“Noi abbiamo scelto il miele millefiori del Brenta. È firmato dall’Apicoltura Al Biancospino e lo fa un artigiano residente a San Pietro in Gu. Dove sono nato anch’io”, afferma Andrea Poli, deus ex machina del Gustificio di Carmignano di Brenta, in landa padovana. “Noi col fiume abbiamo un rapporto quotidiano e familiare. C'è persino un lago, quello di Camazzole. La Busa de Giaretta in dialetto. Diventata famosa per i tanti post su Instagram”, continua lui. Felice di poter valorizzare il miele locale in una colomba artigianale di grande charme. A realizzarla? La pastry chef Vita Agnusdei: tarantina di Massafra, a lungo alla guida del bresciano Profumo di Lievito e ormai di stanza nel poliedrico spazio by Poli. Un tempo locanda per viandanti; oggi ristorante con pasticceria (o pasticceria con ristorante) per viaggiatori buongustai, amanti dei sapori veri e concreti (e presto vi saranno undici camere al piano superiore). Un luogo dall’aria sincera, rispettoso della materia, della memoria e della modernità. “Per la colomba uso il mio lievito madre e la Petra 6384. Ma aggiungo anche un po’ di 0101 HP, preziosa di grano tenero germogliato. Perché gli dà quella spinta e quel quid in più”, spiega Vita. Che non dimentica cubetti d’arancia canditi, tuorli, burro, mandorle, infinita passione e massima concentrazione. “La serviamo pure al ristorante, tagliandola a fette. Che andiamo a scaldare un pochino nel braciere X-Oven, così da renderle super fragranti. E le completiamo con uno zabaione preparato live con Anno Decimo, un liquore di prugna della Distilleria Schiavo, nella vicentina Costabissara”, puntualizza Andrea, fan com’è di carboni, braci e genius loci. E se Giovanni Ricciardella, capitano della pavese Cascina Vittoria (e new entry negli Ambasciatori del Gusto) dispensa sublimi colombe a chilometro zero (perché fatte con uova di galline, oche e anatre della corte stessa), Tommaso Vatti, nella senese Radicondoli, fa volar colombe a km vero, fra La Pergola e la bottega Autoctona: alla fragola e alla mela, alle more di gelso e ai fichi secchi di Carmignano. Tutelati come Presidio Slow Food e coltivati dall’agricoltore Siro Petracchi, sulla ripida collina di Montalbiolo. Nella generosa provincia di Prato. E in landa d’Avellino? Carmen Vecchione, capitana di Dolciarte, accende la luce sull’iper campana mela annurca. Protagonista di una colomba che annovera pure albicocca e fava tonka. E per gli irriducibili delle tradizioni: pigna irpina e pastiera impreziosita da grano cotto carosella e ricotta di pecora by Carmasciando, caseificio di Guardia Lombardi.