Camminare & Pedalare

    Andamento lento

    En plein air. A piedi, in bicicletta, in e-bike. Salendo e scendendo. Lungo sentieri di montagna e di campagna. Attraversando borghi e castelli, vigneti eroici e noccioleti bucolici, limonaie e passerelle panoramiche. Voilà qualche suggerimento per escursioni urbane e rurali dalle spettacolari e vertiginose sfumature

    Passeggiare è bello. Ma pure pedalare. Con la bella stagione rinasce e si risveglia il desiderio di contatto con la natura, respirando all’aria aperta. Del resto sono proprio prossimità, sostenibilità e outdoor le parole chiave di un nuovo modo di viaggiare, guardare e vivere momenti preferibilmente slow. Come hanno ben chiarito gli Stati Generali Mondo Lavoro - Turismo, serie di appuntamenti (in modalità mista, fisica e digitale) che hanno avuto la capacità di affrontare e approfondire tematiche attualissime. Mettendo in connessione istituzioni, organizzazioni, aziende, stakeholder e startup, per un confronto volitivo e propositivo su un possibile scenario del mondo dell’accoglienza e dell’esperienza. Inclusa quella en plein air. Via libera quindi a escursioni sartoriali da sperimentare in piccoli gruppi. Camminando o muovendosi in bicicletta, fra la città e la campagna, i boschi e gli specchi d’acqua, le valli e le colline, le botteghe, le cantine e le panchine (giganti). Per un andamento colto e lento, orizzontale e verticale. 

    La cultura si fa anche camminando o pedalando lungo i piemontesi Sentieri Gastronomici

     

    In Piemonte, lungo i Sentieri Gastronomici

    Tornano. Dopo il successo dello scorso anno. I gustosi itinerari nati da un’illuminata idea dello chef Diego Bongiovanni per valorizzare il territorio piemontese e le piccole aziende agricole locali si rimettono in pista con un calendario più appetitoso e grintoso che mai (in palinsesto fino a novembre). Divenendo ancora più tailor made e performanti. Per guidare i curiosi viandanti nella bellezza e nella bontà di una regione energica e vitale. Come? Tenendo ben saldi i piedi per terra (o sul pedale), ma non trascurando di omaggiare la cultura e la natura, assaporando vini autoctoni e prodotti indigeni e ribadendo quel forte legame che indissolubilmente lega paesaggio e assaggio. Fiore all’occhiello? Il tour in e-bike che inanella Neive, Barbaresco e Treiso, snodandosi per trentasette chilometri fra vigneti, cascine e cantine, incluse quattro chiacchiere con i produttori. Ma intriganti sono pure gli itinerari tra gli infernot (tipici ambienti ipogei scavati nella pietra da cantoni e vocati alla conservazione del vino), le vigne e i castelli del Monferrato (come quello di Fubine, alias Palazzo Bricherasio). E persino fra le torri e le botteghe di Asti. Per un incontro ravvicinato con la Cattedrale e le paste di meliga, il vermouth e il gianduia, il Battistero di San Pietro in Consavia e l’Asti Spumante, l’Arneis by Terre Alfieri e la Freisa de iDivini di Isola d’Asti, il Moscato d’Asti Berlet targato Dogliotti (figlio della storica vigna di famiglia) e l’Uceline di Cascina Castlet: vino rosso dall’onirica e surreale etichetta serigrafata, fiero di recuperare un vitigno d’ancestrale tradizione quale l’uvalino. Per continuare con gli iter a piedi: a spasso per Barbaresco; lungo le valli occitane, con corredo di merenda sinoira; a Castagnole delle Lanze per conoscere le nocciole e la fioritura dello zafferano; a Costigliole d’Asti per sedersi sulla Panchina Gigante; e a Isola d’Asti per un vis à vis con Freisa e fassona. Non dimenticando Alba, Barolo, Torino, gli eroici vigneti di Gattinara, la selvaggia Val Curone e il lato più goloso del Monviso. Il re di pietra delle Alpi Cozie. E per i più esigenti? Percorsi cuciti su misura. 

    Grazie a Visit Brescia, sono moltissimi gli itinerari proposti in tutta la provincia

     

    Nel Bresciano, tra laghi, fate, graffiti e limonaie

    Dalle Alpi alle piramidi il passo è breve. Basta infatti raggiungere la provincia di Brescia per scoprire le Piramidi di Zone, note come le “Fate di pietra”. Si tratta di imponenti guglie, sormontate da un macigno, che possono raggiungere i trenta metri di altezza e gli otto di circonferenza. Resti spettacolari di un millenario ghiacciaio, a modellarle è stata l’azione costante ed erosiva delle acque. Per raggiungerle? Basta salire da Marone, borgo pittoresco sulla sponda del Lago d’Iseo. Per poi camminare all’interno della riserva naturale. Ma tante sono le proposte dell’eclettica provincia lombarda. Che a Gardone Riviera sfoggia il dannunziano e mirabolante Vittoriale degli Italiani, di cui ricorre il centenario; che a Lonato presenta la Casa del Podestà; e che nel cuore della Valle Camonica svela il suo patrimonio (dell’Umanità Unesco) di incisioni rupestri. Ma all’appello non mancano la Valle delle Cartiere e il Museo della Carta di Toscolano Maderno, da conoscere in un percorso trapunto di prati, vertiginose forre e una vecchia centrale idroelettrica; e l’Alta Via dei Forti, sentiero che ripercorre le linee di fortificazione della Prima Guerra Mondiale tra grotte e trincee scavate nelle rocce lungo il periplo del Lago d’Idro. Ma passo dopo passo si possono anche inanellare il Cammino di Carlo Magno, che va da Lovere a Ponte di Legno, seguendo le orme del mitico imperatore; oppure la Via Valeriana, antico tracciato che linka Pilzone ed Edolo, per poi proseguire verso l’Aprica e il Passo del Tonale. Senza dimenticare Brescia city, il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia e l’area archeologica del Capitolium, che fa focus sulla vetusta Brixia. Per poi andar su, verso l’Alto Garda e le limonaie, scenografici giardini d’agrumi con vista lacustre: quelle di Pra dela Fam a Tignale, di La Malora a Gargnano e del Castel a Limone sono state restaurate e aperte al pubblico. E proprio da Limone a Riva si snoda una ciclopedonale mozzafiato a picco sul blu del lago. Percorribile anche la sera, grazie a un’illuminazione a led. Mentre la Ciclovia dell’Oglio si tuffa nel verde, la Franciacorta affascina con cinque iter eno-ciclo-turistici e la Greenway delle Valli Resilienti offre un adrenalinico zigzagare fra Brescia, la Valle Trompia e la Valle Sabbia. Per gli amanti di tutti i volti delle due ruote: slow, road e mountain bike. 

    Scollinando in Oltrepò Pavese va in scena fino alla fine di ottobre

     

    Scollinando in Oltrepò

    E sempre in Lombardia, ma in terra di Pavia, si rinnova nel 2021 la programmazione di Scollinando: progetto nato nel 2007 grazie all’attivissimo Consorzio Club del Buttafuoco Storico, di cui ricorrono i 25 anni dalla fondazione. Obiettivo? Promuovere, comunicare e valorizzare l’Oltrepò attraverso degustazioni itineranti all’insegna del genius loci. Un format esperienziale che non cambia, ma che si fa ancor più sartoriale, personale e puntuale. Sedici le maison partecipanti, tutte quelle del Buttafuoco Storico. Fiere di mettere a segno una serie di visite guidate ad hoc: disponibili rigorosamente su prenotazione e per piccoli gruppi, ogni sabato e domenica, fino al 31 ottobre. Con partenze alle 11 e alle 15 dalla piazzetta del Buttafuoco Storico di Canneto Pavese. Ogni appuntamento - in totale sicurezza e nel pieno rispetto delle normative - è scandito in più tappe. Si inizia con una full immersion nel green, passeggiando tra i filari col vignaiolo. Per poi strutturare il prosieguo insieme al viticoltore, scegliendo una mini esperienza di working in vigna, un momento in cantina o una tappa in bottaia. A seguire? Tasting guidato di tre delle etichette più emblematiche di un territorio che si estende fra i torrenti Versa e Scuropasso. Per sorseggiare il Buttafuoco, ma pure la Bonarda frizzante (alias #LaMossaPerfetta), un buon Riesling o un brillante Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese. In pairing con prodotti a filiera cortissima. Per un allegro andare a ritmo di salame, coppa, pancetta e formaggi, come la tipica caciotta. 

    T: Cristina Viggè

    25-06-2021

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