Comunanza. Vicinanza. Alleanza. Appartenenza. Colleganza. Sì, colleganza. Una parola corale, polifonica, poliedrica. Antica e iper contemporanea. Mutuata dal codice deontologico degli psicologi e riportata a galla da Paolo Massobrio nell’ultima edizione di Golosaria a Milano. Per rimarcare la sempre più stretta connessione fra tessuto rurale e habitat urbano, botteghe di campagna e boutique di città, contadino e consumatore, ristoratore e commensale. Senza dimenticare la liaison fra artigiani di uno stesso terroir. Quella che li elegge ambasciatori, paladini e bardi di un cibo tipico e iconico, perché prodotto in uno specifico contesto territoriale e culturale. E non in un altro. Come accade nel caso dei consorzi.
Consorzi. Messi sotto i riflettori di un progetto virtuoso e ambizioso quale Fattore Comune. Nato in seno al Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio, grazie alla lungimiranza di Lucio e Daniela Bernini. Mission? Valorizzare e far conoscere quelle eccellenze italiane che hanno un comun denominatore: non solo esser siglate dalla dop o dall’igp, ma esser ancorate al paese in cui nascono, crescono e prendono forma. Della serie, quando un alimento porta orgogliosamente il nome del Comune di origine e provenienza. Divenendone simbolo, sinonimo e volano. Per incentivare un dinamico turismo del gusto. Anche questa è colleganza.
Così come un incoraggiamento alla colleganza viene da EustachiOra, iniziativa targata Anam Communication che non solo mette in connessione i locali dell’omonimo quartiere milanese, rinsaldando il tessuto urbano, ma li linka a differenti realtà vitivinicole italiane. Intessendo trama e ordito di un racconto metropolitano-rurale. Per un inedito distretto enologico. E per una dinamica condivisione di sapori e saperi.
Ma la colleganza esiste pure fra pizza e cucina. Nel segno più ampio di una cucina dei cereali, per dar respiro al profondo sapore del grano. E poi c'è colleganza fra algoritmo e sorriso. Come insegna il giornalista Sebastiano Barisoni, conduttore e vicedirettore esecutivo di Radio 24. E la colleganza non manca fra analogico e digitale. Basti pensare all'iniziativa prossima ventura della Grotta Azzurra di Merate, regno di Cristian Marasco. Comunicare sulla tovaglietta di carta la biodiversità degli impasti, e veicolare attraverso il QR code i grandi classici dell’insegna. In un inedito chiasmo tra vecchio e nuovo.