Salotto segreto

    Terry Monroe e l’età dell’Oro

    Si chiama Oro - Scrt Room il nuovo salotto alchemico di madame Monroe. Celato in una speciale “Sacrestia”, lungo il milanese Naviglio Pavese. Una riservatissima cocktail society, le cui chiavi d’accesso sono colori, profumi, spezie e aromi. Per drink sartoriali, profondamente sensoriali

    “L’idea è semplice. Tornare a concentrare l’attenzione sul drink. Gli ultimi anni sono stati troppo estremi per la miscelazione. Invece il cocktail va vissuto senza che il bartender diventi una presenza invadente. Deve piuttosto accompagnare il cliente al piacere di bere qualcosa di suo gusto o che lo sappia incuriosire. Ecco perché qui i riflettori sono spostati dal bancone al salotto, che diviene assoluto protagonista. Il salotto come luogo di condivisione, di interazione, di connessione, di conversazione”, spiega Terry Monroe, raccontando la sua neonata “stanza segreta”: Oro - Scrt Room, sul Naviglio Pavese. “Ero a Londra e mi sono detta: ma in Italia non esiste una vera cocktail society. Un club esclusivo, fondato sul valore dell’appartenenza. Così ho pensato fosse giunto il momento per crearne uno”, continua Terry. Per molti Terylin. Per l’anagrafe Maria Teresa. Classe 1975, radici lucane, capelli flessuosi e biondi, studi in scienze erboristiche e da una vita a Milano. Dove, dal ’97, guida la sua creatura: Opera 33, in via Farini. “Lì lavoro moltissimo con le spezie”, precisa orgogliosa lei. Che nel frattempo ha realizzato Speziology: lab-drogheria nutrito dal fascino dell’alchimia. Dove nascono mirabilia, e si sviluppano consulenze e corsi di formazione. Sì, perché Terry non solo sa fare, ma pure insegnare e ascoltare. Da qui le docenze presso le migliori scuole di mixology e il contributo come aromatière per maison che producono liquori e distillati. Dinamica e caparbia Terry. Che ora entra nella magica età dell’oro.

    Terry Monroe dietro il bancone di Oro - Scrt Room, a Milano - Foto di Erik Hor

     

    Cocktail Society

    “Io sono la perpetua, Terry è la maîtresse”, interviene Valentina Carola, domina (da ben ventun anni) della Sacrestia Farmacia Alcolica, al civico 20 di via Conchetta. Dove si nasconde anche la secret room della Monroe. Un bar nel bar per capirci. Sacrestia sopra, Oro sotto. Cocktail Society che, naturalmente, ha le sue rigorose regole d’accesso. Passaparola in primis. Per iscriversi basta invece andare sul sito ufficiale oppure sui social. E, una volta fatta la prenotazione, si giunge in loco per essere accolti da Valentina. Poi si suona un campanello, si solleva la cornetta di un citofono d’antan e si scendono le scale, per fare l’ingresso ufficiale nel caveau della Monroe. A questo punto scatta la firma su un registro: utilizzando penna e calamaio. “È per dichiarare nero su bianco: sono passato di qua”, puntualizza Terry. Che apre le ponderose tende in velluto (lei le adora, basta andare da Opera 33 per capire), invitando gli ospiti ad accedere al teatrale salotto, ovattato e sensuale. Poi? È tutta questione di emozioni e di suggestioni. Di matite-penne d’allocco con le quali siglare le proprie scelte su una cartolina. E di monete. Sì, perché è una moneta in rame ad essere consegnata la prima volta. Quando si viene registrati attraverso un numero. Mentre è al secondo incontro che si riceve la moneta in argento. Simbolo del ritorno, di una maggiore consapevolezza. Anche se l’aspirazione resta la moneta in oro, concessa esclusivamente alla decima presenza. Un premio alla costanza, alla fede e alla devozione. Un sigillo al credo in quel luogo. “Ma mano che si torna le experience divengono sempre più sartoriali. Perché qui tutto è costruito ad personam, tailor made”, continua la barlady. “Chi possiede l’oro ha persino la facoltà di scegliere cosa far bere ai propri commensali. Non solo. Il cocktail può essere realizzato direttamente al tavolo. E se l’avventore dà il suo placet quel drink entra in lista, col numero che lo contraddistingue. Insomma è un’esperienza luxury in tutti i sensi”. 

    Un salotto asimmetrico e accogliente - Foto di Axelle Brown-Videau

     

    Asimmetria e armonia

    Una bottigliera senza etichette. E un salotto senza barriere. Questo è Oro Scrt Room. Col balcone-farmacia-apotheca defilato rispetto al resto del locale. Perché è la conversazione che conquista il centro dell’attenzione. Una bottigliera, dunque, alimentata da ampolle, vasi e contenitori in vetro. Per un totale di 79 spirits aromatizzati. Come i 79 elementi della tavola periodica. In cui l’oro occupa esattamente il 79esimo posto. Oro: parola palindroma, scritta con la “r” rovesciata. A ricordare che si può sempre cambiare direzione. Avere una seconda possibilità. E anche la secret room muta continuamente rotta. Nel suo essere fieramente uno spazio asimmentrico. “Non amo la regolarità dei refettori”, commenta Terry. Che fa notare la costante diversità delle pareti. “Certo, le pareti sono irregolari. E ogni parete racconta una storia, esibendo uno scenario differente. E assumendo ogni volta un senso differente”. E così si può viaggiare, restando nella medesima stanza. Passando da Versaille a Pigalle, dalla Londra dei gentleman alle vibrazioni di New Orleans, dal dinamismo di New York allo charme della vecchia Milano. In un susseguirsi di legno e morbidi tessuti, tavolini e divani, grammofoni e libri, quadri e sculture, abat-jour e poltroncine. Il tutto avvolto da luci roche e soffuse. “Abbiamo scelto sedute ingombranti, che occupano spazio. Tutte diverse. Accoglienti o più respingenti”, dice la Monroe. “La seduta cambia la prossemica. Certe poltrone costringono l’ospite a stare in punta. Altre invitano al relax. Altre ancora stimolano il dialogo”, precisa Susanna Baronio, braccio destro di Terry. Che con cura e oculatezza ha anche scelto bicchieri, coppe e tumbler. “Li abbiamo acquistati in mercati e mercatini. Perché so bene che la gente adora avere e tenere il passato tra le mani”.  

    Il colore si traduce in sapore e sublima in drink dalla spiccata identità

     

    Terry comanda color

    Viola e whisky. Tiffany blue e vodka. Giallo e gin. Verde e tequila. Rosso e rum. “Noi siamo colore e ci riconosciamo nel colore. Il colore è semplice e intuitivo. È il modo più semplice per entrare in empatia con le persone. Anche se il colore è più una suggestione, una percezione”. Ecco perché Terry lo fa spesso scegliere ai suoi ospiti. Che osservano una scala cromatica, puntando l’occhio sul tono del cuore. Poi vengono altri input: il distillato preferito (fra gin, whisky, rum, vodka e tequila); il taste (dolce, amaro, aspro, demi-sec); la texture (leggera, di medio corpo, densa); il profumo (erbaceo, fruttato, abboccato, tannico); e lo stile (short, medium, long). In questo modo l’alchimista Terry riesce a sintonizzarsi sulle frequenze del commensale e a cucire una bevanda su misura. Come un abito d’alta moda. “Io entro dalla porta che l’ospite ha scelto di aprire: il suo gusto”, rammenta la barmaid. Che indaga la personalità dell’avventore per avventurarsi fra spirits, aromi, profili e profumi. Distillando drink ad hoc. “Ovvio, ci si deve affidare. E mi posso pure sbagliare. La possibilità di errore esiste eccome. Ma mi offre l’opportunità di aggiustare il tiro”, continua lei. Per questo ogni volta l’esperienza si fa più performante e puntuale. Upgrade dopo upgrade. “Certo, col tempo si impara a bere insieme”, suggerisce la speziale Terry. Che gioca con salvia e rosmarino, zagara e cardamomo, menta e verbena, pepe e lichene islandico. “Ho così tanti aromi, spezie ed erbe a disposizione che non uso mai il limone”, svela la madame. Che ha persino creato una compilation di boccette aromatiche, studiate per impreziosire l’acqua. “Pensiamo a una degustazione di whisky. Diventa ancor più interessante se affiancata a una serie di acque profumate. In questo modo gli orizzonti sensoriali si amplificano”.  

    Da Oro - Scrt Room tutti i sensi vengono coinvolti - Foto di Erik Hor

     

    Iter esperienziali

    Sensi. Sfiorati e accarezzati anche dalla musica rétro. E da qualche stuzzichino, servito in pairing. “Ma li portiamo in un momento successivo. Affinché sia il drink il protagonista. E poi scegliamo piccoli bocconi homemade, capaci di accompagnare senza sporcare il cocktail”, precisa Susanna. Biscottini salati, sfere di riso e tartufo, sfoglie croccanti, girelle con olive e formaggio, tartellette al limone e ricotta. “Ma l’esperienza aurea, ad esempio, prevede una raffinata tartare di manzo abbinata a un whisky”, annuncia Terylin. Ribadendo l’esclusività di taluni percorsi esperienziali. La secret room è aperta dal martedì al sabato, dalle 19 alle 2 di notte.   

     

    “Un cocktail inciampa nella matematica, nella geografia, nella filosofia e nella termodinamica”, Terry Monroe docet. 

    T: Cristina Viggè

    15-10-2021

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