socializzazione”, spiega Chiara Quaglia, amministratore delegato di Petra - Molino Quaglia. Un luogo digitale studiato per unire, aggregare, condividere, linkare. Uno scenario virtuale eppur iper reale, emozionale, sensoriale, esperienziale. Suddiviso in sale, lounge, laboratori e palcoscenici. Dove entrare, parlare, chattare, partecipare a seminari tecnici, rilasciare interviste, persino lanciare petizioni. E provocazioni. Certo. “Perché PizzaUp deve provocare. Deve offrire diversi spunti per gli sviluppi futuri”, continua Chiara Quaglia, ribadendo la filosofia evolutiva di un simposio sulla pizza contemporanea che, dal 7 al 30 gennaio, dal lunedì al venerdì, con uno o più incontri da quaranta minuti l’uno, sarà in costante divenire. Sì, un'edizione in itinere, con un programma da costruire passo dopo passo, giorno dopo giorno. Anche grazie al contributo di tutti coloro che vi partecipano. E che non sono meri spettatori passivi, ma attori protagonisti. Il bello? Che ci si può iscrivere sino alla fine del simposio e rivedere le registrazioni-repliche di alcuni incontri.