Una coinvolgente community

    PizzaUp Digital Edition

    Torna il simposio tecnico sulla pizza italiana contemporanea firmato Petra - Molino Quaglia. In una versione nuovissima. Interattiva e iper attiva. Rigorosamente online, grazie a una piattaforma all’avanguardia, capace di coinvolgere i partecipanti dal 7 al 30 gennaio 2021 in una serie di incontri, laboratori, interviste e contest

    La pizza italiana contemporanea ha un futuro. E pure gli strumenti giusti per affrontarlo. Con coraggio, grinta e perspicacia. Perché ci vogliono pure intelligenza, intuizione e prontezza per cogliere nuove opportunità. Come quelle che offre la sedicesima edizione di PizzaUp. Totalmente digitale. Assolutamente coinvolgente. Oggi più che mai. Perché? Semplice. Questa edition non è la mera trasposizione online dell’usuale PizzaUp, bensì un evento digitale nativo: tailor made e costruito su misura, grazie a una piattaforma giovane e all’avanguardia come Discord. Uno strumento nuovo, una grande casa capace di sostituire lo spazio fisico con uno spazio interattivo. Pronto a generare fiducia e un senso di appartenenza a una community dinamica, volitiva e propositiva. Una piattaforma-house che si rivela più una home. Perché aperta eppur intima e riservata, in grado di mettere in connessione le persone. Creando empatia e facendo circolare i loro pensieri, le loro idee, la loro voglia di dire e di fare. “L’evoluzione è spostarsi qua. È necessario fare un salto. Utilizzando questo innovativo strumento di lavoro e di socializzazione”, spiega Chiara Quaglia, amministratore delegato di Petra - Molino Quaglia. Un luogo digitale studiato per unire, aggregare, condividere, linkare. Uno scenario virtuale eppur iper reale, emozionale, sensoriale, esperienziale. Suddiviso in sale, lounge, laboratori e palcoscenici. Dove entrare, parlare, chattare, partecipare a seminari tecnici, rilasciare interviste, persino lanciare petizioni. E provocazioni. Certo. “Perché PizzaUp deve provocare. Deve offrire diversi spunti per gli sviluppi futuri”, continua Chiara Quaglia, ribadendo la filosofia evolutiva di un simposio sulla pizza contemporanea che, dal 7 al 30 gennaio, dal lunedì al venerdì, con uno o più incontri da quaranta minuti l’uno, sarà in costante divenire. Sì, un'edizione in itinere, con un programma da costruire passo dopo passo, giorno dopo giorno. Anche grazie al contributo di tutti coloro che vi partecipano. E che non sono meri spettatori passivi, ma attori protagonisti. Il bello? Che ci si può iscrivere sino alla fine del simposio e rivedere le registrazioni-repliche di alcuni incontri.

    I laboratori, fra gesti e impasti - Foto di PizzaUp 2019 by Thorsten Stobbe

     

    Lab multimediali

    Tre le room di lavoro. Pensate per ascoltare ma pure per mettere le mani in pasta. Tre i laboratori tecnici, organizzati in simultanea e ciascuno guidato e coordinato da un g’trainer. Ecco allora la gestione del lievito madre, ma anche delle bighe e dei poolish in frigorifero; l’idratazione corretta per il lievito in crema; la realizzazione di varie tipologie di impasto, così da ottenere strutture soffici o croccanti; nonché la creazione di basi studiate ad hoc per l’asporto e il delivery, col supporto di cereali diversi. E poi le farine HP, le analisi sensoriali, il corretto utilizzo dei brick, i bun, nonché il panettone. Un nuovo cult per la pizzeria: fra gestione, problematiche, approfondimenti, criticità e curiosità. Non dimenticando la realizzazione di biscotti e altre fragranti leccornie. Da servire nel proprio locale, ma anche da insacchettare e vendere. Perché la pizzeria moderna è in perenne movimento e mutamento, e deve trovare nuovi canali d’espressione, comunicazione e sviluppo. 

    Ascoltare ma anche interagire. In questa edizione digitale di PizzaUp i partecipanti sono parte attiva e propositiva del simposio - Foto di PizzaUp 2019 by Thorsten Stobbe

     

    Marketing, fra realtà e visione

    Sì, tutto è cambiato. Il covid ha sparigliato le carte e modificato le regole. Come ben ricorda Piero Gabrieli, direttore marketing di Petra - Molino Quaglia, riprendendo la riflessione di Mariano Corso, direttore dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano: “La stima, basata sulle previsioni di aziende e lavoratori, è che dopo la pandemia oltre un terzo dei dipendenti italiani sarà in smart working”. Il che significa reinventarsi. E reinventare il proprio operare nel settore ristorativo. O per lo meno riformularlo e risintonizzarlo su nuove frequenze. Per far sì che esso sia sostenibile e futuribile. Per questo PizzaUp si concentra anche sul marketing e sulla gestione, analizzando i costi, i ricavi, le materie prime, ma sopratutto dinamiche vie di vendita e di comunicazione. Della serie, delivery e take away, e-shop e e-commerce, Facebook e Instagram. Il futuro corre veloce, mette l’acceleratore e passa necessariamente attraverso Rete. Perché è nel web che si plasmano le domande, le risposte e i giudizi dei consumatori. Per questo è indispensabile essere preparati. Sapere bene cosa dire, cosa mostrare e come mostrarsi. Costruendosi un’immagine precisa, in grado di raccontare al meglio il proprio essere e il proprio fare. Senza mai venir meno alla verità. 

    PizzaUp 2021: per dire, fare e condividere idee - Foto di PizzaUp 2019 by Thorsten Stobbe

     

    Interazione e condivisione

    E poi? C’è la questione della visibilità. Dei Petra Selected Partners. E di chi partner lo diventerà. PizzaUp non dimentica di essere anche una ribalta, un palcoscenico. Sul quale salire per potersi esprimere. Come? Attraverso interviste, in cui raccontarsi e raccontare. Per esempio come si è deciso di affrontare il domani: magari rimodulando i ruoli della brigata, mettendo in atto visionari progetti, utilizzando gli strumenti social in modo più performante, oppure dando più valore al prodotto e aggiungendo quel quid che fa la differenza. Interviste trasmesse live e condivise su Facebook, Twich e YouTube. Così da arrivare a un ampio pubblico di ascoltatori. In una sorta di megafono multitasking. E se il 30 gennaio si può assistere all’elezione dei new Petra Selectend Partners, durante tutto il simposio digitale si può intervenire attivamente anche in tre “canali” ben precisi della piattaforma. Quello delle petizioni, quello della stampa e quello del contest. Nel primo? Ognuno ha la possibilità di inserire una propria riflessione, un proprio dubbio, un proprio suggerimento sull’universo pizza. Risultato? Le tre idee più votate vengono discusse in un incontro, che vede attori protagonisti coloro che le hanno “lanciate”. Nel secondo invece è possibile mettere in evidenza un argomento sul qualche concentrare l'attenzione, parlandone con un giornalista o un blogger. E nel terzo l’invito è quello di “postare” la foto di una pizza, messa a punto in questo particolare momento storico, narrando il perché e il percome, facendo trapelare le emozioni e soffermandosi sullo storytelling di tale creazione. Ambasciatrice di un messaggio, di un territorio, di una filiera, di un affetto. Di mani che traducono in materia l’immaginario. E la pizza più votata? Viene premiata in chiosa di PizzaUp, il 30 gennaio. Volando sui social, fra video, parole e hastag colmi di ottimismo.  

    T: Cristina Viggè

    07-01-2021

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