Chiacchiere e coriandoli

    Carnevale che vai, leccornie che trovi

    Se Venezia s'inchina a Marco Polo, di cui ricorrono i 700 anni dalla scomparsa, Viareggio risponde con i suoi carri ironici e allegorici. Mentre Fano va fuori dalle righe, Putignano fa girar la testa, Acireale si nutre di colori e la Basilicata mette in rete tutte le sue maschere. Di certo, da nord a sud, le pasticcerie friggono. E alcune lo fanno molto bene

    Guarda Ad Oriente il Carnevale di Venezia. Dedicando feste, maschere e appuntamenti esperienziali al Mirabolante viaggio di Marco Polo. Di cui ricorrono i settecento anni dalla morte. Basti pensare che il dinner show (firmato dalla stilista della Serenissima Antonia Sautter) va in scena a Ca’ Vendramin Calergi col titolo Alla corte del Gran Khan, fra ipnotiche danze orientali, percorsi immaginifici e performance speziate. Il tutto prendendo spunto dalle Città Invisibili di Italo Calvino, per dar luce e voce a paesaggi e personaggi. Mentre per campi e campielli, ponti e calli, si esibiscono street artist internazionali. E se a Sauris - nella friulana Carnia - sono Rölar e Kheirar a conquistare la ribalta, in provincia di Torino è lo Storico Carnevale di Ivrea - che affonda le sue radici nel Medioevo - a sollevare il fragore con la sua Battaglia delle Arance. A rispondere? Sulla riviera tirrenica, il Carnevale di Viareggio, a ritmo di monumentali e satirici carri di cartapesta. Sulla riviera adriatica, il Carnevale di Fano: il più dolce dal 1347, come recita il suo claim. Che dà il via a un poker di future edizioni all’insegna del Viaggio col Vulón. Iconica maschera che quest’anno va fuori dalle righe… e dagli spazi, in un inno alla stravaganza. Intanto si fa sentire anche il Carnevale di Foiano della Chiana, che in terra d’Arezzo raggiunge la 485esima edizione, incoronando la sua protagonista, la Zinfarosa, e rinnovandosi nella grafica, fra linee minimali e toni accesi, grazie alla collaborazione con la street artist Camilla Falsini. Mentre in Maremma il Carnevale di Pitigliano (la città del tufo) si nutre di spettacoli e cortei; in terra di Bari il Carnevale di Putignano mette in calendario una 630esima edition Da Capogiro; e ad Acireale i carri allegorici sfilano fra l’Etna e il mare.

    In alto, il Carnevale di Venezia, che nel 2024 guarda Ad Oriente. In basso, Acireale e il suo carnevale

     

    Maschere in rete

    Ma non finisce qui. Anzi. In Basilicata, a rimarcare come il carnevale possa ben rappresentare il saldo legame fra uomo e genius loci, in un intreccio fatto di memoria e futuro, simbologie ancestrali e dinamiche realtà rurali, mondo naturale e universo animale, è nata la Rete dei Carnevali Lucani con valenza antropologica e culturale. Nove i comuni coinvolti, con Tricarico (Matera) a far da capofila, insieme alle sue maschere: l’mash-kr in vernacolo locale, a personificare il toro e la mucca, fra copricapi bianchi e neri e nastri multicolor. A far da coro? Una serie di carnevali: di Teana col suo Orso; di Satriano con il Rumita e la Foresta che cammina; di Cirigliano con le sue quattro Stagioni; di Aliano con le goffe Maschere cornute, pronte a muoversi tra fisarmoniche e cupa cupa; di San Mauro Forte con i Campanacci, a spezzar la quiete del borgo; di Lavello col Domino, fiero di indossare una tunica in raso; di Stigliano col suo Pagliaccio e corredo di fiasco di vino. Senza dimenticare Montescaglioso e la sua duplice anima: il Carnevalone Tradizionale e il Carnevale Montese. Una pioggia di carnevali, che contagia tutta la regione, coinvolgendo anche altre cittadine: da Pietrapertosa a Trecchina, da Picerno a Tursi, da San Severino Lucano a Oppido. Della serie, borgo che vai, carnevale che trovi. Insieme a immancabili e irresistibili frappe, crostoli, galani, chiacchiere, frittelle, castagnole e bugie. Per una vera e propria geografia del fritto. Che pure in dolcissima versione ha le sue tappe imprescindibili. 

    In alto, le delizie firmate dalla pasticceria & bistrò Golosità di Bassano del Grappa e dal Chiosco di Lonigo. In basso, la collection giocosa griffata Racca, a Padova

     

    In Veneto, crostoli e fritelle a profusione

    A Carpenedo, nel primo entroterra veneziano, la Pasticceria Ceccon è un must. E un cult sono i galani che Francesco prepara, insieme alla sua squadra. Sottili, sottilissimi. Il segreto? Sta nell’impasto: lavorato sapientemente, in modo da risultare estremamente elastico, lasciato riposare per almeno un’ora e poi tirato, sino a raggiungere lo spessore di 0,2 millimetri, grazie a una sfogliatrice. A chiosare l’operazione: il tuffo nell’olio bollente, la nevicata di zucchero semolato e il riposo - a una temperatura di 40°C - in un forno creato ad hoc. E il gioco è fatto. Non tradendo le classiche frittelle, con l’uvetta e con le mele (rigorosamente col buco al centro). Pure in declinazione pâte à choux, ripiene di crema o zabaione, pistacchio o cioccolato. A Noale invece si fa notare Stefano Zizzola, che fra arredi bianchi e azzurri fa sfilare la sua palette di frittelle. Nel cuore di Treviso è poi Massimo Albanese a svelare le sue collezioni di castagnole e fritoe, proposte nelle due sedi della Pasticceria Max (in via Canova e in Strada Sant’Angelo), persino evocando il tiramisù. E se a Cittadella sono da provare le frittelle (pure con ricotta e gocce di cioccolato) firmate dalla Bottega degli Artisti, capeggiata da Andrea Berton, a Carmignano di Brenta si può far tappa al Gustificio di Andrea Poli e ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche si deve entrare da Marisa: Lucca Cantarin & family riempiono di delizie multigusto le vetrine della pasticceria. E a Padova? Mister Gianni Zaghetto, patron della pasticceria Racca, gioca benissimo le sue carte, jolly incluso. Mentre nella vicentina Lonigo Francesco Ballico anima il suo Chiosco di crostoli “frastagliati, svolazzanti, frivoli e leggiadri”, come si legge sui social; e a Bassano del Grappa Mario Messina propone le sue calde e “peccaminose” Golosità. 

    Frittelle, bugie e castagnole: a Torino, la Farmacia del Cambio celebra il carnevale

     

    Friggendo dal Friuli al Piemonte

    Altamente artigianali e rispettosi delle regole, che eleggono materie prime d’eccellenza e olio bollente sempre “fresco”, per la massima digeribilità e un’assoluta leggerezza. Così sono i crostoli friulani firmati Maritani. Realtà una e trina - presente a Staranzano, Trieste e Monfalcone, sotto l’insegna di Caffè Carducci - capeggiata dai fratelli Sandro e Paolo. Daniele Torresani invece ha una sola bottega, ma a Milano la sua pasticceria I Dolci Namura è un vero punto di riferimento per le chiacchiere. Perché? Basta assaggiarle per capire che non se ne può proprio fare a meno. Segni particolari? L’infinita leggerezza, l’estrema finezza e la grande eleganza. Visto che l’impasto passa per la sfogliatrice, tarata sullo zero, per ben sette volte. Non solo. Si tratta di chiacchiere biologiche. Del resto tutti gli ingredienti - dalla farina alle uova, passando per burro e zucchero - sono bio. Chiacchiere spolverate di zucchero a velo alla vaniglia e impreziosite da confettini colorati e argentati. Chiacchiere gioiose e democratiche, proposte anche in versione vegan (con cottura in forno): realizzate senza burro e senza latte, bensì con panna vegana ed emulsione fatta in casa, a base di burro di cacao, olio extravergine, sciroppo di acqua e zucchero e un pizzico di sale. Nel frattempo, nella bresciana Manerba del Garda, Giulia Cerboneschi dà forma alle sue vivaci e vibranti Creazioni: lattughe, creme fritte e frittelle di riso e limone. Seguendo l’adagio: “A Carnevale ogni leccornia vale”. Ma è andando verso Varese che ci si può fermare a “chiacchierare” e a mangiar tortelli: alla Pasticceria SeM di Morazzone, capitanata da Mariano Massara e dalla moglie Sara; da Mario Bacilieri, alla guida della pasticceria che porta il suo cognome in quel di Marchirolo; e da Denis Buosi, che con i figli Andrea e Lorenzo tiene le redini di ben due realtà, a Venegono Superiore e nel cuore di Varese. Mentre è Elena Pisoni la responsabile del lab di produzione, reduce dalla finale italiana del Campionato del Mondo del Panettone. Ed è sempre una giovanissima donna a dirigere la produzione della sabauda Farmacia del Cambio: Giorgia Mazzuferi. Che in piazza Carignano, fra specchi, acciaio, velluti e boiserie dispensa i suoi sfrigolanti “rimedi”. 

    In alto, le leccornie by Dolcemascolo, presente a Frosinone e a Roma. In basso, quelle della Pasticceria Busuoli di Mirandola, in Emilia

     

    Rotolando verso sud

    Ma è pure oltrepassando il Po che le frappe vanno à gogo: specialmente alla Pasticceria Busuoli, che nella modenese Mirandola coinvolge un’intera famiglia. Uno spazio moderno e luminoso, dove trovare anche le frittelle, soffici e dorate: ripiene di mele e uvetta, oppure di crema e zabaione. Intanto a Frosinone, nel cuore della Ciociaria, e nella neonata boutique di Roma (in zona Prati), Matteo Dolcemascolo - affiancato dal fratello Simone - porta avanti con impegno e passione quella che è una Pasticceria da tre generazioni (come recita il payoff). Non certo tradendo il carnevale. E non lo tradiscono neppure i Pansa bros, Andrea, Nicola e Marilla, che in quel di Amalfi mettono il sole della Costiera in tutto quello che dicono e fanno. Lavorando gomito a gomito nella storicissima (anno di fondazione 1830) pasticceria di famiglia, vicino al Duomo. Risultato? Zeppole, chiacchiere e castagnole radiose e generose. Segni distintivi: tutti i limoni utilizzati nelle lavorazioni provengono dai giardini di Villa Paradiso, l’azienda agricola di proprietà, nell’amalfitana Valle dei Mulini, all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari. E ad Avellino? Nell’orgogliosamente irpina Dolciarte, Carmen Vecchione svela una marea di friabilissime “bugie”. Nelle quali credere pienamente e veramente.  

    T: Cristina Viggè

    07-02-2024

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