Altamente artigianali e rispettosi delle regole, che eleggono materie prime d’eccellenza e olio bollente sempre “fresco”, per la massima digeribilità e un’assoluta leggerezza. Così sono i crostoli friulani firmati Maritani. Realtà una e trina - presente a Staranzano, Trieste e Monfalcone, sotto l’insegna di Caffè Carducci - capeggiata dai fratelli Sandro e Paolo. Daniele Torresani invece ha una sola bottega, ma a Milano la sua pasticceria I Dolci Namura è un vero punto di riferimento per le chiacchiere. Perché? Basta assaggiarle per capire che non se ne può proprio fare a meno. Segni particolari? L’infinita leggerezza, l’estrema finezza e la grande eleganza. Visto che l’impasto passa per la sfogliatrice, tarata sullo zero, per ben sette volte. Non solo. Si tratta di chiacchiere biologiche. Del resto tutti gli ingredienti - dalla farina alle uova, passando per burro e zucchero - sono bio. Chiacchiere spolverate di zucchero a velo alla vaniglia e impreziosite da confettini colorati e argentati. Chiacchiere gioiose e democratiche, proposte anche in versione vegan (con cottura in forno): realizzate senza burro e senza latte, bensì con panna vegana ed emulsione fatta in casa, a base di burro di cacao, olio extravergine, sciroppo di acqua e zucchero e un pizzico di sale. Nel frattempo, nella bresciana Manerba del Garda, Giulia Cerboneschi dà forma alle sue vivaci e vibranti Creazioni: lattughe, creme fritte e frittelle di riso e limone. Seguendo l’adagio: “A Carnevale ogni leccornia vale”. Ma è andando verso Varese che ci si può fermare a “chiacchierare” e a mangiar tortelli: alla Pasticceria SeM di Morazzone, capitanata da Mariano Massara e dalla moglie Sara; da Mario Bacilieri, alla guida della pasticceria che porta il suo cognome in quel di Marchirolo; e da Denis Buosi, che con i figli Andrea e Lorenzo tiene le redini di ben due realtà, a Venegono Superiore e nel cuore di Varese. Mentre è Elena Pisoni la responsabile del lab di produzione, reduce dalla finale italiana del Campionato del Mondo del Panettone. Ed è sempre una giovanissima donna a dirigere la produzione della sabauda Farmacia del Cambio: Giorgia Mazzuferi. Che in piazza Carignano, fra specchi, acciaio, velluti e boiserie dispensa i suoi sfrigolanti “rimedi”.