Energia creativa

    Stammi Accanto!

    A Bergamo, la famiglia Nasti fa il bis. Inaugurando una nuova insegna: diversa dalla già esistente pizzeria, ma confinante con la pizzeria e complementare alla pizzeria. Uno spazio brillante, un po’ locale e un po’ bottega

    Estroverso, simpatico, esuberante, vitale, vivace, brioso, generoso, dinamico. È l’amico che tutti vorrebbero alla porta accanto. Infatti si chiama proprio Accanto. “Lo spazio era già nostro, ma lo abbiamo sempre affittato. Ultimamente a un parrucchiere. Sino alla decisione di gestirlo in prima persona. L’idea iniziale era quella di farci una bottega. Dove fare e vendere anche il pane. Ma poi ci siamo detti: un panificio ha orari diversi e comporta un’organizzazione differente da quella alla quale siamo abituati. Da qui la volontà di creare qualcosa di complementare alla pizzeria. Con la quale confina direttamente”, spiega Carmine Nasti. Che col fratello Gino (e tutta la family) guida l’insegna Nasti dal 1967, al civico 25 di via Zambonate, a Bergamo. Un locale di successo, amato, apprezzato e ben rodato. Al fianco del quale ora è nato Accanto. Preposizione e avverbio di luogo, sublimato a fisico luogo. Che ha per logo sempre lo stemma stilizzato dei tre monti di Tramonti. Paese d’origine dei Nasti. Perché le radici si evolvono, ma non si possono (e non si devono) cancellare e dimenticare.

    L'ingresso di Accanto, a Bergamo. La cover del menu riprende il pattern della pavimentazione

     

    Uno spazio fluido e futuristico

    Bianco, nero, colori, lucido, opaco, marmo, acciaio, ottone. E le lettere della parola Accanto sparpagliate qua e là. Creando un vortice di energia positiva. In una sorta di caos calmo e di disordine apparente. “Questo posto lo abbiamo completamente svestito e rivestito”, spiega Emanuele Martera, il grafico-designer di La Spezia - capitano di Tub Design - che ha lavorato in sinergia e in perfetta empatia con gli architetti Giuliano Giaroli (dell’omonimo studio spezzino) e Nicola Agazzi, alla guida dello Studio Agazzi, proprio nella Città dei Mille. “Su questa parete abbiamo voluto fare un omaggio a Fortunato Depero”, precisa Giuliano, indicando il maxi muro che campeggia a destra dell’ingresso, fra rosso, azzurro, viola, verde e blu. Fra tubi pronti a fungere da sedute, sgabelli alti e bassi e lampade a sospensione firmate da Jorn Utzon per &Tradition. “Il pavimento è stata la prima cosa sulla quale ci siamo concentrati. Cercando di ricreare la vecchia graniglia black e white. Mentre per l’area privé che se ne sta in fondo, più intima e riservata, abbiamo pensato a qualcosa di più sofisticato”, continua Martera, descrivendo un salottino nutrito dal vetro, dal legno e da dettagli optical. Uno spazio fluido e futuristico. A più velocità. Perfetto per un pranzo easy e friendly (il bancone diventa tavolone), un aperitivo o un dopocena. “E nel pomeriggio ci trasformiamo un po’ in bottega. In questo modo anticipiamo e allunghiamo gli orari dell’adiacente pizzeria”, racconta Francesca: figlia di Gino ed Erminia, sorella di Carmine junior, nonché cugina di Riccardo, il regista degli impasti. Una famiglia coesa, impegnata su due fronti. Ma ben coordinata nella gestione del tutto. Fiera di muoversi fra un qua e un là senza soluzione di continuità. Anche se il qua e il là hanno la propria identità e la propria personalità. Vivendo in maniera indipendente e dialogando perennemente. “Inizialmente avevamo pensato di posizionare una tenda per dividere gli spazi. Ma non avrebbe avuto alcun senso”, prosegue Emanuele. Dando voce alla consecutio temporum degli ambienti. Anzi. Una saletta della pizzeria Nasti se ne sta così vicina ad Accanto che diviene terra di mezzo fra l’una e l’altro. E può essere utilizzata dall’una e dall’altro. Fuori? Presto un ampio plateatico ad accogliere gli ospiti. 

    In alto, il pane griffato Nasti. In basso, le pizze. Proposte da Accanto per il lunch, per l'aperitivo, per l'asporto

     

    Pizze, nuvole e limoni

    “Da Accanto propongo la pizza in teglia. Che invece non presento da Nasti”, tiene a precisare il sempre più grintoso e motivato Riccardo: millesimo 1994 e ormai al timone di impasti e farciture. “Uso l’integrale Petra 9 e finocchietto selvatico, per rispettare le nostre tradizioni e per evocare il nostro impasto tramontino. Ma pure la farina Petra 0103 HP con riso e orzo germogliati, per una pizza in teglia super contemporanea. E talvolta anche un po’ di Petra 5010, indicata per la pinsa romana. Amo sperimentare le farine. Anche per quanto riguarda la Nuvola. Che è la nostra proposta più soffice e a spicchi. Complice Petra Evolutiva”, continua il giovane lievitista. Mettendo in lista vere degustazioni, come gli Assaggi di Pizze in Teglia e il Viaggio tra le Nuvole. Seguendo fantasia, stagionalità e territorialità. Non solo quella orobica, ma pure quella amalfitana. Ecco allora La Gino, con burrata pugliese, pomodorino datterino, prosciutto di Parma 30 mesi e olio al limone di Amalfi; La Chiavennasca, complici bresaola della Valchiavenna, noci di Sorrento e miele Thun; La Contadina, con ricotta di bufala e verdurine croccanti sott’aceto homemade; e La Baffo, con acciughe di Cetara e scorza di limone di Amalfi. Un must di Accanto. Che torna persino nei drink signature: l’Amalfi Smash, insieme a Malfy Gin e foglie di basilico; e il Bloody Mary della Casa, con vodka, sherry, pomodoro Corbarino, worchester e tabasco. Anche se da provare è pure il Fruit Joy, summa di gin Tanqueray, Cynar, lampone e soda al pompelmo.

    Riccardo e Carmine Nasti, figlio e padre (foto di Thorsten Stobbe). Al centro la zona bancone di Accanto (foto di Carolina Giaroli)

     

    Spirito eclettico

    E per stuzzicare un po’? Non mancano le acciughe del Cantabrico: la Serie Oro by Ana María e la Black Edition by M.A. Revilla, sempre provenienti da Sañtona (nella comunità della Cantabria). Servite con burro di Normandia e pane caldo. Rigorosamente messo a segno da Riccardo con lievito madre vivo e farine Petra. E poi il patanegra, il prezioso jamón de bellota ibérico di Juan Pedro Domecq, stagionato 60 mesi e accompagnato da pomodorini essiccati al sole; il prosciutto di Parma riserva 30 mesi con la giardiniera; il culatello di Zibello griffato CroceDelizia, in tandem con la burrata; e la selezione di formaggi della Bergamasca, corredati di confetture casalinghe e noci. Sempre col pane a far da corredo. Pane, certo. Che si può gustare in loco, ma anche comprare e portare a casa. Come in una bottega. Anzi, tutti i prodotti sono vocati per la spesa. Inclusi gin (ce n’è una copiosa collection), spirits, pizze e vini. Che fanno focus sulla Valcalepio, non tradendo la Campania. E, a ben guardare, vi è pure una Riserva proveniente dalle tramontine vigne di famiglia. Se ne occupa un contadino”, ribadisce Carmine senior. Che chiosa soddisfatto, sorridendo: “Ora, alla sera, ho più porte da chiudere e controllare”.  

    T: Cristina Viggè

    18-02-2022

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