“Qui tutto è fatto in casa”, puntualizza Sandra. E i dessert sono chiaramente preparati dal pasticcere Alessandro. Che entra in scena sin dal mattino, alle 8, quando l’insegna apre. Per poi osservare l’orario continuato sino alla mezzanotte (eccetto la domenica, quando il locale chiude alle 16; e il lunedì, giorno di riposo). Colazione d’autore dunque. “Per Alessandro abbiamo creato un regno ad hoc, un laboratorio ricavato nel cortile della struttura. Perché la pasticceria è diversa dalla cucina. Ha le sue temperature. E ha bisogno dei suoi spazi”, sottolinea Sandra. Che crede nei giovani. E crede in Alessandro. Pronto a sfornare per colazione croissant, pain au chocolat, girelle, saccottini, torte, dolci in monoporzione e crostatine alla crema cotta. Senza tradire brioche salate, toast e bun con prosciutto o salmone. Da gustare con un buon caffè: un’arabica al 100%, realizzata tailor made in tandem con Marco Colafranceschi, founder di Coffee Hat. Caffè, ma anche spremute di frutta, centrifughe e yogurt, nutriti dal latte della lodigiana fattoria Baronchelli. Per tener fede alla filiera trasparente e consapevole. Cambio di scena, e di luci verso le 18, quando scatta l’ora dell’aperitivo. E sono i cocktail a salire sulla ribalta. “Dopotutto sono stata tra le prime a introdurre i drink al ristorante”, precisa soddisfatta la Ciciriello. Che si mette in gioco anche in alcune preparazioni, insieme al giovanissimo braccio destro Davide Gianni. “Contiamo su una cinquantina di gin diversi. E ci divertiamo a creare inediti abbinamenti”, dice la maître. Che mette in lista il Moscow Mule di Sandrina, il simpatico Volevo essere uno Spritz, nonché i più esotici Japan Mule e Indian Orange. Da sorseggiare in compagnia di qualche stuzzichino, di qualche tapas, oppure di un piatto captato dalla carta della cena. In alternativa? Un calice di vino o una birra artigianale.