Oh my darling, Valentine

    Elisir d’amore

    Cuori. Da mangiare, confortare, rigenerare, ascoltare, osservare, toccare e maneggiare con cura. Persino in cucina. Ecco qualche “pozione magica”, capace di infondere serenità e fiducia all’anima. Per un San Valentino aperto e inclusivo, che parla d’amore e d’amicizia: per lui, per lei, per l’arte, per il design, per la creatività, per il cibo, per il vino, per il territorio, per l’ambiente

    Fu per contrastare i pagani Lupercalia che Papa Gelasio I, nell’anno del Signore 496, istituì la festa di San Valentino. Fissandola (e cristianizzandola) il 14 febbraio: non solo il giorno antecedente a quello destinato ai riti pro dio della fertilità, ma pure la data della ricorrenza del martirio del santo Valentino, vescovo di Terni. Almeno così si racconta. Poi? Ci si misero di mezzo l’amor cortese, Geoffrey Chaucer, The Canterbury Tales e The Parliament of Fowls, il poema onirico in versi (circa settecento), scritto in occasione delle nozze fra Riccardo II e Anna di Boemia, in cui si trova in nuce l’idea di un San Valentino protettore di amanti e innamorati. Vero o non vero, è pur sempre bello crederlo. Rendendo onore al sentimento dell’amore. Meglio ancora se inclusivo. Non solo regalato alla liaison fra lui e lei. Ma aperto a tutti coloro a cui si vuole bene. Ecco allora qualche idea per celebrare uno dei sentimenti più profondi dell’animo umano. Per esprimere il proprio affetto attraverso un dolce, un vino, un oggetto, una pietanza o un’esperienza. 

    In alto, il paesaggio di Oga, sopra Bormio (foto di Giacomo Meneghello), e la ski area Bormio 3000 (foto di Roby Trab). In basso, lo Snow Chalet di Livigno e una camera del Col Alto, a Corvara, in Alta Badia

     

    Emozioni da brivido

    Sì, un’esperienza. Cosa c’è di più bello di un momento magico vissuto insieme? E se i candidi panorami montani ci si mettono di mezzo meglio ancora. A Bormio, per esempio, sabato 12 febbraio si può ammirare l’alba rosata sulla Cima Bianca, grazie all’iniziativa 3000 Ski Sunrise. Con corredo di assoluto silenzio, colazione in chalet e vista mozzafiato sull’arco alpino, immersi nel Parco Nazionale dello Stelvio. Mentre il 14 febbraio va in scena la ciaspolata nel bosco al tramonto, con seguito di cena romantica in rifugio. Tanto per scaldarsi ci sono le rigeneranti acque di Bormio Terme. E per vivere brividi d’amore? Voilà una notte glaciale nello Show Chalet, costruito (dall’artista livignasca Vania Cusini) proprio al fianco dell’Hotel Lac Salin Spa & Mountain Resort, a Livigno. Traduzione: una suite total white, a suon di soffitto di neve, pavimento di neve, decori di neve, arredi di neve e letto di neve. Certo, la temperatura si aggira sugli zero gradi, ma si dorme al tepore di un sacco a pelo termico. E la mattina ci si sveglia con tè e caffè bollenti, serviti in camera. Il tutto con corredo di colazione della tradizione, cena a lume di candela nella Stua de legn, passeggiata con gli alpaca (in alternativa, escursione guidata con le ciaspole, degustazione di vini valtellinesi o fashion experience con il personal shopper), tisane alle erbe alpine e rituali wellness nella spa. Intanto, il Col Alto di Corvara, ai piedi del Sassongher, mette a segno il suo elisir d’amour. O meglio, a metterlo a punto è Domenico Barone, il mixologist di “casa” Pezzei. Che infonde la sua alpine allure persino in un cocktail che rilegge in un twist l’Americano, privilegiando ingredienti montani e homemade. Fra Campari, vermouth al pino mugo, spuma di nocciola e pera, cristalli di Campari e arancia disidratata. Il tutto completato da un soggiorno fra camere e suite, ghiaccio e vapori, tuffi in piscina e momenti relax nell’Iceberg Lounge. In cucina c’è lo chef vicentino Andrea Bedin, che propone canederli in mille versioni (persino per l’aperitivo), fettuccine al grano saraceno con ragù di cervo e i localissimi cajincí aréstis, ravioloni tipici della vallata.  

    In alto, le proposte di Daniel Canzian e la Cuvée Rosé servita al Ristorante Berton di Milano. In basso, il Prosecco Rosé Lele by V8+, il dessert del Desco e il Prosecco Rosé di Montelvini

     

    Momenti al bacio

    Il primo a osare fu Giotto. Rappresentando quell’intimo eppur manifesto gesto d'amore che è il bacio nella Cappella degli Scrovegni, a Padova. Come? Ritraendo Anna e Gioacchino, i genitori della Vergine Maria. E poi si sa, ci sono i baci di Antonio Canova, Francesco Hayez, Gustave Klimt, Henri de Toulouse-Lautrec, René Magritte, Marc Chagall, Edvard Munch, Pablo Picasso, Giorgio De Chirico. Baci dipinti, scolpiti, fotografati, replicati dalla video art. Ecco allora che il Museo Civico di Asolo, fino al 13 marzo, presenta la mostra Un bacio ancora, a cura di Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion. A sostenere l’esposizione artistica? L’azienda Montelvini di Venegazzù, celebre per la sua compilation di Prosecco, anche Rosé, cui concorrono glera e pinot nero. Prosecco doc Rosé, ma griffato V8+ (frizzante maison di Loncon di Annone Veneto) e battezzato Lele, che sale persino su un tram. Tutto rosa. Per fare il giro di Milano e regalare scorci inattesi, perlage e musica live. La partenza è da Piazza Castello. Per poi scendere in via Broletto e accedere al dehors di Desco, ristorante partner della Love Night. Con tanto di finger food pensati dallo chef Roberto Godi ad accompagnare i calici. Desco che per il 14 febbraio propone anche un menu afrodisiaco, fra scampo saor (foie gras royale, chutney di peperoncino e cioccolato fondente), risotto all’ostrica e dolce Love Cake Balloon, che porta incisa una dedica personalizzata. Intanto, sempre a Milano, Andrea Berton serve la Cuvée Rosé di Laurent Perrier (ma pure altre referenze della francese maison de Champagne), in abbinata a cardo gobbo con bagnacauda e caviale Calvisius; aspic d’astice con pistacchio e arancia; ravioli di coda di manzo, brodo affumicato e cavolo nero; moleca con puntarelle, limone e prezzemolo; faraona, verza e castagne. Mentre Daniel Canzian studia due menu, seguendo l’onda dell’alta cucina veneta: uno da assaporare al ristorante e uno da consumare a casa. Complici gli amuse-bouche dedicati al Carnevale di Venezia: carpaccio di barbabietole Cipriani; granseola all’orientale; sardine in saor; cannoli di polenta e baccalà; e ovetto al ragù di seppia. Con un finale a tutte chiacchiere e frittelle allo zabaione.  

    In alto, il lievitato Sanvalentino di Nicola Olivieri e gli stecchi di Gusto 17. In basso, drink e dolci serviti all'Hotel Vilòn di Roma, nonché il dessert proposto da Ottocentodieci Ristorante, a Sannazzaro de' Burgondi, in Lomellina

     

    Col cuore in gola

    Si inizia con una Pozione d’amore. E si prosegue fra Un colpo di fulmine (entrée); Passione Sud Americana (chevice, passion fruit e alga di mare); Il cuore tenero del guerriero (ravioli ripieni di cuori di carciofi fondenti,  caciofiore ed erbe selvatiche); Affumichi… Amo (spaghettoni di Gragnano, burro affumicato, alici, caviale e limone candito); Cotto di tè (pescato del dì marinato al tè nero, pak-choi e salsa d’ostriche); Le conseguenze dell’amore (cioccolato, lampone e rapa rossa) e Uniti e Felici (petit four). Si sintonizza sulle frequenze del gusto e dell’ironia il menu Vilòve, firmato dallo chef procidano Gabriele Muro e dal pasticcere Andrea De Benedetto e proposto da Adelaide, il ristorante-salotto dell’Hotel Vilòn di Roma. E per chi volesse soggiornare? Voilà il "pacchetto" Vilòve You. Con mini dolce a forma di cuore servito a colazione. E a foggia di cuore (e di fiore) è il dessert Cioccolato, mandarino e fava tonka, siglato dal pastry chef Alessandro Moretta, alla corte di Rigels Tepshi, all'Ottocentodieci Ristorante di Sannazzaro de' Burgondi (nel Pavese). Intanto, Nicola Olivieri, da Olivieri 1882 di Arzignano (Vicenza), prepara un lievitato a Sanvalentino intitolato. Realizzato con farina Petra 6384, fragoline di bosco semicandite, miele d'acacia e cioccolato Valrhona. Il tutto in un’elettrizzante scatola pink. Soffice pasta lievitata rosa (merito di una ganache al lampone), lamponi semicanditi, gocce di cioccolato fondente e ghiaccia alla mandorla invece per la Pasticceria Besuschio di Abbiategrasso, con Andrea e Giacomo al timone. Che fan piovere pure tanti cioccolatini rouge. E rosso è il cuore milanese del plumcake by Marco Pedron, head pastry chef di Cracco. Il bello? È che si può ordinare sull’e-shop, insieme agli iconici Baci di Cracco (ai gusti lampone-rosa e fragola-yuzu) e al new Dolce Cuore di San Valentino, prezioso di glassa al lampone, grué di cacao e confezione dorata e serigrafata. E pure il gelato si può acquistare live o spedire in tutta Italia, grazie a Gusto 17, che firma la Love Edition: stecchi e bon bon per dir Ti amo e Sei la mia metà, complici coperture di cioccolato personalizzabili. Cioccolato che torna nella creazione di Carmen Vecchione, la madame di Dolciarte, ad Avellino. Un cuore da spezzare. Per condividerne la bontà. Anche se lei non dimentica la sua passione per lievito e farina, mettendo a segno una brioche speciale, arricchita da crema al mascarpone profumata al limone e lampone. 

    In alto la tazza Koenitz e i Calici Spritz di Ritzenhoff, distribuiti da Schönhuber. In basso, le golosità di Besuschio, il Cru Caviar Valentine's Day e il Big Love XXL di Alessi

     

    D’affetto e d’effetto

    E sempre a forma di cuore è la bella latta Cuor di Leone, targata Pastiglie Leone. Inside: praline di croccante di nocciola, ricoperte da cioccolato fondente. Intanto Alessi esibisce tanti oggetti, ambasciatori d’affetto e dall’effetto assicurato. Della serie Big Love, un poker di cucchiaini da gelato griffato Miriam Mirri, la cui foggia a cuore è data dalla fusione fra due cucchiai singoli. Proposto pure in versione Big Love XXL, in cui l’oggetto amplifica le sue dimensioni, assumendo una portata scultorea e sublimando a oggetto d’arredo. Non dimenticando Girotondo, il traforo-merletto disegnato da Stefano Giovannoni e Guido Venturini (aka King-Kong), che per l’occasione trova applicazione su un inossidabile portatovagliolo. E per chi ama il tè? C’è il cuocitè You, sempre by Mirri, dalla silhouette conica e allungata. Ideale per le mug, come quella battezzata To. E a proposito di torte e biscotti per il tè, Schönhuber, realtà specializzata nella distribuzione di accessori e utensili per la casa, presenta gli stampi in silicone platinico by Lèkuè; nonché la tortiera apribile in lamiera d’acciaio by Kuechenprofi. Naturalmente dalla forma a cuore. E ancora, la tazza Koenitz a cuori rossi (corredata di coperchio e filtro); il Vaso Moon by Segaform, per accogliere rose e fiori; e i Calici Spritz by Ritzenhoff. Per un brindisi romantico. Magari in abbinata a un esclusivo caviale italiano, quale Cru Caviar, figlio di ben quattro allevamenti di storione - rispettosi dell'ecosistema - distribuiti fra Lombardia e Veneto. Da assaggiare nella formula Valentine's Day: in piccoli coffret da 30 o da 50 grammi. Anche con cucchiaino in madreperla. 

    In alto, il Capisme-e di Domenico Clerico e il Merlot Sansonina con corredo d'anello. In basso, l'Emozione di Villa Franciacorta e la proposta firmata Altesino, maison di Montalcino

     

    Diamanti e vini rubini

    Capisme-e. Come capiscimi, comprendimi, ascoltami, entra nel mio mondo. Ma in vernacolo piemontese. Si chiama così il Langhe Nebbiolo griffato Domenico Clerico, prestigiosa maison di Monforte d’Alba. Che in questo nettare-monito svela la purezza, il carattere e la schiettezza di un vitigno quale il nebbiolo. Mettendolo a nudo. Perfetto in combo con un risotto alle fragole, con medaglioni di manzo o con una mousse di frutti rossi. È invece rosé l’etereo Nuè dei Poderi di San Pietro, vitivinicola azienda di San Colombano al Lambro, in provincia di Milano. Che con questo rosato figlio del pinot nero rende omaggio alla femminilità, fra gentilezza, bellezza e delicatezza. Ottimo con pesci, crostacei e crudité. E se un gioiello finisse nel calice? Porterebbe il nome di Diamant: il brillante pas dose di Villa Franciacorta, a Monticelli Brusati. Chardonnay (per l’85%) e pinot nero (per il 15%) a dar respiro a un nettare millesimato, armonioso e inebriante, sensuale ed essenziale, fra nuance di nocciole, fiori e vaniglia. L’optimum con le ostriche. Mentre l’Emozione esprime tutta la sua fragranza, complice un tocco di pinot bianco. Lui invece è rosso. Rubino e profondo, intenso e complesso. Pronto a esprimersi tra accenni di mirtillo, lampone e balsamici frame. Figlio di uve merlot, in una terra di bianchi come quella di Peschiera del Garda. Voilà il Merlot Sansonina, la cantina al femminile di casa Zenato. Un vino elegante e affascinante, affiancato da un anello disegnato proprio da Nadia, elevando un semplice sovratappo di bottiglia di spumante (sempre di famiglia) in oggetto unico: il Wine Lovers Ring Initials Silver. Che pone al centro preziose pietre colorate, felici di riprodurre il nome della persona amata. E per chi ama il sangiovese? Eccolo. Da sorseggiare e da spalmare. Grazie a una speciale box firmata dalla toscana Altesino. All’interno, due bottiglie annata 2016 di Brunello di Montalcino e Palazzo d’Altesi, nonché due elisir di bellezza: una maschera viso anti-età e un contorno occhi, il Millesimato gemme di vite. Facenti parte della linea Vendemmia di Montalcino, messa a punto (in tandem con l’azienda cosmetica BellaVita) con le vinacce di Altesino. 

    In alto, la proposta di Apepak e Cuor di Leone by Pastiglie Leone. In basso, gli oli extravergine di Palazzo Varignana, sulle colline bolognesi, e i vini su misura della cantina Urbana di Milano (foto di Aromi.Group)

     

    Message in a bottle (o in un libro)

    Make your Wine Experience with Love. Si chiama così l'esperienza pensata da Cantina Urbana, la metropolitana winery di Milano. Che propone di creare il proprio "vino di coppia", sotto la guida di un cantiniere. Con corredo di visita, assaggi e bottiglia da portare a casa. Completata da un'etichetta speciale. Etichetta, dove scrivere persino un nome. Ma pure un augurio o un messaggio su misura. Sì, Palazzo di Varignana, azienda agricola e resort di Castel San Pietro Terme, sulle colline bolognesi (con 150 ettari di oliveti), ha introdotto la sartoriale possibilità di personalizzare l’etichetta dei suoi extravergine d’oliva. Per dire, con le parole giuste, che tutto fila liscio come l’olio. E che olio! Il Claterna, monocultivar di ghiacciola; il Vargnano, monovarietale di nostrana di Brisighella; e Stiffonte, frutto della cultivar correggiolo. A cui si aggiungono due blend: Blu (correggiolo, leccio del corno e pendolino) e Verde (maurino selezione vittoria, verzola e leccino). Prodotti differenti, per delicatezza e piccantezza, sentori vegetali e accenni balsamici, freschezza e persistenza. Dopotutto, si sa: ogni extravergine ha la sua personalità. Ovviamente green. Come la proposta di Apepak, il brand di pack per alimenti 100% naturali, sostenibili e made in Italy. Entro il 7 febbraio, con la promo Bee My Valentine, è possibile far ricamare la propria frase preferita sugli involucri (in cotone biologico, cera d’api, olio di jojoba e resina di pino), ottenendo il 20% di sconto su tutte le referenze nel carrello. Una dichiarazione d’amore per l’ambiente. E si intitola proprio Lettere d’amore in dispensa, il libro scritto da Silvia Casini e Raffaella Fenoglio per Magenes editoriale. In pratica: dieci ingredienti afrodisiaci, per dieci menu, per dieci appassionate epistole. Sane portatrici di ricordi, sensazioni, magia e meraviglia.

    In alto, le nocciole e le mandorle bio dell'azienda siciliana Damiano. In basso, le golose, salutari e sostenibili Chocobella

     

    Il rispetto in un vasetto

    Amore e devozione. Pure per il territorio. Addirittura concentrate in un vasetto di vetro, fiero di raccontare quel think organic che incarna il mantra della siciliana Damiano, con sede a Torrenova, nel Messinese. Un’azienda visionaria, nutrita da energia solare e da impianti all’avanguardia, da sempre fedele al bio. La sua mission? Sublimare in golosità salute, trasparenza, tracciabilità e sostenibilità. Lavorando nocciole (in primis quelle degli erti noccioleti sui Nebrodi), mandorle (in particolare quelle dei mandorleti delle aree nissena, agrigentina e siracusana), nonché arachidi, pistacchi, pinoli, anacardi e frutta secca rigorosamente biologica. Complici cacao e zucchero di canna da coltivazioni fairtrade. Fra gli highlights? Le genuine creme spalmabili Chocobella. Una famiglia allargata che conta ben sette referenze nocciole addicted: Chocobella Noir, vegan e senza latte (pure alla cannella, all’arancia, al peperoncino e ai cristalli di sale di Trapani); Chocobella classica e al cioccolato di Modica. Perfette sul pane o col panettone. A cui si vanno ad aggiungere le nuove Golosa alla Nocciola e Golosa al Pistacchio, entrambe a base di crema bianca al latte. In un vero tributo alla Sicilia.       

    T: Cristina Viggè

    04-02-2022

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