Connection

    Golosaria e il gusto della colleganza

    Fare rete. Creare sinergie. Incanalando le energie nella stessa direzione. Affinché l’impegno di ciascuno divenga forza di gruppo. Punta sulla coralità e sulla condivisione di prospettive la sedicesima edizione di Golosaria, in programma dal 6 all’8 novembre al MiCo - Milano Convention Centre

    Nel Medioevo era un istituto giuridico. Una sorta di contratto necessario ai naviganti per percorrere rotte non ancora battute. Nel moderno codice deontologico degli psicologi, invece, incarna un credo basilare per regolamentare il rapporto fra colleghi, dando voce non solo al senso di appartenenza a un gruppo, ma invitando alla partecipazione attiva a quel gruppo. Nel segno del progresso e dell’evoluzione generale, grazie all’impegno individuale. Un concetto fondamentale la “colleganza”. Perfettamente applicabile alla filiera agroalimentare. Ben lo sanno Paolo Massobrio e Marco Gatti, fieri di intitolare la sedicesima edizione di Golosaria - di scena al MiCo Milano da sabato 6 a lunedì 8 novembre - a Il Gusto della Colleganza. Certo. Colleganza come alleanza, sinergia, empatia, abbraccio fra contadini e botteghe, campagna e città, contesto rurale e habitat metropolitano, produttori e consumatori, terra e turismo, cibo e cultura. Colleganza come rete, come trama e ordito, come intreccio di più realtà locali. Pronte a unirsi per raggiungere un comune traguardo. Colleganza come base solida per la ripartenza. Abolendo la parola concorrenza. Per questo, domenica 7 novembre, alle 14.30 viene presentato il Manifesto della Colleganza. Un decalogo, una serie di punti fermi messi nero su bianco, per ribadire il significato di un saper dire, fare e pensare insieme. E in concomitanza alla presentazione del manifesto non manca la premiazione delle Botteghe del formaggio, a cura del Consorzio di Tutela del Grana Padano dop, delle salumerie e delle macellerie, delle gastronomie, delle boutique del gusto, delle enoteche con ristoro, delle pasticcerie, delle gelaterie e delle panetterie. Un riconoscimento importante, che dà lustro al pane, sono il segno di Petra, uno degli sponsor della kermesse.

    Paolo Massobrio, Marco Gatti, le farine Petra e tutta l'energia delle connessione fra cibo e persone

     

    Acqua, farina e cucina

    La memoria dell’acqua. Si chiama così lo show cooking  firmato Roberto Conti, alla guida di RC Resort: ristorante e camere di charme in quel di Mortara. Terra d’oca, interpretata nel bottaggio by Matteo Scibilia, oggi alla guida (con la moglie Nicoletta) dell’insegna milanese Piazza Repubblica. Dove propone anche molti piatti a base di pesce d’acqua dolce: di fiume, ma in primis dei vicini laghi di Como e d’Iseo. Acqua, dunque, protagonista delle masterclass di Golosaria. Ma anche farina. Sublimata in pane, pizza e delizie grazie al PetraLab, il dinamico laboratorio targato Molino Quaglia in cui scoprire le mirabilia dei maestri lievitisti, orgogliosi di dar respiro alla Cucina dei Cereali. Progetto che vuol restituire valore al gusto e al profumo del grano e dei differenti cereali, siano essi riso, orzo, farro, avena, segale, anche germogliati. Grazie all’esclusivo processo Petraviva. Per ribadire che la farina è un prezioso ingrediente della cucina genuina. Dove tutto è collegato, senza frontiere fra basi e condimenti, dolce e salato. 

    Tanti i salotti tematici di Golosaria, pensati su misura per assaggiare ma anche per incontrare artigiani e produttori

     

    Cibi e vini radiosi

    E il vino? Eccolo. Vino da laureare: grazie alla premiazione dei Top Hundred 2021 (riconoscimento che celebra i suoi primi quattro lustri), delle Cantine Memorabili e della Sostenibilità in bottiglia. Vino da raccontare: nel nuovo volume L’emozione del vino. Vino da degustare: grazie a una serie di wine tasting, capaci di far focus sul Gavi e sul Garda doc, sul Pinot Grigio di Santa Margherita e sulle eccellenze della Valle d’Aosta, sul Tintilia molisano e sulla Barbera astigiana, sull’Amarone e sul Sangiovese. Non tradendo i Top dei Top, ossia i migliori assaggi dell’anno secondo Gatti-Massobrio. E ancora, vino da conoscere: passeggiando per l’Enoteca di Golosaria, il grande banco d’assaggio che inanella più di duecento etichette, dando visibilità alla colleganza vitivinicola e valorizzando anche l’Oltrepò Pavese, il Buttafuoco Storico e le Strade dei Vini e dei Sapori di Lombardia. Senza dimenticare le cucine di strada e il grande salotto food, che concentra gli artigiani del gusto - scelti e incoronati da ilGolosario - nonché gli storici partner della manifestazione.

    Fra prodotti e produttori, a Golosaria viene anche presentato il Manifesto della Colleganza

     

    Ristorazione: fra qualità e sostenibilità

    Ed è proprio il volume ilGolosario 2022 a raccogliere, ancora una volta, le cose buone d’Italia. Ed è sempre ilGolosario a premiare, lunedì 8 novembre le migliori insegne lombarde. Suddivise in trattorie e trattorie di lusso, ristoranti e agriturismi, locali di charme e ristoranti d’hotel, tavole family friendly e pizzerie. Per accendere i riflettori sulla biodiversità della ristorazione. Che oggi non può prescindere da qualità, etica, stagionalità, territorialità e sostenibilità. Anche quando si parla di delivery, il nuovo canale della colleganza fra cucine d’autore e tavole domestiche. A questo proposito? Voilà un talk show su misura, che va a sondare le mille sfumature di contenuto e contenitore, cibo e packaging, grazie a un dibattito siglato Comieco, il Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica. Non solo. Quest’anno le borse e i portacalici della rassegna sono totalmente green, realizzati in cartacemento, in tandem proprio con Comieco. Per una sostenibilità da portare a spasso. 

    T: Cristina Viggè

    01-11-2021

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

     

    ARGOMENTI COLLEGATI

    Pagina 10 di 17