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Qui ed ora

Il valore della vicinanza

Glocal. Inciampai in questa parola negli anni Novanta, preparando un esame all’università. Fu amore alla prima lettura. Un po’ perché adoro i neologismi (tanto quanto gli arcaismi), un po’ per via dell'assoluta capacità che il temine ha di fotografare la contemporaneità. Glocal: illuminata crasi di globale e locale, totale e parziale, grande e piccolo, largo e stretto, incommensurabile e misurabile, ramo e radice, visione e appartenenza, uguaglianza e differenza. Glocalizzazione. In giapponese: dochakuka, inizialmente utilizzato per indicare le moderne tecniche agricole adattate alle condizioni locali. Poi tradotto in inglese dal sociologo inglese Roland Robertson e in seguito rielaborato dal filosofo e accademico polacco Zygmunt Bauman. 


Glocal. A indicare il rapporto dialettico, dialogico e dinamico fra global e local. Intesi non come opposti. Al contrario, come complementari e interconnessi. Per questo, come insegna magister Corrado Assenza, dopo tanto viaggiare, esplorare e guardare oltre dovremmo tornare a osservare il vicino, l’autoctono, l’indigeno. Il che non significa ignorare il lontano. Anzi, la prospettiva globale non può e non deve mancare. Significa solo riconquistare il senso del qui ed ora, motivati da una pandemia che esorta a un ritorno al localismo. Sì, al genius loci. La spiritualità intrinseca di un luogo. Perché, come scrisse Servio Mario Onorato in un commento al V libro dell'Eneide: "Nullus enim locus sine genio". Non vi è luogo senza genio. Senza cultura, tradizione, materia, immaginario. Genius dal latino gignere: generare, creare. Genius nell’accezione del daimon greco: creatura intermediaria fra gli uomini e gli dei. Della serie, se lari e penati erano i protettori della casa e della famiglia, i genii lo erano del luogo abitato e frequentato dall’uomo.


In questo numero di Fuori andremo punto e a capo, cercando il genius loci. Indagando il localismo. Puntando sul territorio, sulla filiera, sull’hic et nunc. Sulla cura e sul rispetto di quello che ci sta intorno. Ovunque noi siamo. In Italia o all’estero. Per riscoprire, recuperare, tutelare, valorizzare la prossimità. Per dar voce al senso di vicinanza, non eludendo la distanza. Colmata grazie alla velocità dei social network, del web e della Rete.

T: Cristina Viggè

03-03-2021

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