Sì, Anton ha fatto un’esperienza anche nella brigata di sala di Sestogusto, l’insegna torinese di Massimiliano Prete. Uno dei protagonisti del film, patron anche di Gusto Divino, a Saluzzo. Cittadina che lo vede impegnato in un progetto quale la Porta delle Terres Monviso (in piazza Buttini): un contenitore di bellezza e di bontà, pensato per far conoscere al mondo le terre del Re di pietra, candidate (insieme alla stessa Saluzzo) a Capitale italiana della cultura 2024. Ambizione e audacia, dunque. Unitamente a umiltà, determinazione e passione. Sono queste le virtù che accomunano gli uomini della pellicola bronziniana. Certo, perché oltre al poeta-lievitista Massimiliano, la cinepresa coglie e cattura lo sguardo e il cuore dello chef Enrico Crippa, tristellato e illuminato capitano del ristorante Piazza Duomo di Alba; monsieur Bruno Ceretto - figlio di Riccardo e padre di Roberta - che con grande coraggio, negli anni Settanta, porta nelle Langhe il concetto di cru, dando nuovi stimoli alla maison di famiglia; Beppe Gallina, titolare dell’omonima e super dinamica pescheria (con cucina) nel mercato di Porta Palazzo; Martino Patti, il pastore contemporaneo (con un dottorato alla Normale di Pisa) di Cascina Badin, a Castagneto Po, in perfetto equilibrio fra capre e formaggi d’autore; e Oscar Farinetti, dominus di Fontanafredda (a Serralunga d’Alba) e founder di Eataly, che conta numerose insegne in Italia e nel mondo.