“Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame”. Recita così un saggio e vecchio adagio contadino. Rimarcando l’importanza del gelo e della neve. Cruciale risorsa idrica per il terreno. Certo, perché la neve, sciogliendosi lentamente, assicura un graduale assorbimento dell’acqua, arrivando anche molto più in profondità della stessa pioggia. Inoltre, il manto nevoso non solo risulta essere un antiparassitario naturale, ma pure un isolante, trattenendo il calore proveniente dal suolo ed evitando dannosi sbalzi termici. Il tutto a vantaggio delle colture.
Insomma, il freddo come alleato prezioso. Non solo in agricoltura. Anche in cucina. Per conservare in ottima forma il cibo. E per allungargli la vita. Basti pensare alle antiche ghiacciaie. Basti pensare all’ideazione rivoluzionaria del frigorifero. Basti pensare alla tecnologia del negativo, congelatore in primis. Sino a giungere al contemporaneo abbattitore, che non solo raffredda molto velocemente, ma abbatte pure la carica batterica presente in particolare nella carne e nel pesce. A tutto vantaggio della salute.
Freddo come sodale della sostenibilità. Importante arma antispreco. Soprattutto in un periodo come questo, nutrito da mille incertezze, che corre a più velocità. Freddo per avere nuove chance, per aprire nuovi canali, per creare nuove opportunità. Ragionando sul lungo termine.
In questo numero di Fuori andremo alla scoperta di tutto il bello del freddo. Da vivere, da assaggiare, da sperimentare, persino da contrastare. Grazie a piatti corroboranti e rigeneranti. Capaci di rispettare e valorizzare gli ingredienti nati nella stagione più rigida dell’anno. Della serie, pizze e pietanze da gustare in città, in campagna, in montagna. Oppure, perché no, al tepore del mare d’inverno.