Un locale dinamico, fluido e walk-in Baratie. “Da noi l’importante è l’interazione. A partire dal bancone. Ecco, con le serate conviviali vogliamo portare l’idea delle chiacchiere e dello stare insieme attorno a un tavolo, in una saletta più intima, tranquilla e riservata. E con un servizio più sartoriale”, spiega Giacomo. Sartorialità che parte già dal tavolo, disegnato in tandem con lo studio milanese di design Boro e messo a punto dallo Studio F di Torino. Segni particolari: il legno proviene da un albero di acero, caduto per le abbondanti piogge e recuperato da un guardaboschi. Un tavolo con una bella storia, che racconta altre storie. In primis quelle di chi si siede. “Accoglieremo dieci commensali in totale, ma ogni prenotazione può contare un massimo di due persone. Insomma, meglio ancora se si viene da soli”, precisa Sacchetti. Sì, perché la mission è quella di riunire persone che non si conoscono, affinché si conoscano. Nel segno dello sharing, della conversazione e della condivisione. Il tutto ascoltando altre storie ancora: di vini, di vigneti, di personaggi e di paesaggi. Senza cadere nell’eccessivo didattismo, ma preferendo uno scambio di impressioni e di emozioni. “E attorno ai vini costruiremo piatti che non sono un vero e proprio pairing, ma un accompagnamento, in linea con le cucine dei territori dai quali provengono le etichette. Il focus resta sempre il vino”, aggiunge cuoco Cicu. Che intorno ai nettari crea coerenti habitat culinari e culturali, capaci di indagare il genius loci, le tradizioni e le evoluzioni di una certa wine zone. Così, se il 6 febbraio il palcoscenico è tutto per i Signori Italici Vol.1, con focus sul nebbiolo, il 20 febbraio è la volta dei Signori Italici Vol.2, sangiovese oriented; mentre il 5 marzo tocca ai Macerati dell’Est; e il 19 marzo è la volta del Carso di Radovič, maison attenta alla sostenibilità e all’autenticità. Basti pensare alla scelta di realizzare dei tini in pietra locale per la macerazione di due particolari referenze. “Le prime quattro serate sono incentrate sul vino, ma in futuro vorremmo anche portare sulla ribalta i prodotti, oppure i cocktail. Non solo. Il progetto Convivio è un modo per far conoscere questa sala. Che ha molte potenzialità. Qui si possono organizzare cene e presentazioni in ogni momento dell’anno”, ricorda Giacomo.