Dunque, come si può spiegare una pizza da remoto? Raccontando che quella pizza è molto più di una pizza. “E lo posso fare attraverso la metafora. Figura retorica che implica un trasferimento di significato. Facendo apparire vicinissimi due concetti lontanissimi. Poesia e scienza sono strapiene di metafore. Se io dico: Giovanna è veloce come un fulmine. Oppure: la mia nipotina è un terremoto. Creo delle metafore. Che comunicano quel concetto in modo esplosivo. Molto più che in modo letterale. Ecco. Bisogna suggerire, evocare una sensazione. Anche usando la fantasia. In modo da colmare il baratro e la distanza abissale che separano me da colui col quale voglio comunicare”. E la metafora lo sa fare benissimo. “Se volessi descrivere il gusto salato e incisivo di capperi e acciughe potrei farlo in modo efficace con una metafora, come quella di un bosco di abeti in un fondovalle. E ancora, se volessi raccontare una pizza tradizionale potrei evocarne la solidità e l’imponenza attraverso l’immagine di una quercia secolare. Mentre un impasto soffice e morbidissimo potrebbe metaforicamente sublimare in un manto di neve fresca. È necessario offrire rimandi sinestetici illuminanti. Per viaggiare fra dimensioni apparentemente molto distanti. Dire mi sento come un prato in maggio significa urlare la propria gioia. Per un musicista le metafore sono i suoni. Un musicista cerca attraverso i suoni di comunicare delle sensazioni, delle emozioni. Ma anche chi fa la pizza può creare tutto questo. Per esempio chiamando la propria pizzeria Un giardino d’oleandri. Ricordando così un mondo di profumi e di visioni paradisiache”. Non solo. “È inutile, quando si gira un video, svelare come preparo la pizza. Meglio forse ambientare le riprese in un bosco, fra le colline, andando oltre quello che si sa già e che è già palese”. Del resto, non è poi così difficile. Visto che la metafora fa leva su valori universali. Universalmente condivisi. E, a pensarci bene, anche le pizze più celebri come la Marinara, la Margherita, la Quattro Stagioni, la Capricciosa, la Cosacca, la Bismarck sono costruite su metafore ed evocativi rimandi. Sarebbe bello che nel 2021, a settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, la Divina Commedia e le sue straordinarie metafore - ma pure il suo generoso paniere di allegorie, iperboli, similitudini, ossimori e onomatopee - tornassero a esser d’ispirazione per la comunicazione. Anche della pizza.