Più di cinquanta le produttrici presenti, tutte under 35. E tutte caparbie, determinate, resilienti e appassionate. Ambasciatrici della memoria e del domani, di un fare analogico e di un credere nel digitale. Al fine di diffondere la cultura del buon vino. Nel segno dell’empatia e dell’energia. A conferma, un’iniziativa - nata su impulso della vigneronne Beatrice Gaudio - quale Adotta una Sbarbatella, che porterà le produttrici piemontesi ad ospitare le colleghe provenienti da altre regioni. Per gemellaggi forieri di nuove idee. Sbarbatelle in movimento insomma. Ma anche ferme ai banchi d’assaggio, attivi dalle 11 alle 19. Per un totale di oltre 150 etichette provenienti da tredici regioni italiane: Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Sicilia. Ma non finisce qua. Visto che la Sala delle Feste, al piano nobile del castello, è pronta a ospitare tasting di approfondimento. Che si aprono sabato 17 luglio (alle ore 12) con Violetta Babina, dalla maison friulana Specogna; per continuare (alle 15) con Ines Giovanett dell’altoatesina Castelfeder. Domenica 18 luglio tocca invece a Cristina Cannata delle Sette Aje siciliane e a un momento di riflessione dal titolo Quanto sono social le Sbarbatelle? L’evento, le produttrici, i vini. In cui Barbara Sgarzi, autrice di Social Media Wine - Strategie, strumenti e best practice per comunicare il vino online, dialoga con la sommelier Bianca Roagna e le produttrici Michela Adriano e Chiara Condello.