Think pink

    Indomita femminilità

    Undici donne. Iconiche e intrepide. Undici eroine letterarie e cinematografiche, condensate in un libro edito da Trenta Editore. Capace di tracciarne profili e personalità, fra aneddoti, curiosità e ricette cult. E per un book pairing dal tono potentemente pink? I vini calabresi, tenaci e caparbi delle Pacelli sisters

    Impavide, indipendenti, intraprendenti, impertinenti, inossidabili, inarrestabili, introverse, imprevedibili. E poi libere, ribelli, energiche, volitive, furbe, folli, sfrontate, audaci, temerarie, coraggiose, resilienti, vanitose, orgogliose, gentili, sincere, affascinanti, autorevoli. Esuberanti, eccentriche, egocentriche. “Ma non certo sagge”, precisa Raffaella Fenoglio, durante la presentazione del libro Indomite in cucina, targato Trenta Editore. “Fa parte della collezione Trenta Più Uno, che raccoglie i volumi più creativi, quelli con qualcosa in più”, spiega Barbara Carbone, dea ex machina della casa editrice. Che propone questo book dalla copertina pink. Sì, ma un rosa acceso, caparbio e testardo. Come le undici eroine letterarie e cinematografiche che riunisce in una wunderkammer di carta, da scoprire pagina dopo pagina. Rigorosamente senza foto. “Perché personaggi e ricette bisogna anche un po’ immaginarseli”, precisa madame Fenoglio (mente e anima del foodblog - a basso indice glicemico - Tre Civette sul Comò). Che ha condiviso la scrittura con Silvia Casini (una laurea in lingue e letterature straniere, una specializzazione in marketing strategico e innumerevoli collaborazioni con case di produzione); e con Francesco Pasqua, laureato in discipline dello spettacolo, story editor e autore di cortometraggi. Un terzetto ben rodato, visto che ha già pubblicato, sempre per lo stesso editore, La cucina incantata, compendio di ricette tratte da undici film del regista giapponese Hayao Miyazaki. Undici, un numero oramai portafortuna.

    Il libro "Indomite in cucina" e i muffin ai mirtilli

     

    Undici stelle in campo rosa (shocking)

    Undici le eroine letterarie accuratamente intercettate. Spesso e volentieri trasposte sul piccolo e grande schermo. Protagoniste di pellicole cult e persino di saghe e serie televisive. Eroine dipinte: nell’immaginario delle loro scrittrici (tutte donne, eccetto Stieg Larsson, ideatore della brillante hacker punk e dark Lisbeth Salander di Millennium) ed entrate nell’immaginario collettivo. “Per selezionarle abbiamo messo a punto un vero e proprio casting. Ognuno di noi ha votato per le proprie preferite. Alla fine abbiamo scelto 11 donne dall’animo guerriero e ribelle, e devo dire che la scelta è stata azzeccata, perché abbiamo un panorama molto variegato: ci sono eroine che si rivolgono ai ragazzi e ai bambini, e altre che fanno leva su un pubblico più adulto”, continua la Fenoglio. Che, naturalmente, ha la sua woman prediletta: Pippi Calzelunghe, figlia della penna svedese di Astrid Lindgren. “Pippi è rivoluzionaria. È una bambina che parla ad altre bambine. E se, a distanza di tanti anni, continua ad essere incisiva un motivo deve pur esserci”, prosegue Raffaella, ricordando l’eroina tutta efelidi e trecce rosse impersonata da Inger Nillsson nella serie tivù diretta da Olle Hellbom. E poi? Ci sono l’eterea Clara Del Valle de La casa degli spiriti (della cilena Isabel Allende); la frivola Rossella O’Hara di Via col vento (frutto della fantasia della statunitense Margaret Mitchell); l’atletica Katniss Everdeen di Hunger Games (della statunitense Suzanne Collins); la rigorosa e seriosa Hermione Granger, la giovane maga di Harry Potter (della britannica Joanne Kathleen Rowling); l’anticonformista Jo March di Piccole Donne (dell’americana Louisa May Alcott); l’appassionata, ironica e acuta Jane Eyre, dell’omonimo romanzo di Charlotte Brontë; la meticolosa, razionale e scaltra Kay Scarpetta di Postmortem (e di altri romanzi di Patricia Cornwell); la solare e cocciuta Idgie Threadgoode di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop (della statunitense Fannie Flagg); nonché l’autorevole e amorevole Mary Poppins, star della saga firmata dall’australiana Pamela Lyndon Travers (alias Helen Lyndon Goff). 

    In alto, la zona wine bistrot di Borgia - Milano. In basso, lo scenografico spazio del ristorante (foto di Diego Tortini)

     

    Ricette resilienti

    Undici storie. Da leggere tutto d’un fiato. Fra curiosità, aneddoti, approfondimenti e ricette. Sì, ricette. Più mangiate che preparate dalle protagoniste. “All’interno del libro vi sono donne che non hanno mai cucinato. Ma ci piaceva il loro rapporto col cibo”, commenta la Fenoglio. Che, insieme a Silvia e a Francesco, ha scandagliato pagine e scene, per pescare i piatti adatti al book. E per regalare un preciso ritratto di donna: lontana dall’archetipo e dal cliché di “angelo del focolare”, ma al tempo stesso attratta dal food. Così si ritrovano i muffin ai mirtilli che Mami fa per Rossella; la burrobirra amata dagli studenti della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts; il confortevole biancomangiare al pistacchio che Jo porta al vicino di casa; le tagliatelle paglia e fieno con peperoni e salsiccia gustate dall’anatomopatologa Kay, perfette per la Scarpetta. “Katniss, invece, pone il cibo più su un piano sociale. Paragonando i semplici stufati che possono permettersi di consumare al povero Distretto 12 con i cibi raffinati serviti a Capitol City”, sottolinea Raffaella. Rammentando il petto di pollo alla crema d’arancia. Che Giacomo Lovato, lo chef del ristorante Borgia - Milano (dove Indomite in cucina ha debuttato e dove altri libri di Trenta Editore verranno presentati), ha saputo sublimare in un raffinato petto di galletto con riduzione di arancia, puntarelle e fondo di vitello caldo. Un’insegna Borgia - Milano, guidata dal patron Edoardo Borgia, che elegge a logo As 33, elemento chimico e numero atomico dell’arsenico. Con palese riferimento a Lucrezia Borgia, rinascimentale nobildonna esperta (almeno così narra il mito) d’erbe e veleni. Indubbiamente un’indomabile (e forse incompresa) femme fatale.

    Il Malvarosa, figlio delle calabresi Tenute Pacelli. Un'idea pink per un unconventional book pairing

     

    Calici scalpitanti

    E in pendant con un book rock e pink? Ci vuole un vino all’altezza. Per un pairing fuori schema, fuori dal coro e fuoriclasse. Voilà il Malvarosa delle Tenute Pacelli, calabrese azienda vitivinicola (ma qui si producono pure olio extravergine e ciliegie) di Malvito, in contrada Rose, fra le colline cosentine, appena sotto il massiccio del Pollino e in quella rurale e generosa terra di mezzo che se ne sta in equilibrio fra i mari Ionio e Tirreno. Alla regia? Una squadra quasi tutta al femminile: Clara e Francesco (discendente di quei baroni La Costa di cui era la proprietà), nonché le figlie Carla e Laura. Che fanno parte dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e pure della Fivi, la federazione che raccoglie i vignaioli indipendenti. Il loro hashtag? #ledonnebiodelsud, vista l’indole biologica dell’impresa agricola. Che si affida alla tecnica del sovescio e a coltivazioni sostenibili, pienamente rispettose del territorio. Dove nasce il Malvarosa, crasi di magliocco dolce e merlot. Un vitigno indigeno e uno più glocal. Il qua e il là. Le radici e i nuovi orizzonti. Per un vino sapido, avvolgente e armonioso, ma pure fermo, deciso e determinato. E per chi ama il perlage? Ecco Zoe (come la figlia di Carla), metodo classico proposto nelle versioni brut, pas dosé e rosé. Fragrante ed esuberante figlio del riesling e del magliocco dolce. Che torna a elargire la sua indomita vis in un vino country e chic. Come l’oasi agrituristica della tenuta: una casa coloniale le cui mura indossano il rosa antico. Fra le vigne e il settecentesco casino di caccia.    

    T: Cristina Viggè

    04-03-2022

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