Ortaggi. “Certo, uno dei terrazzamenti è destinato all’orto. Coltivo pomodori, peperoni, melanzane, cavoli, rucola, porri, cipolle e zucchine. Quelle lunghe, color verde chiaro, da cui si ricavano i tenerumi. Ma ho pure tante piantine aromatiche. Timo, menta, melissa, salvia, rosmarino, basilico nero, peperoncino. Inoltre cammino e raccolgo: l’origano di timpa, la salvia bianca, il finocchietto selvatico, il rosmarino, la nepitella. Per meglio riconoscerli ho chiesto aiuto a un intenditore. Del resto, le piantine che crescono all’ombra sono ben diverse da quelle accarezzate dal sole. Poi qua intorno è un tripudio di fichi d’India, aranci, limoni, melograni. E che dire dei capperi? Scendono a cascate dalle rocce. La natura è parte integrante del mio progetto. Alimenta tutto quello che faccio”, continua l’artigiano. Che ha deciso di allestire persino un’area-solarium. Arredandola con sedute e poltrone all’ombra degli alberi. “Questo posto è fatto di silenzio, di quiete, di verde, di tranquillità. Ideale per riposare, per leggere un libro. C’è gente che arriva alle 8 e se ne va nel tardo pomeriggio. È un locale a più velocità. C’è chi giunge in maglietta e calzoncini, con zaino sulle spalle e bastoncini in mano, e chi invece viene per la cena. Magari in tacchi alti. Tanto poi se li toglie, tenendo le scarpe in mano”, dice sorridendo Claudio. Anche se il ristorante non è affatto difficile da raggiungere. “Basta lasciare l’auto nel parcheggio del Parco Forza. A 50 metri ci siamo noi”.