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Alta cucina di montagna

Chris, Mons e les Collectionneurs

Torna a Dobbiaco, dal 7 al 10 ottobre, il Dolomiti Gourmet Festival, progetto voluto e firmato da Chris Oberhammer, chef e patron del ristorante Tilia. Con lui? Artigiani, produttori, agricoltori e contadini, fieri di raccontare l’autentico territorio altoatesino. Ma pure molti chef del prestigioso circuito presieduto da Alain Ducasse, pronti a osservar le montagne da un inedito punto di vista

Gustav Mahler soggiornò qui. A Dobbiaco. Per ben tre estati: dal 1908 al 1910. Isolato, romito e immerso nel silenzio quasi ascetico di Dolomiti che oggi sono Patrimonio dell’Umanità. Componendo la Nona Sinfonia, la Decima (rimasta incompiuta) e il celebre Das Lied von der Erde: Il Canto della Terra. Lo sa bene Chris Oberhammer, che a Toblach vive e lavora. Cantando lodi alla terra. Inchinandosi alla terra. E rendendo omaggio alla terra. Nel suo Tilia: ristorante posizionato nel parco dell’ex Grandhotel Toblach (oggi vivacissimo centro culturale), illuminato non solo dalla stella Michelin, ma pure dalla luce. Che entra ed esce, colmando di energia una serra-salotto nutrita da vetro, acciaio, aria, cemento e cielo. Tilia: come tiglio, in latino. Sinonimo di semplicità, umiltà, modestia, ospitalità, riservatezza e relax. Tutti valori cari a Chris. Ancora una volta regista, dominus e direttore d’orchestra del Dolomiti Gourmet Festival. Che torna, per l’ottava edizione, dal 7 al 10 ottobre, ad accendere i riflettori sull’Alta Val Pusteria. Proponendo una vibrante lettura del territorio, in perfetto equilibrio fra genius loci e respiro internazionale, verticalità alpina e visioni lungimiranti. Anche grazie alla partecipazione e alla collaborazione di tanti chef facenti parte di les Collectionneurs, il dinamico circuito - presieduto da Alain Ducasse - che riunisce ristoratori, albergatori e viaggiatori accomunati della passione per la scoperta. Circuito di cui Chris fa orgogliosamente parte. Facendosi capofila di un messaggio forte e trasparente: valorizzare la montagna, guardando oltre le cime. 

In senso orario: Chris Oberhammer, Enrico Marmo (foto di Lido Vannucchi), Michele Pili, Matteo Felter e Andrea Costantini (foto di Cristiano Cristolfi)

 

Il sacro fuoco dell'estro

È infatti una sorta di mountain welcome l’incipit della kermesse. Giovedì 7 ottobre, a cena, al ristorante Weberhof. Ospiti? Matteo Felter, chef resident del Grand Hotel Fasano, a Gardone Riviera, sul Lago di Garda; e Michele Pili, alla direzione culinaria del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, sulle rive del Lago di Lugano. Pronti a mettere a fuoco la creatività, al ritmo della brace. Venerdì 8 ottobre poi il palcoscenico è tutto per Mons: il progetto firmato Oberhammer che pone al centro l’abissale senso della montagna: come prospettiva e principio guida. Nel segno di un onestamente sostenibile che abbraccia stagionalità, regionalità e rispetto per l’ambiente. Ecco dunque una passeggiata per Dobbiaco, scandita da saggi assaggi. Alla scoperta di agricoltori, contadini e produttori. Di miele, latte, patate e speck. Per un farmers tour capace di incarnare pienamente quel vero e selvaggio Monslive leitmotiv portato avanti dallo chef dobbiachese. In un’empatica connessione-interazione-narrazione fra cibo, natura e persone. A impreziosire il tutto? Un pranzo al Maso Klaude, a base di carni e ortaggi cucinati a fuoco vivo da Chris. Mentre Anita Mancini - maître e sommelier del Tilia - dispensa vini autoctoni, birre e succhi preparati artigianalmente con erbe, frutti e fiori. E la sera? Al ristorante Samyr sono Enrico Marmo dell’Arborina Relais di La Morra e Andrea Costantini del Regina Adelaide di Garda a mescolare sapientemente Langhe, lago e ingredienti indigeni a filiera cortissima. Per poter osservare le Dolomiti da un’altra prospettiva.

In senso orario: Andrea Ribaldone (foto di Onstage Studio), Emanuele Petrosino, Pasquale Rinaldo, Viivien Durand e Giuseppe Costantino

 

Sinfonia sensoriale

Sì, guardare le Dolomiti da una differente angolazione. Anche grazie a un esclusivo volo in elicottero. Così, la mattina di sabato 9 ottobre, gli chef les Collectionneurs mettono le ali e sorvolano le vette. Dominando le Dolomiti. Fonte d’ispirazione anche per la soirée, di scena nella superba Gustav Mahler Hall del Cultural Center intitolato al celebre compositore e direttore d’orchestra boemo. Il tutto anticipato da un aperitivo glamour nella Boutique Franz Kraler. Protagonisti del gala dinner? Chris & Friends. Il che significa Andrea Ribaldone, impegnato su più fronti, dal coordinamento di Identità Golose Milano alla cura di progetti ristorativi come quelli di Borgo Egnazia a Savelletri di Fasano e del Lino di Pavia, sino alla nuova avventura al meneghino Hotel Sina De La Ville, come chef-coach della linea di cucina italiana de Il Vizio; e ancora, Emanuele Petrosino, di stanza al Bianca Relais di Oggiono, sul Lago di Annone; Pasquale Rinaldo del ristorante D’Amore a Capri; Giuseppe Costantino, capitano della Terrazza che porta il suo cognome a Sclafani Bagni, nel Parco delle Madonie; e Vivien Durand de Le Prince Noir, a Lormont, vicino a Bordeaux. E se ai vini ci pensa Anita Mancini, a solleticar l’udito vi è il sound jazz e pop firmato l’Anamica Lindig & Band, direttamente da Monaco. Un trio straordinario, formato dalla cantante Anamica Lindig, dal bassista Dominik Palmer e dal pianista André Schwager. A chiosa del festival? Un brunch d’autore al Dolomiten Hotel, domenica 10 ottobre. Per assaporare le mirabilia norcine di Massimo Spigaroli, timoniere dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, e i gelati funambolici e ironici di Sergio Dondoli, istrionico artigiano di San Gimignano. La verticalissima città delle torri. Altro Patrimonio Unesco.    

T: Cristina Viggè

05-10-2021

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