New make: distillato di cereali puro o aromatizzato. Maturato in acciaio per circa sei mesi e poi messo in bottiglia. Proposto in ben sei versioni differenti. Ecco allora l’Originale, in etichetta rossa: il fiore all’occhiello della produzione, che esce così com’è da Tony (l’alambicco) e che incarna al 100% la filosofia di Strada Ferrata. Un new make cristallino, energico ma carezzevole. Dalle note fruttate e lievemente speziate. Ed ecco pure il Cascadian (in etichetta verde), in cui il protagonista torna a essere il luppolo, utilizzato solo in sospensione, per assicurare un’estrazione saggia e selettiva degli aromi. E ancora il Torbato (in etichetta viola), muscolare e vigoroso, fiero di esprimersi fra note fumé di torba scozzese; il Levante (in etichetta ocra), solare, complesso e profondo, che conduce a Oriente, fra accenni agrumati, floreali, balsamici e speziati (tutta colpa di cardamomo, coriandolo, achillea e fiori d’arancio); e il Füm (in etichetta marrone), dal tono limpido e ramato, dagli accenni boisé (per via dei legni di ciliegio e acacia nazionali) e dalle sfumature di malti affumicati (su legno di faggio), in questo caso i rauch di Bamberga. Da provare persino in combo con un pasticcino. Infine lui, il Capparis, dall’abito verde salvia. “Volevamo fare qualcosa di salato. E ci siamo detti: cosa c’è di più salato del cappero?”, svela il master distiller Marco. Da qui un new make profondamente mediterraneo, sapido, scattante, intrigante. Prezioso dei capperi di Pantelleria. Ideale con una bruschetta, oppure con il panettone. Come quello ai canditi by Corrado Assenza: di limone, bergamotto e fior di capperi panteschi. Panettone messo a punto con la farina Petra 0103 HP, con riso e orzo germogliati. Per mantenere una certa coerenza anche nel pairing. Ma nella compilation non manca un amaro: il Marasso, figlio di 16 botaniche.