E mentre la primavera sboccia, fioriscono nuove pietanze. Come l’Uovo barzotto: marinato alla soia e accompagnato da asparagi e spuma di patate. E ancora, l’Assoluto di carciofo, aromatico e terragno, con il suo gambo in salsa, una maionese alla liquirizia e i topinambur. “A Napoli il carciofo arrostito rappresenta il secondo piatto della domenica. Il nostro in particolare proviene da Paestum”, ricorda Gaetano. Che mette in lista anche La Scarpetta, a suon di polpetta fritta e riduzione di pomodoro; la Genovese nascosta (dentro ai ravioli), complici peperone crusco, cipolla rossa di Tropea in agrodolce e pecorino; la Mesca Francesca con piselli, limone panna acida; nonché curiose Lievi(t)… Azioni. Traduzione: spaghettoni di Gragnano con burro d’albeggio affumicato, lievito di birra, bottarga di tonno e limone. Agrume-refrain che torna in molte portate. Anche salato. Come accade nella Giovenca in Primavera: una battuta al coltello preziosa di shiso, cipolla fermentata, verdure affumicate in agrodolce e brodo freddo di finocchio. E per chi ama il mare? Voilà la triglia, con kefir ed erba cipollina; il sashimi di ricciola con passion fruit, mela verde, zenzero e misticanza; e il tonno rosso accompagnato da crema di fave, maionese alle acciughe e ortaggi alla plancia. “Dall’orto del nostro b&b raccogliamo insalatine, erbe aromatiche e finger lime”, puntualizza Marinaccio. Che non tradisce il Risotto Giallo. “Ci abbiamo impiegato sei mesi per raggiungere il nostro scopo: un gusto umami all’ennesima potenza. Usiamo un parmigiano reggiano di cento mesi, un burro acido alla Marchesi maniera, polline, olio al cipresso, fava tonka e zafferano I Tre Pistilli. Una giovane realtà, partita nel periodo in cui anche noi abbiamo avviato la nostra. Invece per il riso mi affido ad Acquerello. Mi piace andare a trovare Piero Rondolino, guardare le risaie e ascoltare le sue storie”, confessa il patron.